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Ferrovia Fano - Urbino: rassegna stampa anno 2020


2020

L'ASSOCIAZIONE DENUNCIA

Ferrovie Val Metauro: «Noi capitale della cultura? E come arriveranno i turisti se mancano i treni?»

Fano Capitale Italiana della Cultura? «Inutile dare visibili­tà alla città, se poi non si of­fre ai turisti la possibilità di raggiungerla». Per l'associa­zione Ferrovia Valle Metauro ciò che manca a Fano sono i «collegamenti ferroviari di qualità» e il nuovo orario di Trenitalia, in vigore da dicem­bre, lo conferma: «Le novità sono l'arrivo dei treni Pop, i nuovi regionali Ancona-Pesaro, dei Frecciargento che, più veloci dei Frecciabianca ma più lenti dei Frecciarossa, mi­glioreranno i collegamenti con Milano. Ma davvero per i passeggeri della provincia non cambia nulla».

Secondo Fvm quello che manca è «l'impegno delle isti­tuzioni nell'incentivare la mo­bilità sostenibile. E' avvilente scoprire che il 50% delle Frec­ce a Pesaro ancora oggi non coincide con i regionali. Altra gravissima mancanza è la coincidenza, nei giorni festi­vi, con il treno per Milano del­le 20.56: importantissimo per i flussi turistici domenica­li soprattutto quando da Frec­ciabianca passerà a Frecciar­gento». L'orario 2020 di Tre­nitalia conferma, inoltre, nel periodo estivo la mancata fer­mata a Fano del Freccia Ar­gento Bolzano-Ancona men­tre fermerà a Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro, Senigal­lia ed è sorprendente è la limi­tazione a Pesaro del regiona­le per Bologna delle 20.20, in­teramente sovvenzionato dal­la Regione Emilia Romagna, nell'assordante silenzio delle istituzioni marchigiane: Seni­gallia, Marotta e Fano non hanno turisti che necessitano un rientro domenicale soste­nibile a impatto zero in Emilia o Lombardia?».

Per l'associazione «ovunque il trasporto pubblico si evol­ve, ma nella nostra provincia è tutto fermo da anni nono­stante la qualità della vita in provincia sia crollata al 53esimo posto. Malgrado l'eviden­te fallimento sui temi ambien­tali si continua a parlare solo delle piste ciclabili (vedi ciclovia del Metauro da 10 milio­ni). Eppure si avrebbe la fortu­na di poter realizzare una me­tropolitana di superficie sulla Fano-Urbino». Per l'associa­zione «si tratta di una mano­vra gattopardesca», perché «tutti si vada ad Urbino in bici affinché si continui ad anda­re tutti a Urbino in auto».  an. mar.

Da: Il Resto del Carlino del 7/1/2020

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  Vecchia stazione di Calcinelli: Aguzzi punta a prenderla in concessione contro il degrado

«Ci potremmo fare un largo parcheggio per coloro che vanno in centro»

CALCINELLI - Trasformata in dormitorio e ri­trovo per sbandati, la vecchia stazione di Calcinelli potrebbe cambiare volto, almeno per quanto riguarda l'area circostan­te I binari. Il sindaco di Colli al Metauro Stefano Aguzzi, inten­de chiedere alle Ferrovie la concessione della struttura e dell'area pertinenziale in modo da effettuare un'ampia opera di risanamento e ristrutturazione. Un'idea condivisa con entusiasmo dalla maggioranza di centro destra. «Si potrebbe riqualifi­care l'area - spiega il primo cit­tadino - e trasformarla in un comodo parcheggio, di cui potreb­bero usufruire i cittadini che vanno in centro. Purtroppo adesso la zona è piena di rovi, come tutto il tratto da Urbino a Fano, in condizioni davvero disastrose, e le Ferrovie la ripulisco­no solo una volta l’anno. Saremmo d’accordo - dice Aguzzi - anche se la linea ferroviaria ve­nisse riattivata, con il restauro della vecchia stazione, ma si tratta di una questione di cui si discute da troppo tempo e non credo che si arriverà mai a una decisione». Intanto del vecchio scalo ferroviario è rimasto poco, oltre le rotaie arrugginite e coperte dalle sterpaglie. La vecchia banchina è sommersa dalle erbacce, mentre i tre locali che una volta ospitavano la stazione sono alla mercé di ba­lordi e vandali. Sulle pareti ester­ne. scritte minacciose e offensive mentre all'interno di uno dei locali, la cui porta di recente è stata forzata e aperta, ci sono coperte e segni di bivacco. Una situazione di degrado nel cuore del paese, che ben poco si addi­ce al decoro urbano. Ma il Co­mune non può intervenire, trat­tandosi di una zona di pertinen­za delle Ferrovie, almeno finché non otterrà la concessione.    Marco D'Errico

Da: Il Resto del Carlino del 9/1/2020

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Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 13.01.2020
    Ultima modifica: 13.01.2020

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