Funghi, flora e fauna
Gobbo rugginoso
Gobbo rugginoso - Oxyura leucocephala (Scopoli, 1869)
Famiglia: Anatidae
In Italia è specie migratrice e svernante irregolare (M irr, W irr). Estinta come nidificante (nidificava in Puglia e Sardegna; gli ultimi casi accertati nell’Oristanese risalgono al 1976), si sta riproducendo solo nei centri di ripopolamento (come quello Racconigi in Piemonte e del Lago Salso in Puglia).
Dati accertati nella zona di studio (bacino del Metauro e litorale di Fano): stato fenologico: specie di comparsa irregolare d’inverno (W irr). Frequenza di osservazione: accidentale. Osservazioni:basso bacino: un maschio nel Lago Vicini lungo il F. Metauro a 1 km dalla foce: dal 28 novembre al 3 dicembre 2025.
Dal 28 novembre al 3 dicembre 2025 un esemplare maschio di Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala) ha stazionato nel Lago Vicini; lo specchio d’acqua fanese a circa un chilometro dalla linea di costa e a ridosso del fiume Metauro, di proprietà della Fondazione Carifano, è gestito dall’Associazione Naturalistica Argonauta.
Per tutti i sei giorni di permanenza, dal capanno ornitologico che si affaccia sul lago i frequentatori del “Laboratorio di riqualificazione ambientale Lago Vicini” hanno potuto osservare quella inusuale anatra dalla livrea color ruggine. Salvo quando era intento a procacciarsi il cibo e a pulirsi il piumaggio, per lo più il gobbo rugginoso se ne è stato nella tipica postura di riposo delle anatre - con il capo posato sul dorso ed il becco che affonda nel piumaggio. Intorno a lui più di una ventina di moriglioni (anch’esse anatre tuffatrici), qualche germano reale e numerose folaghe. Quando sollevava il capo mostrava il grosso becco rigonfio vicino alle narici, tipico della sua specie (durante la stagione riproduttiva il becco diventa blu brillante). L’unica anatra con un piumaggio simile, il Gobbo della Giamaica, non presenta il becco rigonfio alla base. Il nome italiano della specie non deriva dalla “gobba” che ha sul becco, bensì dalla schiena fortemente arcuata e dal collo infossato (che gli conferiscono un aspetto gobbo). Il gobbo rugginoso è una specie molto rara, minacciata a livello globale. Il suo areale è vasto ma frammentato (popolazioni piccole ed estremamente disperse), va dall’Asia centrale al Mediterraneo. L’areale originario comprendeva l’Europa del sud, l’Asia minore, l’Asia Centrale e l’Africa settentrionale. Come in molti altri casi, il declino della specie è stato causato dalla combinazione di un'eccessiva pressione venatoria e della perdita dell’habitat (bonifica delle zone umide). Negli ultimi anni si è aggiunta un’ulteriore minaccia: il Gobbo della Giamaica, capace di ibridarsi con il Gobbo rugginoso; specie originaria del continente Americano, Il Gobbo della Giamaica fu introdotto in Inghilterra negli anni ‘50 e si è in seguito diffuso in alcuni settori del continente europeo. La specie ha subito un tracollo numerico in tutto il suo areale ed in particolare nella regione mediterranea. Si stima che all’inizio del XX secolo la popolazione complessiva fosse di almeno 100.000 esemplari, alla fine del secolo era scesa a non più di 14000-19000 individui; ora si ritiene che in tutto il Paleartico non ci siano più di 3000 coppie. Nel ventesimo secolo il Gobbo rugginoso si è estinto come nidificante in tutta l'Europa orientale e in Italia. In epoca storica la specie nidificava regolarmente in Sardegna e Puglia; gli ultimi casi accertati nell’Oristanese risalgono al 1976. In quegli anni pure in Spagna la specie era arrivata sull'orlo dell'estinzione ma lì, grazie alle intense misure di protezione attuate, la popolazione ha potuto riprendersi. Attualmente nel Mediterraneo sono presente popolazioni significative di Gobbo rugginoso soltanto in Spagna e Tunisia. In Italia ora è solo di comparsa accidentale, con avvistamenti rari; le poche segnalazioni effettuate negli ultimi decenni riguardano, per lo più, individui isolati in erratismo invernale e non mi risulta che siano state fatte precedentemente nella Regione Marche. Da dove proveniva l’esemplare che ha soggiornato a Fano? Dalla Spagna? Dalla Tunisia? Da una palude orientale? O è uno degli esemplari sfuggiti da uno dei centri di ripopolamento? come quelli di Racconigi (in Piemonte) e del Lago Salso (in Puglia). Essendo il Gobbo rugginoso una delle specie di uccelli maggiormente in pericolo di estinzione, è protetto a livello nazionale e internazionale. Proprio nel 2025 l’Amministrazione postale delle Nazioni Unite gli ha dedicato un francobollo commemorativo inserito nella serie “Specie minacciate 2025”. Nel periodo di permanenza della rara anatra mi sono recato ogni giorno al Lago Vicini; mentre lo osservavo, di tanto in tanto, giungeva il rumore di qualche colpo di fucile, abbastanza lontano, oltre la cintura di vegetazione palustre che cinge lo specchio d’acqua, a ricordare che il Lago Vicini si trova a ridosso della riva del fiume Metauro e di un altro lago dove si pratica la caccia. L’esemplare che ha stazionato nel Lago Vicini non conosceva la situazione drammatica in cui versa la sua specie, non sapeva nulla di francobolli commemorativi, di convenzioni internazionali per la protezione delle specie in pericolo; quell’anatra sapeva solo che, dopo tanto viaggiare, aveva trovato un luogo tranquillo in cui sostare. A proteggerlo, la recinzione che cinge lo specchio d’acqua: un fondo chiuso precluso all’attività venatoria.
Dettaglio scheda
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Data di redazione: 27.01.2026
Ultima modifica: 27.01.2026
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