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Bosco di Severini a Fano (emergenze naturali)

Bosco di Montevecchio a Fano (emergenze naturali)



SETTORE DI BACINO: basso bacino

CATEGORIA GEOMORFOLOGICA: colline della fascia costiera

CATEGORIA DI AMBIENTE: boschi (querceti mesofili di Roverella)

LOCALITA': colline nei dintorni di Roncosambaccio, nel bacino del Fosso Sejore

COMUNE: Fano

SUPERFICIE: 4,8 ettari

QUOTA: 25 - 65 m

CARATTERI CLIMATICI: temperature medie annuali 13°-14°, precipitazioni medie annuali 750-800 mm, tipo climatico (secondo Köppen) cfa.

CARATTERI VEGETAZIONALI: piano vegetazionale collinare, fascia vegetazionale submediterranea - sottofascia sublitoranea-litoranea.

CARTOGRAFIA IGM: F. 268 - sez. II (ed. 1997); ed. precedente F. 110 - IV S.O.

PERIMETRAZIONE: quella dell'area floristica omonima.

PROPRIETA': privata

AMBIENTI: piccolo lembo boschivo sul ripido versante di E-N.E. di un colle con suolo sabbioso-molassico. La parte bassa è contigua ad un laghetto d'irrigazione e al corso d'acqua che lo alimenta.

AREE CAMPIONE DI AMBIENTI NATURALI: l'intera emergenza naturalistica. L'area è di proprietà privata; vi si accede da una strada di campagna che inizia presso la Villa (Roncosambaccio) e poi attraverso un sentiero (coordinate geografiche all'accesso del bosco: 43°52’08.84’’N - 12°57’26.46’’E). I rilievi su flora e fauna vanno dal 1973 al 2010.

TIPO DI VEGETAZIONE E FLORA VASCOLARE: querceto mesofilo di Roverella, d'alto fusto. Attorno al laghetto e lungo il corso d'acqua crescono Pioppi neri, salici e vegetazione erbacea igrofila.

Alberi, arbusti e rampicanti legnosi: Acer campestre, Asparagus acutifolius, Cistus creticus subsp. eriocephalus, Clematis vitalba, Colutea arborescens, Cornus sanguinea, Corylus avellana, Crataegus monogyna, Emerus major, Erica arborea, Fraxinus ornus, Genista tinctoria, Hedera helix, Ilex aquifolium, Laurus nobilis, Ligustrum vulgare, Lonicera caprifolium, Lonicera etrusca, Lonicera xylosteum, Populus nigra, Prunus avium, Prunus spinosa, Quercus pubescens, Robinia pseudacacia, Rosa agrestis, Rubia peregrina, Rubus ulmifolius, Ruscus aculeatus, Salix alba, Sambucus nigra, Smilax aspera, Sorbus domestica, Ulex europaeus (estinto), Ulmus minor. Tra le specie non autoctone introdotte sono presenti Castanea sativa, Pinus halepensis, Quercus ilex.

Piante erbacee e camefite: tra le specie presenti si ricordano Aegopodium podagraria, Ajuga reptans, Aristolochia rotunda, Arum italicum, Asplenium onopteris, Brachypodium sylvaticum, Buglossoides purpurocaerulea, Carex divulsa subsp. leersi, Carex flacca, Cruciata glabra, Cyclamen hederifolium, Cyclamen repandum, Euphorbia amygdaloides, Euphorbia dulcis, Festuca heterophylla, Fragaria vesca, Hepatica nobilis, Hieracium racemosum (s.l.), Iris foetidissima, Lathyrus clymenum, Lathyrus latifolius, Limodorum abortivum, Luzula forsteri, Oenanthe pimpinelloides, Orchis purpurea, Orobanche hederae, Polygala pisaurensis (al margine), Primula vulgaris, Pteridium aquilinum, Scrophularia nodosa, Silene flos-cuculi, Solidago virgaurea, Symphytum tuberosum subsp. angustifolium, Vicia bithynica, Vicia grandiflora, Vinca minor, Viola alba subsp. dehnhardtii, Viola reichenbachiana.

FUNGHI: si ricordano  Agaricus arvensis, Agaricus essetei, Agrocybe praecox, Amanita citrina, Amanita citrina var. alba, Amanita ovoidea, Amanita pantherina, Amanita phalloides, Amanita rubescens, Amanita solitaria, Amanita spissa, Amanita umbrinolutea, Armillaria mellea, Armillaria tabescens, Boletus aereus, Boletus luridus, Boletus queletii, Clathrus ruber, Clitocybe cerussata, Clitocybe gibba, Clitocybe nebularis, Clitocybe odora, Coprinus comatus, Craterellus cornucopioides, Cyathus striatus (CECCONI 1973) (1)Entoloma sinuatum, Entoloma turbidum, Fistulina hepatica, Ganoderma applanatum, Gymnopus dryophilus, Gymnopus fusipes, Gyroporus castaneus, Hirneola auricula-judae, Hypholoma fasciculare, Hypholoma sublateritium, Hirneola auricula-judae, Inocybe fastigiata (CECCONI 1973) (1)Inocybe griseolilacina,  Laccaria amethystina, Laccaria cfr. laccata, Lactarius chrysorrheus, Lactarius vellereus (CECCONI 1973) (2), Leccinum pseudoscabrum, Lepiota aspera, Lepiota clypeolaria, Leucoagaricus leucothites, Lycoperdon perlatum, Melanoleuca melaleuca (CECCONI 1973, sub M. vulgaris), Omphalotus olearius, Oudemansiella longipes (CECCONI 1973), Oudemansiella radicata, Phallus impudicus, Psathyrella spintrigera, Ramaria flava, Russula aurea, Russula cyanoxantha, Russula delica, Russula foetens, Russula heterophylla, Russula lepida, Russula praetervisa, Russula vesca, Russula virescens, Schizophyllum commune, Scleroderma verrucosum, Scutellinia setosa, Suillus bovinus, Suillus granulatus, Trametes versicolor, Tricholoma scalpturatum, Tricholoma sulphureum, Xerocomus chrysenteron, Xerocomus ferrugineus (CECCONI 1973, sub X. spadiceus).

FAUNA: Uccelli: tra i nidificanti ricordiamo la Tortora, il Cuculo, il Torcicollo, il Rigogolo, lo Scricciolo, il Pettirosso, la Capinera, l'Usignolo, il Merlo, la Cinciallegra, il Picchio muratore, il Codibugnolo, il Fringuello, il Verdone, il Verzellino, il Cardellino.

Rettili: Ramarro, Lucertola muraiola, Biacco, Colubro di Esculapio; nell'adiacente laghetto anche la Biscia d'acqua.

Anfibi: Rospo comune; nell'adiacente laghetto anche Raganella e Rana verde; probabile la presenza della Rana agile, osservata nel vicino boschetto di Roncosambaccio.

IMPORTANZA NATURALISTICA: pur se modesto, è un bosco d'alto fusto, testimonianza dei boschi che un tempo ricoprivano anche le colline costiere, unica stazione di Ginestrone (Ulex europaeus) nelle Marche (attualmente - 2009 - estinto).
Interessante la presenza di specie di piante rare o poco diffuse nella Provincia di Pesaro e Urbino o nelle Marche quali Lathyrus clymenum, Polygala pisaurensis, Vinca minor, Limodorum abortivum, e di altre rare nella zona costiera quali Ilex aquifolium, Erica arborea e Asplenium onopteris.
Il Bosco di Montevecchio (detto localmente Selva di Montevecchio, o della Martinozze o di Berloni) è un'area floristica protetta ("Selva di Montevecchio") ed è considerato dal Piano Paesistico Ambientale Regionale delle Marche (PPAR, 1989) una emergenza botanico-vegetazionale di eccezionale interesse (BA).

PRESENZA ANTROPICA: da scarsa a consistente.

UTILIZZO DEL TERRITORIO: frequentazione da parte di gitanti, pesca, caccia.

DEGRADAZIONI AMBIENTALI IN ATTO: eccessiva frequentazione antropica; spargimento di rifiuti; ingresso di motocicli.

PERICOLI FUTURI PER L'AMBIENTE: aumento delle degradazioni in atto.

FORME DI PROTEZIONE ESISTENTI:

DLGS n. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”

Area floristica protetta (L. Reg. Marche 52/1974, D.P.G.R. n. 73/97).

Incluso nell'Area ZPS_IT5310024 “Colle S. Bartolo e Litorale Pesarese”.

Tutela integrale art. 85 delle N.T.A. del PRG del Comune di Fano.

INTERVENTI PROPOSTI DALL'ASSOCIAZIONE NATURALISTICA ARGONAUTA DI FANO:
- chiusura degli accessi per impedire l'ingresso di motoveicoli;
- mantenimento in buono stato dei cartelli che segnalano l'area floristica.

ALTRI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
POGGIANI 1986, BALLELLI e PEDROTTI 1992, REGIONE MARCHE 1997.

Informazioni presenti nel web:

http://www.ambiente.marche.it/Ambiente/Natura/Infrastrutturaverde/Areefloristiche.aspx

www.ambiente.marche.it/Ambiente/Natura/ReteNatura2000/Cartografia.aspx

NOTE

(1) In MALETTI e PAOLINI 2005 indicati come presenti in tutta la Provincia di Pesaro e Urbino.

(2) In MALETTI e PAOLINI 2003 indicato come presente in prevalenza nella zona appenninica della Provincia di Pesaro e Urbino. 


Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 01.01.2000
    Ultima modifica: 06.07.2018

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