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Metodo di studio e come leggere le schede dei Mammiferi


I dati contenuti nel presente lavoro sono stati raccolti a partire dal 1975.

L'area di studio per le specie terrestri è rappresentata dal bacino del Metauro, per le specie marine il tratto di Adriatico antistante la Provincia di Pesaro e Urbino sino a 3 miglia dalla costa (1).

Per la nomenclatura ci si è attenuti alla Checklist delle specie della fauna d'Italia - Vertebrata, di AMORI G. e altri (1993) e a SPAGNESI e DE MARINIS (a cura di) 2002.

Si ringrazia Dino Scaravelli, della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Bologna, per l'aiuto nella deteminazione di alcuni micromammiferi.
Una parte dei dati raccolti sono stati archiviati su supporto informatico ("Banca dati dei Mammiferi della Provincia di Pesaro e Urbino" - dati dal 1975 al 2007).

 

Mammiferi terrestri

A causa delle abitudini prevalentemente notturne e dei comportamenti elusivi, i dati sulla presenza di Mammiferi risultano scarsi. Più che dalle osservazioni dirette derivano da impronte ed altri tipi di tracce (fatte, tane, ecc.), individui morti, resti ossei nei boli alimentari dei predatori. In particolare esaminando i boli digeriti e rigettati di rapaci notturni, costituiti prevalentemente da ossa di piccole prede, è stato possibile studiare i micromammiferi del territorio in esame, molto meglio di quanto non si possa fare con la ricerca diretta. Il Barbagianni (Tyto alba), per le sue abitudini alimentari poco selettive, si presta in modo particolare a fungere da campionatore per le ricerche sui Mammiferi. I dati sui Chirotteri, gruppo di difficile studio per la peculiarità delle abitudini e degli habitat frequentati, risultano assai scarsi e per lo più fortuiti.

Mammiferi marini

Oltre alle specie trattate nel presente studio (Tursiope e Zifio), in AMORI et al. 1993 vengono citati per l'Alto e Medio Adriatico i Cetacei Balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata Lacépède, 1804), molto rara in tutto il Mediterraneo, Balenottera comune (Balaenoptera physalus (Linnaeus, 1758)), Capodoglio (Physeter macrocephalus Linnaeus, 1758), Stenella striata (Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833)), Delfino comune (Delphinus delphis Linnaeus, 1758), un tempo più diffuso, attualmente molto raro, Grampo (Grampus griseus (Cuvier G., 1812)) e Pseudorca (Pseudorca crassidens (Owen, 1846), molto rara.

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Hanno fornito dati (citati come "comunicazione personale": com. pers.): Simone Ottorino Bai (Fano), Franco Barbadoro (Mondavio), Tony Barnoffi, Christian Cavalieri (Fano), Maurizio Celi (Frontone), Antonello Collesi (Apecchio), Aldo Cucchiarini (Apecchio), Ferruccio Cucchiarini (Apecchio), Enio Esposito (Fossombrone), Stefano Fagiolo (Cantiano), Matteo Falcioni (Fano), Federico Fanesi, Agostino Felicetti (Fano), Iginio Giacomini (Cantiano), Leonardo Gubellini (Pesaro), Domenico Leli (Cantiano), Riccardo Martinelli, Massimo Martini (Orciano di Pesaro), Stefano Marzani (Cagli), Arcangelo Panico, Claudio Poli (Fano), Luigi Ricci (Fano), Dino Scaravelli.

 

Come leggere le schede

Nelle schede sono riportati:
- il nome scientifico, il nome volgare (2), il nome dialettale usato a Fano (PU), l'ordine e la famiglia;
- i caratteri distintivi e la possibile confusione con specie simili (limitatamente a quelle presenti nell'area di studio e in quelle circostanti);
- note sulla biologia e ambienti frequentati;
- la distribuzione;
- la presenza nella zona di studio, con date e località di osservazione limitatamente alle specie più rare;
- le specie tutelate in quanto escluse dall'elenco delle specie cacciabili e quelle particolarmente protette (L. n.157 dell'11-2-1992 "Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio"), le specie strettamente protette (Allegato II) e protette (Allegato III) in base alla Direttiva di Berna del 19-9-1979 (3) e quelle di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa in base alla Direttiva "Habitat" 92/43/CEE del 21-5-1992 (Allegato IV), modificata con Direttiva 97/62/CE. Sono anche indicate le specie minacciate in base all'elenco della Lista Rossa dell'IUCN e della Lista Rossa dei Vertebrati Italiani (1998) (SPAGNESI e DE MARINIS 2002).

NOTE
(1) 1 miglio marino = 1852 m.
(2) Nel nome dialettale la â si pronuncia come la fusione di un "ae", mentre la č è dolce (come in "cielo").
(3) per le specie in Allegato III la Convenzione di Berna prevede apposite regolamentazioni in rapporto al loro sfruttamento, in maniera da non comprometterne la sopravvivenza.

 


Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 15.07.2003
    Ultima modifica: 23.05.2020

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