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Ferrovia Fano - Urbino: rassegna stampa anni 2018 - 201...

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Ferrovia Fano - Urbino: rassegna stampa anno 2021

Ferrovia Fano - Urbino: rassegna stampa anno 2020


2020

L'ASSOCIAZIONE DENUNCIA

Ferrovie Val Metauro: «Noi capitale della cultura? E come arriveranno i turisti se mancano i treni?»

Fano Capitale Italiana della Cultura? «Inutile dare visibili­tà alla città, se poi non si of­fre ai turisti la possibilità di raggiungerla». Per l'associa­zione Ferrovia Valle Metauro ciò che manca a Fano sono i «collegamenti ferroviari di qualità» e il nuovo orario di Trenitalia, in vigore da dicem­bre, lo conferma: «Le novità sono l'arrivo dei treni Pop, i nuovi regionali Ancona-Pesaro, dei Frecciargento che, più veloci dei Frecciabianca ma più lenti dei Frecciarossa, mi­glioreranno i collegamenti con Milano. Ma davvero per i passeggeri della provincia non cambia nulla».

Secondo Fvm quello che manca è «l'impegno delle isti­tuzioni nell'incentivare la mo­bilità sostenibile. E' avvilente scoprire che il 50% delle Frec­ce a Pesaro ancora oggi non coincide con i regionali. Altra gravissima mancanza è la coincidenza, nei giorni festi­vi, con il treno per Milano del­le 20.56: importantissimo per i flussi turistici domenica­li soprattutto quando da Frec­ciabianca passerà a Frecciar­gento». L'orario 2020 di Tre­nitalia conferma, inoltre, nel periodo estivo la mancata fer­mata a Fano del Freccia Ar­gento Bolzano-Ancona men­tre fermerà a Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro, Senigal­lia ed è sorprendente è la limi­tazione a Pesaro del regiona­le per Bologna delle 20.20, in­teramente sovvenzionato dal­la Regione Emilia Romagna, nell'assordante silenzio delle istituzioni marchigiane: Seni­gallia, Marotta e Fano non hanno turisti che necessitano un rientro domenicale soste­nibile a impatto zero in Emilia o Lombardia?».

Per l'associazione «ovunque il trasporto pubblico si evol­ve, ma nella nostra provincia è tutto fermo da anni nono­stante la qualità della vita in provincia sia crollata al 53esimo posto. Malgrado l'evidente fallimento sui temi ambientali si continua a parlare solo delle piste ciclabili (vedi ciclovia del Metauro da 10 milioni). Eppure si avrebbe la fortu­na di poter realizzare una me­tropolitana di superficie sulla Fano-Urbino». Per l'associa­zione «si tratta di una manovra gattopardesca», perché «tutti si vada ad Urbino in bici affinché si continui ad andare tutti a Urbino in auto».  an. mar.

Da: Il Resto del Carlino del 7/1/2020

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Vecchia stazione di Calcinelli: Aguzzi punta a prenderla in concessione contro il degrado

«Ci potremmo fare un largo parcheggio per coloro che vanno in centro»

CALCINELLI - Trasformata in dormitorio e ri­trovo per sbandati, la vecchia stazione di Calcinelli potrebbe cambiare volto, almeno per quanto riguarda l'area circostan­te I binari. Il sindaco di Colli al Metauro Stefano Aguzzi, inten­de chiedere alle Ferrovie la concessione della struttura e dell'area pertinenziale in modo da effettuare un'ampia opera di risanamento e ristrutturazione. Un'idea condivisa con entusiasmo dalla maggioranza di centro destra. «Si potrebbe riqualifi­care l'area - spiega il primo cit­tadino - e trasformarla in un comodo parcheggio, di cui potreb­bero usufruire i cittadini che vanno in centro. Purtroppo adesso la zona è piena di rovi, come tutto il tratto da Urbino a Fano, in condizioni davvero disastrose, e le Ferrovie la ripulisco­no solo una volta l’anno. Saremmo d’accordo - dice Aguzzi - anche se la linea ferroviaria ve­nisse riattivata, con il restauro della vecchia stazione, ma si tratta di una questione di cui si discute da troppo tempo e non credo che si arriverà mai a una decisione». Intanto del vecchio scalo ferroviario è rimasto poco, oltre le rotaie arrugginite e coperte dalle sterpaglie. La vecchia banchina è sommersa dalle erbacce, mentre i tre locali che una volta ospitavano la stazione sono alla mercé di ba­lordi e vandali. Sulle pareti ester­ne. scritte minacciose e offensive mentre all'interno di uno dei locali, la cui porta di recente è stata forzata e aperta, ci sono coperte e segni di bivacco. Una situazione di degrado nel cuore del paese, che ben poco si addi­ce al decoro urbano. Ma il Co­mune non può intervenire, trat­tandosi di una zona di pertinen­za delle Ferrovie, almeno finché non otterrà la concessione.    Marco D'Errico

Da: Il Resto del Carlino del 9/1/2020

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Ciclovia adriatica, presentato il progetto del ponte sul Cesano

L'infrastruttura collegherà le province di Pesaro Urbino e quella di Ancona

MONDOLFO – Avrà una lunghezza di 196 metri, una larghezza di 5, per permettere il passaggio pedonale, ciclabile ed, eventualmente, dei mezzi di soccorso. Verrà realizzato lungo il tracciato della ciclovia Adriatica, tra la ciclabile esistente di Marotta (a 3,6 km dalla stazione) e quella in progettazione a Senigallia (dallo scalo ferroviario disterà 5,5 km), a cavallo delle province di Ancona e Pesaro e Urbino. Risulterà totalmente finanziato dalla Regione Marche, con 2 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione. È il ponte ciclopedonabile sul Cesano, il cui progetto è stato presentato dal presidente Luca Ceriscioli nella sede municipale di Mondolfo. La Regione ha affermato Ceriscioli “curerà campagne di comunicazione, formazione di figure specializzate, risorse per bike hotel. Perché la bici è un mezzo che ti consente di guardare immediatamente al futuro. Rappresenta una grande opportunità che vogliamo cogliere fino in fondo”. La mobilità sostenibile, è stato poi sottolineato, si sviluppa anche in treno. “Abbiamo voluto collegare le due modalità – ha detto Ceriscioli – Grazie all’ultimo contratto con Trenitalia stiamo facendo un’operazione straordinaria. Verranno consegnati 24 nuovi treni che permetteranno di accogliere la bicicletta. Questo favorirà uno scambio tra treno e bicicletta, con stazioni che verranno adeguate da Rfi, dove non si paga il biglietto per la bici. Voglio addirittura immaginare un abbonamento settimanale che consenta a un turista, con la bici e il treno, di muoversi in tutta la regione e magari bollinare i tredici percorsi ciclabili che realizzeremo. Essendo le ciclovie già finanziate al 50 per cento, possiamo immaginare che, nell’arco dei prossimi cinque anni, potranno essere completate, dando alle Marche un’identità fortissima come regione sostenibile da percorrere sulla bicicletta”.

Il ponte ciclopedonale sul fiume Cesano è un’infrastruttura della Ciclovia Adriatica, che si svilupperà per una lunghezza di 1.127 km lungo la fascia costiera, coinvolgendo 99 comuni, 17 province e sei regioni, con le Marche capofila. L’opera avrà un costo di 250 milioni, di cui 16 già assegnati dal ministero Infrastrutture. La nostra regione sarà attraversata per intero (297 km). A oggi 166 km sono stati finanziati e ultimati o in corso di realizzazione. Da finanziare rimangono 131 km. Negli ultimi anni i finanziamenti regionali hanno raggiunto i 14,1 milioni: per completare l’Adriatica ne occorrono altri 53. Il progetto prevede cinque ponti ciclo pedonabili, tra cui il Cesano. Uno, quello sul fiume Aso, è già stato realizzato, con uno stanziamento regionale di 6,2 milioni. Gli altri riguardano i fiumi Chienti (Civitanova Marche – Porto Sant’Elpidio), Ete Vivo (Fermo – Porto San Giorgio), Tronto (San Benedetto del Tronto – Martinsicuro). Per il Cesano esiste già il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Entro aprile 2020 verrà affidata la progettazione esecutiva. Sarà realizzato in carpenteria metallica, a tre campate: quella centrale con un arco inclinato di 15°, le laterali appoggiate sulla struttura portante, sorretta da piloni in cemento armato. L’impostazione progettuale valorizza la bellezza della costruzione, la vista paesaggistica verso mare, creando un percorso d’effetto con uniformità dei fasci di luce. I corpi illuminanti al led saranno incassati e alimentati con linee all’interno degli elementi strutturali.

Da:  Il Metauro del 18/1/2020

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21/1/2020 Intervista presso Fano TV al sindaco di Fossombrone Bonci - Sintesi

Il discorso è complesso; a livello personale sarei favorevole alla ferrovia ma prendo atto che Regione e Comuni limitrofi stanno progettando una ciclabile che arriverà fino a Tavernelle di Serrungarina per la quale sono stati stanziati fondi; non possiamo tagliar fuori Fossombrone. Difficile ipotizzare un tpl ma intanto si può pensare ad una ferrovia turistica. Oggi il cicloturismo tira parecchio e la ciclabile è un progetto da portare avanti.

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19/11/2019 Precedente Intervista presso  Fano TV al sindaco di Fermignano Feduzzi - Sintesi

Sono un ciclista e la risposta è implicita a favore della pista ciclabile. Fermignano dal 1987 è tagliata dalla ferrovia abbandonata. Se la Regione facesse la ciclabile i miei concittadini sarebbero tutti contenti;  i quartieri che ora sono separati dai binari vogliono raccogliere firme per la ciclabile ma ho dovuto fermarli. Se la Regione o lo Stato trovasse le ingenti somme necessarie per fare un TPL, più che una ferrovia turistica,  sarei il primo a firmare per il treno. Ma un amministratore deve stare con i piedi per terra e la ferrovia è come l’Araba felice. Si prenda finalmente una decisione e la si porti avanti.

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Fano-Urbino, Biancani: "Bici e treno possono convivere, arrivato il nulla osta di RFI al progetto della Regione"

25/01/2020 - "Da anni difendo questa tesi e adesso arriva la conferma ufficiale di RFI: bici e treno possono convivere". Non nasconde la propria soddisfazione il consigliere regionale Andrea Biancani (Pd), presidente della commissione ambiente e trasporti, dopo l'arrivo del nulla osta ufficiale di Rete ferroviaria italiana alla ciclo-pedonale a fianco della Fano-Urbino.

“È arrivato il parere favorevole che aspettavamo da mesi - afferma Biancani -. Lo scorso 9 ottobre abbiamo inviato alla Direzione nazionale di RFI il progetto di fattibilità della Regione per avere un parere sulla possibilità di realizzare un tracciato a fianco della ferrovia e pochi giorni fa, il 21 gennaio, è arrivata la comunicazione ufficiale che conferma la compatibilità. È un tassello fondamentale che sblocca dopo anni un progetto strategico per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo turistico di tutto il territorio della vallata del Metauro, al quale ho sempre creduto con il Presidente Ceriscioli che ha condiviso e sostenuto con me tutte le scelte”. Da tempo Biancani sta lavorando per concretizzare l'opera e anche la richiesta del nulla osta è stata preceduta da una serie di incontri con i tecnici RFI per valutare tutti gli aspetti del progetto, “per questo le condizioni poste per realizzare il percorso coincidono in gran parte con quelle già previste nello studio della Regione”. “Il percorso - puntualizza Biancani - dovrà essere realizzato ad una distanza di 1,5 metri dalla rotaia più vicina, distanza alla quale dovrà essere posizionata, per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti, anche l'eventuale recinzione che separa dal tragitto della ferrovia. Le gallerie non potranno essere utilizzate e per questo dovremo studiare dei percorsi alternativi all'esterno, mentre per quanto riguarda i ponti sarà possibile costruire delle passerelle a sbalzo”.

Sul versante delle risorse economiche, il consigliere ricorda che la Regione aveva già individuato i fondi nei primi mesi del 2018, “4,5 milioni di euro con i quali potremo realizzare i primi 17 chilometri, toccando Fano, Cuccurano, Lucrezia, Calcinelli di Saltara fino ad arrivare a Tavernelle di Serrungarina. La lunghezza del percorso da Fano fino a Fermignano - aggiunge - è di 42,5 chilometri, ai quali si sommano i 5,5 chilometri per arrivare ad Urbino, per un totale 48 chilometri”. Da sempre sostenitore dell'idea che la ciclovia del Metauro non fosse alternativa, ma piuttosto complementare alla riapertura della ferrovia a fini turistici, il consigliere Biancani ora guarda avanti e pensa alle prossime tappe. “Adesso l'obiettivo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi insieme ai Comuni per approvare il progetto preliminare, dopo di che si potrà procedere con la progettazione esecutiva, per poi fare la gara per i lavori”. “Il via libera al progetto preliminare - sottolinea - sarà importante anche per eventuali procedimenti espropriativi per piccole porzioni del percorso, procedure che dovranno avviare i Comuni”. “Ho sempre detto - conclude Biancani - che il progetto del treno turistico e quello della ciclabile non sono alternativi o in competizione tra loro, ma sono entrambi una grande opportunità di sviluppo. Le due visioni si integrano, si promuovono e rafforzano a vicenda. Una infrastruttura della sostenibilità dove lungo lo stesso percorso si potranno vivere esperienze di viaggio, di sport e di vita quotidiana che si completano, come un turista che guarda dal treno i ciclisti pedalare o i ragazzi che si spostano in sicurezza a piedi o in bici. Sarà un bellissimo circuito viario dedicato alla mobilità dolce, che risale la vallata del Metauro, attraversando centri abitati e zone artigianali. Sarebbe uno dei percorsi più belli e originali d'Italia, in grado di valorizzare sia il patrimonio culturale che quello naturalistico, e il progetto potrà prevedere anche uno studio per la riqualificazione delle vecchie stazioni, trasformate in punti di accoglienza, di promozione e informazione turistica. Siamo arrivati a un primo risultato importante e vorrei ringraziare il Presidente Ceriscioli e tutti i consiglieri regionali di maggioranza del territorio per aver intuito da subito le potenzialità del progetto”.   da Andrea Biancani Presidente Commissione Ambiente e Trasporti - Regione Marche

Da: https://www.vivereurbino.it/2020/01/27/fano-urbino-biancani-bici-e-treno-possono-convivere-arrivato-il-nulla-osta-di-rfi-al-progetto-della-regione/766019

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Ciclabile, è svolta: sì delle Ferrovie - La pista sarà fatta vicino ai binari

Andrea Biancani. presidente della commissione regionale trasporti, esulta: «Treno e bici compatibili» Le avvertenze di Rfi: «Ma le biciclette non potranno entrare nelle gallerie. Sui ponti, strutture a sbalzo»

Il da farsi ora - Va convocata una conferenza di servizi con tutti i comuni per approvare il progetto esecutivo

Adesso si può. Lo Ferrovie dicono «sì alla pista ciclabile accanto ai binari della Fano-Urbino». Con qualche avvertenza: distanza minima da 1.5 metri dai binari, in galleria non si entra con la pista ciclabile, sui ponti invece sì con una struttura che va realizzata a sbalzo. E finanziamenti già pronti per arrivare a Tavernelle. Andrea Biancani (Pd), consigliere regionale e presidente della commissione ambiente e trasporti, sventola il foglio con la risposta di RFI. «Abbiamo già pronti in cassa 4,5 milioni di euro. E’ un parere che aspettavamo da mesi - afferma Biancani - dopo aver inviato lo scorso 9 ottobre alla Direzione nazionale di Rfi il progetto di fattibilità della Regione per avere un parere sulla possibilità di realizzare un tracciato a fianco della ferrovia. Pochi giorni fa, il 21 gennaio, è arrivata la comunicazione ufficiale che conferma la compatibilità. E’ un tassello fondamentale che sblocca dopo anni un progetto strategico per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo turistico di tutto il territorio della vallata del Metauro, un progetto a cui ho sempre creduto con il presidente Luca Ceriscioli che ha condiviso e sostenuto con me tutte le scelte».

«Il percorso - puntualizza Biancani - dovrà essere realizzato ad una distanza di 1,5 metri dalla rotaia più vicina, distanza alla quale dovrà essere posizionata, per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti, anche l'eventuale recinzione che separa dal tragitto della ferrovia. Le gallerie non potranno essere utilizzate e per questo dovremo studiare dei percorsi alternativi all'esterno, mentre per quanto riguarda i ponti sarà possibile costruire delle passerelle a sbalzo».

Sul versante delle risorse economiche, il consigliere ricorda che la Regione aveva già individuato i fondi nei primi mesi del 2018. «4,5  milioni di euro con i quali potremo realizzare i primi 17 chilometri, toccando Fano, Cuccurano, Lucrezia, Calcinelli di Saltara fino ad arrivare a Taverenelle di Serrungarina o Colli al Metauro. La lunghezza del percorso da Fano fino a Fermignano - aggiunge- è di 42,5 chilometri ai quali si sommano i 5,5 chilometri per arrivare ad Urbino, per un totale di 48 chilometri». «Adesso l'obiettivo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi - dice Biancani - per approvare il progetto preliminare dopo di che si potrà procedere con la progettazione esecutiva per poi fare la gara per i lavori» «Il via libera al progetto preliminare - sottolinea - sarà importante anche per eventuali procedimenti espropriativi per piccole porzioni del percorso, procedure che dovranno avviare i Comuni».I progetti del treno turistico e della ciclabile - conclude Biancani - non sono alternativi. ma sono entrambi una grande opportunità di sviluppo, le due visioni si integrano o rafforzano a vicenda. Una infrastruttura della sostenibilità dove lungo lo stesso percorso si potranno vivere esperienze di viaggio, di sport e di vita quotidiana usufruibili da tutti, a partire dal turista che guarda dal treno i ciclisti pedalare o i ragazzi che si spostano in sicurezza a piedi o in bici. Sarà un bellissimo circuito dedicato alla mobilità dolce, che risale la valle del Metauro».  ro.da.

Da: Il Resto del Carlino del 25/1/2020

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Un circuito da capogiro. In cassa ci sono 5.5 milioni di euro
Tutto pronto anche per la ciclovia del Foglia

Approvato progetto preliminare. Si passa aII'esproprio dei terreni, molti dei quali già pubblici
Le parole d’ordine sono bicicletta, green, ambiente, aria pulita. E allora, Andrea Biancani non se lo fa ripetere allargando i progetti di ciclabile anche sulla vallata del Foglia: «Arriveremo da Pesaro a Ca Gallo. Ci sono già da ora a disposizione 5 milioni e mezzo di euro. Va convocata la conferenza dei servizi con tutti i comuni interessati dal percorso. Si deve procedere all’eventuale esproprio di porzioni di terreno dove passerà la pista anche se buona parte sono già di proprietà pubblica. Il progetto preliminare è stato approvato con soddisfazione di tutti gli enti coinvolti».  Aggiunge Biancani: «Arriveremo ad avere un anello o circuito fantastico che partendo da Pesaro collegherà la valle del Metauro fino a Tavernelle nel primo momento per poi arrivare a Urbino e dall'altra parte la valle del Foglia fino a Sassocorvaro per poi magari un domani congiungersi proprio a Urbino. E' ovvio che il dislivello da superare non sarà per tutti, anche se le bici elettriche saranno in grado di aiutare a superare le salite. Senza dimenticare - aggiunge Biancani - che porteremo sui binari della Fano- Urbino, nel tratto di Fossombrone, Canavaccio -Urbino il bicitreno. che correrà sui binari. Per questo però manca ancora una normativa ad hoc che  lo permetta. L’aspettiamo».

Da: Il Resto del Carlino del 25/1/2020

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Le Ferrovie sulla tratta Fano-Urbino «Il treno e la bici possono convivere»

Arrivato il nulla osta al progetto della Regione. Biancani: «Da anni difendo questa tesi»

L’INFRASTRUTTURA

FANO «Da anni difendo questa tesi e adesso arriva la conferma ufficiale di Rfi, la Rete ferroviaria italiana: bici e treno possono convivere». Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Biancani (Pd). presidente della commissione ambiente e trasporti, dopo l’arrivo del nulla osta ufficiale alla ciclo-pedonale a fianco della tratta Fano-Urbino.

La comunicazione ufficiale

«E’ arrivato il parere favorevole che aspettavamo da mesi - afferma Biancani -. Lo scorso 9 ottobre abbiamo inviato alla Direzione nazionale di Rfi il progetto di fattibilità della Regione per avere un parere sulla possibilità di realizzare un tracciato a fianco della ferrovia e pochi giorni fa, il 21 gennaio, è giunta la comunicazione ufficiale che conferma la compatibilità. E’ un tassello fondamentale che sblocca dopo anni un progetto strategico per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo turistico di tutto il territorio della vallata del Metauro al quale ho sempre creduto insieme al presidente Ceriscioli». La richiesta del nulla osta è stata preceduta da una serie di incontri con i tecnici Rfi per valutare tutti gli aspetti del progetto. Il percorso dovrà essere realizzato ad una distanza di 1,5 metri dalla rotaia più vicina, distanza alla quale dovrà essere posizionata, per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti, anche l’eventuale recinzione che separa dal tragitto della ferrovia. Le gallerie però non potranno essere utilizzate e per questo si dovranno studiare dei percorsi alternativi all’esterno, mentre per quanto riguarda i ponti sarà possibile realizzare delle passerelle a sbalzo. Sul versante delle risorse economiche, il consigliere ricorda che la Regione aveva già individuato i fondi nei primi mesi del 2018, «4,5 milioni di euro con i quali potremo realizzare i primi 17 chilometri, toccando Fano, Cuccurano, Lucrezia, Calcinelli di Saltara fino ad arrivare a Tavernelle di Serrungarina. La lunghezza del percorso da Fano fino a Fermignano - aggiunge - è di 42,5 chilometri, ai quali si sommano i 5,5 chilometri per arrivare ad Urbino, per un totale 48 chilometri». Adesso l’obiettivo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi insieme ai Comuni per approvare il progetto preliminare, dopo di che si potrà procedere con la progettazione esecutiva, per poi fare la gara per i lavori. Il via libera al progetto preliminare sarà importante anche per eventuali procedimenti espropriativi per piccole porzioni del percorso, procedure che dovranno avviare i Comuni.

Visioni da integrare

«Ho sempre detto - conclude Biancani - che il progetto del treno turistico e quello della ciclabile non sono alternativi o in competizione tra loro, ma sono entrambi una grande opportunità di sviluppo. Le due visioni si integrano, si promuovono e rafforzano a vicenda. Sarà un bellissimo circuito viario dedicato alla mobilità dolce. Il progetto - conclude - potrà prevedere anche uno studio per la riqualificazione delle vecchie stazioni, trasformate in punti di accoglienza, di promozione e informazione turistica».   Simonetta Marfoglia

Da: Corriere Adriatico del 25/1/2020

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«Ciclabile e navetta turistica così riparte la Fano-Urbino»

Gli ambientalisti Zan e Tosi soddisfatti del sì di Rfi al progetto della Regione

L’INFRASTRUTTURA

Con i 4,5 milioni di euro stanziati si arriva con la pista fino a Tavernelle - Ipotesi treno su gomma

FANO- Un paio di ciliegine sul pro­getto di una pista ciclabile a fian­co della linea ferroviaria dismes­sa Fano-Urbino, ora che Rete Ferroviaria Italiana ha comuni­cato il suo parere favorevole. Le suggeriscono gli ambientalisti Leonardo Zan ed Enrico Tosi. «Sarebbe utilissimo - afferma Zan - se si prevedesse un corri­doio sotto la pista ciclabile, per far passare la Fibra ottica insie­me con le tubazioni dei servizi pubblici. Semplice e veloce da realizzare, questa opera consentirebbe risparmi su certi tipi di costi».

La vecchia littorina

La vecchia littorina, com'era chiamata l’automotrice in servi­zio sulla tratta Fano-Urbino, fu mandata in pensione il 31 genna­io 1987, quando trasportava una media di 12 passeggeri a corsa. Nel 1996 Zan e Tosi percorsero a piedi parte del tracciato e fu in quell'occasione che nacque l’idea di una pista ciclabile fìno a Fermignano, lunga oltre 42 chi­lometri. «Siamo molto soddisfatti del significativo passo in avanti - afferma Tosi - che si inserisce in una progettualità lungimirante della Regione, tesa a costituire una rete di ciclabili con la stessa dignità di strade e ferrovie. La pista rappresenta una soluzione razionale al tema del riutilizzo della Fano-Urbino, porterà benefici e non impedirà in alcun modo di attivare in futuro sui binari anche una navetta turistica. Molti eccepiscono che è da escludere la promiscuità fra bicicletta e treno: avrebbero ragione se fosse per il trasporto di passeggeri, ma in questo caso si tratterebbe di vettore turistico, l'unica possibilità prevista delle attuali leggi. Tra l’altro, volendo stare larghi, effettuerebbe poche corse all’anno».   Prosegue Tosi: «La pista ciclabile è approvata da numerose associazioni ambientaliste, Fiab in particolare. Sarà una garanzia di sicurezza, perché separerà la mobilità sostenibile dal traffico a motore, e al tempo stesso un impulso al cicloturismo, settore economico in costante ascesa. Costituirà un giardino lineare, che potrà dare un senso ambientale più compiuto ai frustoli di verde abbandonato lungo la tratta dismessa, e una nuova infrastruttura per collegare in modo diretto numerosi Comuni della vallata metaurense. Alcune amministrazioni locali si stanno chiedendo come sfruttare gli spazi delle stazioni in disuso e lungo il percorso della ciclovia, come già avvenuto altrove, potrebbero nascere punti ristoro, piccole officine e varie attività commerciali».

Altro percorso per le gallerie

Il progetto preliminare della Re­gione prevede che la pista debba correre a un metro e mezzo dal­la rotaia, per ovvi motivi di sicu­rezza dovranno essere realizza­ti spazi alternativi in coincidenza delle gallerie ma per i ponti Rfi prevede la possibilità di rea­lizzare passerelle a sbalzo. Sono già disponibili 4 milioni e mez­zo, che dovrebbero bastare per portare la ciclabile fino a Taver­nelle di Colli al Metauro, circa a metà strada. «Per il trasporto pubblico - conclude Zan - si po­trebbe ricorrere al treno su gom­ma come sulla linea Rimini-Riccione. Viaggia sia su rotaia sia sull'asfalto ed è compatibile con il corridoio ecologico, con le 96 intersezioni stradali e con la pre­senza di case costruite a ridosso dei binari dopo la chiusura della tratta, perché meno rumoroso».  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 29/1/2020

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«Prima della ciclabile, c'è da aprire la Guinza»

Il sindaco di Sant'Angelo in Vado Luzi ritiene che la priorità dei lavori debba essere la viabilità su strada lungo la valle del Metauro

Per il primo cittadino vadese, l'isolamento sta uccidendo imprese e commercio

Sant’Angelo in Vado- «Dove si trova il coraggio di parlare di piste ciclabili lungo la ex ferrovia Fano-Urbino nella provincia dell'eterna incompiu­ta Fano-Grosseto?». Sembra più meravigliato che deluso il sinda­co di Sant'Angelo in Vado Gìannalberto Luzi. «Non abbiamo bi­sogno di piste ciclabili: le strade che abbiamo già sembrano più delle ciclabili che delle vie di co­municazione moderne. Nella val­le del Foglia, tra Pesaro e Lunano, e nella valle del Metauro fi­no al valico di Bocca Trabaria ci sono strade che non sono sicu­re né adeguate alle esigenze che le attività economiche, e noi parliamo di piste ciclabili?».

ECONOMIA CHE SI SPEGNE

Luzi ha sempre posto la viabilità come una priorità del suo man­dato: «Tra l'altro è bene ricorda­re che sia la Fogliense che la Metaurense sono passate da circa 2 anni dall'amministrazione provinciale ad Anas e in questo las­so di tempo non si è registrato un minimo intervento di manu­tenzione ordinaria e meno anco­ra straordinaria o di potenzia­mento di cui tali strade avrebbero bisogno. Nel frattempo si continua a sparlare di eventuali progetti esecutivi per aprire la galleria della Guinza quando in questi ultimi 5 anni non si è riu­sciti a proporre in progetto se­rio e credibile per mettere fine a questa vergognosa incompiu­ta». Il ritardo sulle infrastrutture per Luzi si ripercuote su tutti gli am­biti: «È un dato di fatto che la provincia di Pesaro Urbino in po­chi anni da prima provincia del­le Marche si trova oggi ad esse­re fanalino di coda dell'econo­mia marchigiana - eppure si par­lava di provincia felice-: di fatto è rimasta l'unica provincia di tutta la regione che non ha nessu­na prospettiva di rilancio econo­mico, turistico, culturale se non si procederà in tutta fretta a su­perare il valico di Bocca Traba­ria. Tra l'altro come sindaco di Sant'Angelo in Vado non posso non denunciare il ritardo con cui Anas sta portando avanti il progetto di messa in sicurezza dell'attuale SS73bis, cosa che mi è sempre stato detto fa parte di un finanziamento già pro­grammato per quanto riguarda i comuni di Sant'Angelo in Vado e Fermignano».  «Ora siamo alle porte delle ele­zioni regionali - dice Luzi - e i protagonisti di governo degli ul­timi 5 anni dovranno rendere conto ai cittadini della nostra provincia sui motivi di tanta su­perficialità e lungaggine su pro­getti importanti come quelli del­la viabilità che sono le uniche le­ve competitive per poter spera­re in un rilancio dell'economia e del turismo delle aree interne».  Andrea Angelini

Da: Il Resto del Carlino del 29/1/2020

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Il turismo prossimo futuro

L’economia fondata sulla bicicletta continua a crescere: Il Sole 24 ore riporta che nel 2018, solo in Italia, nel settore turistico ha mosso ben 7,6 miliardi di euro, oltre l’8% del totale; le agenzie immobiliari confermano che il valore degli immobili aumenta se ci sono piste ciclabili anche solo progettate perché, grazie al restyling del territorio, migliorano sicurezza stradale, collegamenti e qualità della vita. E non solo in zone pianeggianti: le colline, con le loro strade poco frequentate,
anche non asfaltate, attirano sempre più amanti delle bici, ora anche elettriche, come già avviene in Liguria, Trentino, Veneto, ecc., regioni molto apprezzate da cicloturisti italiani e stranieri che possono contare anche su agenzie di viaggio specializzate.
Il problema per l’Italia centromeridionale è come attirare e fidelizzare i potenziali turisti, perché non bastano arte, natura e cultura; il successo turistico non arriva “per grazia ricevuta” e non sono decisivi né gli incentivi per l’acquisto di bici (chi le usa forse ne ha più di una) né le recensioni di riviste importanti perché l’effetto mediatico dura poco e sempre nuove mete salgono alla ribalta, magari attraverso il “tam tam” interpersonale.
Quello che serve davvero sono sicurezza e qualità; cioè: strade in ordine; piste ciclabili; rispetto per chi pedala; garanzie contro il furto delle bici ma, soprattutto, ottimi servizi per la sosta, il ristoro e l’assistenza dei cicloturisti; e i buoni esempi non mancano, finora quasi tutti concentrati al Nord; ad esempio la Alpe Adria, 400 km da Salisburgo a Grado, nel 2015 eletta migliore ciclabile d’Europa, la ciclabile di S. Remo, quella del Garda, ecc.; per il Centro Italia lasciano ben sperare, tra le varie ciclabili in costruzione o previste, la “Costa dei trabocchi” in Abruzzo, la Spoleto Norcia e la Fano Urbino che, com’è avvenuto in oltre sessanta casi simili, riutilizzano percorsi pianeggianti o quasi, separati dal traffico a motore: ex ferrovie spesso situate in contesti ambientali e culturali di grande pregio.
E’ bene sapere che per favorire l’economia fondata sulla bicicletta c’è anche una buona legge nazionale, la 2/2018, che promuove “ l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attivita' turistiche e ricreative”; per questo sono stati stanziati 361 milioni per 10 ciclovie nazionali che fanno parte di “BicItalia”, un progetto elaborato da FIAB che connetterà l’Italia migliorando le varie realtà locali, “costrette” anche ad una salutare concorrenza. In questo campo la Regione Marche sta facendo la sua parte: nel 2012 ha emanato la legge 38 che prevede tra l’altro “la creazione di una rete interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari ciclabili e ciclopedonali” grazie alla riconversione di tratte stradali e ferroviarie dismesse o in disuso, di argini di fiumi, torrenti, laghi, di tratturi, ecc.; prevede anche “bici stazioni”, cioè centri per il deposito, l'assistenza e il noleggio di biciclette, e il recupero edifici ex ferroviari al servizio dei cicloturisti; inoltre, sono stati avviati corsi gratuiti di formazione professionale per accompagnatori cicloturistici mentre già da qualche anno è gratuito il trasporto bici sui treni regionali. E’ quindi necessario, per non farsi cogliere impreparati, che nelle Marche vengano realizzati presto e bene i numerosi progetti previsti; si tratta di ciclovie lungo i fiumi principali e nelle aree interne, in particolare nel cratere sismico, senza dimenticare la lunghissima Ciclovia adriatica che spingerà verso Sud tanti cicloturisti alla ricerca di territori poco battuti dal turismo tradizionale.
Il nuovo turismo, più responsabile, più sensibile all’ambiente, più riflessivo e soprattutto più ricco, viaggia sempre più in bicicletta.  FIAB Marche

Da: Non solo Flaminia n. 0 del Gennaio 2020

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Urbino - «Dateci il treno "Pop", non le bici»

L'Associazione Ferrovie Valle Metauro: «33 anni fa si chiudeva la Fano-Urbino; ad Ascoli la salvavano»

L'associazione Fvm Ferrovie Valle Metauro si stupisce che si sia ricorso a RFI  per stabilire che la pista ciclabile non può essere fatta sulle rotaie del treno. «Il 31 gennaio 1987, esattamente 33 anni fa, a fronte di un provvedimento ministeriale, la linea ferroviaria Fano-Urbino veniva chiusa», questo ricorda l'associazione: «negli stessi anni il rischio di chiusura si abbatté anche sulla ferrovia Ascoli-Porto d'Ascoli ma grazie agli amministratori della Val del Tronto ciò non accadde - dicono i soci. In questi giorni assistiamo alla presentazione del nuovo treno regionale Pop, con tutti i confort che un viaggiatore del terzo millennio si aspetta, che farà servizio da Ascoli a Pesaro senza rottura di carico per tutta la regione. Per la direttrice Fano-Urbino, città certamente non meno importanti di Ascoli o San Benedetto, la speranza di rivedere un treno innovativo come il Pop in circolazione è tornata ad essere ipotizzabile grazie ad una ovvietà di cui qualcuno ha ritenuto dover investire RFI per aver futuro ferroviario ma, ancor più preoccupante, in chiara antitesi con l'approvata legge delle ferrovie turistiche. La scelta era quindi una pista ciclabile al posto dei binari con distruzione della ferrovia in modo definitivo oppure una pista ciclabile completamente fuori dalla ferrovia per preservare la possibilità di ripristinare il ritorno dei treni. Quest'ultima scelta doveva essere assunta in totale autonomia dalla politica e invece è stata demandata a RFI che naturalmente ha competenze diverse e ben precise».  L'associazione si dice sbalordita da come la «politica affronta questo importante argomento che riguarda la viabilità futura di una intera vallata, potrebbe innescare importantissimi effetti virtuosi in termini di sviluppo economico, consentire una mobilità diversa, costituire una risposta al problema del traffico e dell'inquinamento. Saremmo lieti di capire come verrà costruita la pista ciclabile di cui insistentemente si parla, quale sia il progetto atteso, per poi fare retromarce incredibili dopo aver verificato le regole e le normative ferroviarie. L'aspetto davvero irrispettoso della politica attiene al fatto di non ascoltare chi, come Fvm, queste tematiche le ha affrontate con determinazione e con competenza - dice l'associazione -. Auspicheremmo serietà concretezza e progettualità mettendo al bando teatrini mediatici inutili. Nei luoghi deputati a tali discussione chiederemo al presidente Ceriscioli che intenzioni ha per il treno turistico, atteso che sono trascorsi quasi 3 anni dall'entrata in vigore della legge 128/2017 e non si è fatto nulla, non vorremmo che la discussione pista ciclabile/ferrovia sia stata solo un escamotage per lasciare le cose come stanno».  I. o.

Da: Il Resto del Carlino del 31/1/2020

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«La sostenibilità viaggia sulle rotaie È iniziato il futuro del trasporto locale»

Parla Oliviero Baccelli, direttore del Certet

«Comfort, puntualità, risparmio e ambiente: il sistema ferroviario italiano sta facendo un grosso sforzo di rinnovamento»

IL  SORPASSO «Questo rinnovo della flotta renderà ancora più conveniente utilizzare il treno invece dell'auto»

VERSATILITÀ «Ferrovie ha optato per i treni ibridi, che hanno tre anime: alimentazione elettrica, diesel e perfino a batteria»

di Elena Comedi

MILANO. Più comfort e puntualità per chi, ogni giorno, sceglie il treno per lavoro, studio, esigenze personali o turismo: e una svolta sui binari del trasporto ferroviario italiano, finora molto più concentrato sulle tratte più remunerative dell'Alta Velocità che sulle necessiti dei pendolari.  Ne è convinto Oliviero Baccelli, direttore del Certet, il Centro di Economia Regionale Trasporti e del Turismo  dell’Università Bocconi.

Questi nuovi treni porteranno a un aumento dei viaggiatori? «Non c'è dubbio. Già negli ultimi anni gli utenti del trasporto ferroviario sono cresciuti molto, anche grazie alle limitazioni al traffico automobilistico nelle città, che rendono sempre più problematico l'accesso in macchina alle aree metropolitane. Questo rinnovo della flotta renderà ancora più conveniente utilizzare il treno invece dell'auto. »

I 6 miliardi d’investimento sono un vero cambio di passo? «Si tratta di un impegno senza precedenti per Ferrovie: non era mai successo prima che si concentrassero cosi tante risorse sul trasporto regionale in un piano industriale del gruppo. Del resto Ferrovie non sono le uniche. Anche Trenord, in Lombardia, ha messo in programma oltre un miliardo d’investimenti per rinnovare la flotta. In complesso, il sistema ferroviario italiano sta facendo un grosso sforzo di rinnovamento. »

Questo piano di ampio respiro sta anche spingendo la produzione di treni in Italia... «E' un piano in cui s’intrecciano bene questioni di politica dei trasporti e di politica industriale, nel senso che un piano cosi massiccio permette alle imprese che producono locomotori di avere la possibilità di sviluppare catene di montaggio che hanno una visione di medio-lungo raggio ed economie di scala importanti. Il risultato è stato ovviamente di enorme vantaggio per le imprese nella catena di produzione e nelle economie di scala, mentre a Trenitalia ha consentito di accedere a un prezzo ragionevole. Per il Paese è una soluzione win-win, perche le aziende che hanno vinto le gare, Hitachi e Alstom, producono i loro treni in Italia, creando valore e posti di lavoro».

Come migliorerà l’esperienza dei pendolari ferroviari? «Non è solo una questione di maggiore comfort, che migliora molto con le strutture nuove, la climatizzazione intelligente, la rete wifi a bordo, o le postazioni per le bici, ma è anche una questione di puntualità, perchè è chiaro che la gestione di treni nuovi presenta minori problematiche rispetto a convogli vecchi di dieci, venti o trent'anni».

Ci sono anche elementi di maggiore sostenibilità nei nuovi treni? «Certamente. Oltre ai sistemi d’illuminazione a led e alla modalità di smart parking, che riduce moltissimo i consumi in stazione, questi treni tagliano del 30% l'energia consumata rispetto ai convogli vecchi grazie a dei sistemi che consentono una “guida ecologica” come nelle auto, quindi con un sistema d’informazioni a supporto del macchinista per fargli sprecare meno energia possibile, regolando con maggiore gradualità le accelerazioni e le frenate».

Quindi tecnologie innovative di guida. E nella propulsione? «In Italia l’80% delle linee ferroviarie sono già elettrificate. Resta ancora un 20% di treni diesel, soprattutto sulle tratte meno utilizzate, che si sta cercando di riconvertire. E’ chiaro che nelle aree di montagna, come quelle valdostane dove sono in arrivo alcuni nuovi treni, l’elettrificazione non comporta solo di aggiungere una catenaria ma anche di rifare le gallerie, con dei costi molto elevati, che finora non sono stati affrontati Ma ci sono altre tratte, come in Molise, dove la linea si sta elettrificando».

In Germania si stanno già utilizzando dei treni all'idrogeno per sostituire i vecchi diesel inquinanti. «Sì questa è una possibilità innovativa, ma siamo ancora agli inizi, nell'ordine di pochi esemplari in circolazione. Anche in Italia, in Toscana e in Trentino, si vuole sperimentare il treno all'idrogeno, che non ha emissioni. Ferrovie, per ora, ha optato per i treni ibridi, che hanno tre anime, nel senso che hanno il pantografo per allacciarsi alla catenaria elettrica, ma hanno anche il motore diesel e perfino un’alimentazione a batteria. Quindi possono andare a diesel nelle tratte in cui sarebbe troppo costoso elettrificare la linea, ma li dove è stata fatta possono anche usufruire dell'elettrificazione e in più possono entrare in città sfruttando la batterie, per non inquinare nelle aree urbane o per entrare in una stazione sotterranea come quella torinese di Porta Susa, dove un diesel non può entrare».

Da: Il Resto del Carlino del 2/2/2020

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«Ferrovia e pista incompatibili   La soluzione non è sostenibile»

La senatrice Accoto sconfessa il progetto della Regione dopo il confronto avuto con Rfi

«In ballo 4 milioni e mezzo di euro ma si deve dimostrare un interesse alla mobilità dolce»

FANO.  Linea turistica e pista ciclabile sono «incompatibili», quindi non potrebbero coesistere sullo stesso tracciato della vecchia ferrovia Fano-Urbino. L’intervento della senatrice fanesc Rossella Accoto, M5s, sconfessa il progetto della Regione, che non esclude l’eventuale nascita della tratta turistica, ma che assegna la priorità a una ciclovia dalla nostra città fino a Tavernelle: il primo stralcio di un percorso tino a Fermignano. Nella giornata di ieri la senatrice Accoto è tornata sul dibattito intorno alla tratta dismessa, 24 ore dopo un confronto avuto nella capitale con l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, cui ha partecipato anche il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Mauro Coltorti.

L'incontro a Roma - Accoto ha poi illustrato i contenuti dell'incontro romano, partendo da una premessa: grazie al suo lavoro in Parlamento, «lo scorso anno è stato inserito un milione di euro nell'aggiornamento al contratto di programma», fra ministero e Rfi, «per elaborare uno studio di fattibilità sul ripristino della linea ai fini turistici». Prosegue la senatrice fanese riguardo alla Fano-Urbino: «Per la prima volta, dopo più di trent’anni. si è fatto un passo reale e concreto verso la riattivazione di questa preziosa infrastruttura. La Regione, invece di attivarsi per utilizzare quei fondi, ha stabilito che sullo stesso sedime ferroviario dovrà essere realizzata una pista ciclabile fino a Tavernelle». Per questa opera, una parte dei 42 chilometri fino a Fermignano. sono già disponibili 4 milioni e mezzo, cifra ritenuta sufficiente per completare i lavori. I pro-ciclabile stimano inoltre che attivare la linea turistica costi un centinaio di milioni a stare stretti. Il percorso della futura ciclovia non dovrà sovrapporsi ai binari, ma correre a un metro e mezzo di distanza, sempre nell'area della linea ferroviaria.  In corrispondenza dei numerosi ponti e gallerie, inoltre, si dovrebbero individuare percorsi alternativi ex novo, «aumentando i costi», sostiene Accoto. «La soluzione - prosegue - non sarebbe sostenibile né dal punto di vista della sicurezza né dal punto di vista economico, vista l’entità degli espropri necessari qualora la Regione decidesse di proseguire in questo scellerato progetto. Inoltre, nel momento in cui lo studio di fattibilità confermasse la possibilità di riattivare la ferrovia, è evidente che la ciclabile dovrebbe essere spostata, comportando uno spreco di risorse per un ammontare di 4 milioni e mezzo».

C’è già un’altra possibilità» - Accoto conclude l’intervento sostenendo che «sulla Fano-Urbino la Regione può ancora ripensarci: un progetto elaborato già da tempo dall'associazione Ferrovia Valle Metauro ha dimostrato che è possibile individuare per la ciclabile un percorso alternativo, valorizzando per davvero l'attrattività turistica e l'indotto, senza richiedere costi eccessivi. Il tempo però stringe: se la Regione non vuole buttare via 4 milioni e mezzo di euro, deve dimostrare subito, con i fatti, di essere davvero interessata a un sistema integrato di mobilità sostenibile che tenga insieme il trasporto su ferro e la bicicletta».  Osvaldo Scafassi

Da: Corriere Adriatico del 6/2/2020

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 «NON VOTERÒ UN SALTIMBANCO DELLA POLITICA»

Verso le Regionali. Stefano Aguzzi nega un suo avvicinamento a Italia Viva ma avverte: «Lega e Fdl forze sovraniste, servono i moderati»

LA STRANA COPPIA - «Condivido il progetto della ciclabile Fano Urbino: lo presenterò con Ceriscioli»

IL PERICOLO - «Se il centrosinistra cambiasse candidato rischieremmo di essere scavalcati»

di Anna Marchetti

Verso le regionali 2020: Stefano Aguzzi, che con il centrodestra ha governato Fano per 10 anni ed ora con una lista civica della stessa area guida Colli al Metauro, boccia i candidati-governatori saltimbanchi e si dice pronto a respingere le sirene di Italia Viva ma mette in guardia contro il rischio di un centrodestra sovranista, senza la componente moderata.

Sindaco Aguzzi, si dice che le sia stato proposto di aderire a Italia Viva. Ci sta pensando? «lo sono sindaco di Colli al Metauro di una lista civica indipendente di centrodestra, non cerco una collocazione politica».

Però il consigliere regionale di Italia Viva Federico Talè ha detto che l'avrebbe chiamata... «Con Talè ci sentiamo con una certa regolarità, siamo amici personali, ma non mi ha telefonato per chiedermi l'adesione a Italia Viva».

A proposito di presunti avvicinamenti al centrosinistra, il presidente Ceriscioli, in piena campagna elettorale, ha scelto Colli al Metauro per presentare il progetto della ciclabile Fano-Urbino. Qualcuno storce il naso. «Ho concordato un incontro per giovedì 13 febbraio con il presidente Ceriscioli, ma ancora me lo devono confermare. Come sindaco condivido il progetto e, tra l'altro, il primo stralcio arriverebbe fino a Tavernelle, comprendendo a pieno il nostro comune».

Aguzzi, dunque, rimane fedele a Forza Italia, partito dalle prospettive limitate? «Voto Forza Italia da 10 anni e mi considero un moderato di centrodestra: non sono un sovranista, né un nazionalista. Prendo atto della politica un po' stantia di Forza Italia e vedo nell'associazione 'Voce Libera' di Mara Carfagna la possibilità di rappresentare, in modo nuovo, l'area moderata del centro- destra».

Parliamo delle Marche: Il centrodestra vincerà le elezioni regionali? «A causa del forte consenso di Lega e Fdl c'è il rischio che prendano il sopravvento i sovranisti, ma la mancanza dell'area moderata potrebbe far sfuggire la vittoria».

Qual è il candidato presidente giusto per vincere? «Le Marche hanno bisogno di un profondo cambiamento perché la politica di Ceriscioli è stata del tutto insufficiente: dalla sanità (in questa provincia ha lasciato molto a desiderare), alla viabilità (mancato completamento della Fano-Grosseto) a cui si aggiunge la gravissima situazione delle aree terremotate. Il centrodestra deve presentarsi unito, in tutte le sue componenti, coinvolgendo anche il civismo diffuso, finora escluso, e deve individuare un candidato rappresentativo di tutte le anime e riconosciuto dal territorio».

Al momento il candidato sembra essere il deputato Fdl Francesco Acquaroli, le piace? «E' il risultato di una decisione nazionale, ma conoscendolo lo ritengo in grado di svolgere tale ruolo. Se tutto il centrodestra, in tempi rapidi e senza tanto ciarlare, decidesse di candidare Acquaroli la scelta sarebbe vincente. Altrimenti rischiamo di essere scavalcati dal centrosinistra che, riconoscendo i propri limiti, potrebbe cambiare candidato e presentarsi come innovatore».

Vede alternative alla candidatura di Acquaroli (Fdl)?  «A me interesse che il candidato abbia un percorso lineare e serio nel centrodestra e abbia l'umiltà di mettersi a disposizione, pronto all'ascolto e a raccogliere le istanze di tutti. Se invece si punterà su un candidato che per tornaconto personale, negli ultimi anni, ha cambiato due-tre volte i partiti o si è spostato da un'area all'altra in base al proprio tornaconto personale, non avrà il mio voto, ma neppure quello degli elettori».

Se il candidato presidente del centrodestra non la dovesse convincere che farà? «A quel punto ognuno sarà libero di votare chi vuole. Agli elettori non piacciono i candidati saltimbanchi».

Da: Il Resto del Carlino del 6/2/2020

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«SMETTIAMOLA DI GIOCARE CON I TRENINI
SÌ ALLA CICLOVIA CON ANNESSA TUBAZIONE»

Orlando, geotecnico di Snam progetti, lavorò alla tratta dismessa Trento – Bolzano; «Vi spiego come attiverei la ferrovia»

La QUERELLE- «Si dovrebbe fermare a ogni intersezione: oggi ce ne sono 100. E poi andrebbe a gasolio»  -  Lo studio c’è già dal 2000

FANO «Smettiamola di giocare con i trenini, la vera soluzione per la ferrovia dismessa è una pista ciclabile abbinata a tubazioni per i servizi pubblici». Lo afferma il fanese Giovanni Orlando. che come geotecnico di Snam Progetti lavorò a suo tempo al progetto riguardante la ferrovia dismessa Trento-Bolzano. Una pista ciclabile, abbinata a un metanodotto a bassa pressione, ha preso il posto della tratta ferrata in disuso ed è il modello di riferimento per chi vorrebbe riproporre un analogo intervento sulla Fano-Urbino.

Costi-benefici negativo

Ciclovia a un metro e mezzo dai binari, arrivando dalla costa fino a Fermignano. Proprio nella giornata dell’altro ieri la senatrice fanese Rossella Accoto, M5s, ha però eccepito che la ciclabile sarebbe uno spreco di risorse (4 milioni e mezzo per il primo segmento fino a Tavernelle), perché dovrebbe essere smantellata non appena si decidesse di riaprire la Fano-Urbino come ferrovia turistica. Vettore turistico e pista per la mobilità sostenibile sono infatti giudicate da Accoto «incompatibili» tra loro. Nemmeno Orlando, però, è un fan dell'eventuale coesistenza. «Non spenderei un centesimo di denaro pubblico sullo studio di fattibilità riguardante la ferrovia turistica», afferma, aggiungendo che le sue considerazioni sono avvalorate «dall'autorevole studio effettuato nei primi anni 2000 dalla società Svim». «Le conclusioni - prosegue Orlando - consigliavano una pista ciclabile per la Fano-Urbino. A che cosa servirebbe ora uno studio di fattibilità su un'eventuale tratta turistica, da pagare con un milione del contribuente, quando è già stato detto e scritto tutto quanto è necessario sapere?». «Si fa un gran parlare di mobilità sostenibile - argomenta - poi mettiamo su rotaia un treno che deve essere alimentato a gasolio? Le normative della sicurezza prevedono inoltre che il convoglio si fermi a ogni intersezione con le strade, asfaltate o bianche che siano. A causa dello sviluppo urbano lungo il tracciato dismesso, queste intersezioni sono quasi raddoppiate e ora sono poco meno di cento: quanto tempo ci vorrebbe prima di arrivare da Fano a Fermignano? Più in generale è l’intero progetto del treno turistico che non tiene, a partire dal suo fondamento. Il rapporto fra benefici e costi è sproporzionato, abnorme, tutto sbilanciato sul secondo termine. Meglio la pista ciclabile, allora. Se poi un giorno si dovesse stabilire che il treno turistico è da attivare, basterebbe proibire la pista ai ciclisti quando, pochi giorni all’anno, la ferrovia turistica fosse in esercizio. Niente costosi aggiramenti di gallerie, niente passerelle a sbalzo in presenza di ponti».

I fautori della ciclabile Fano-Fermignano ricordano che a suo tempo lo studio della Svim aveva stimato in «ben oltre 150 milioni» il costo per ripristinare il passaggio del treno e che le leggi più recenti lo proibiscono a stretto ridosso delle case, mentre all’abbinamento tra ciclovia e servizi pubblici (fibra ottica, acquedotto. metano a bassa pressione per fare degli esempi) sono attribuiti risparmi economici e di tempo. Trattandosi di un’opera su terreno privato, la proprietà è di Rfi, il numero delle autorizzazioni necessarie calerebbe da oltre 20 a una sola.  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 7/2/2020

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Ceriscioli ha presentato la ciclovia del Metauro
Presentato il progetto della Regione nel comune di Colli al Metauro

Di Il Metauro 14 Febbraio 2020

 COLLI AL METAURO – Una delle 13 ciclovie delle Marche, finanziata dalla Regione per 4,5 milioni di euro, con 74 chilometri di percorso da Fano a Cantiano e che non interferirà con l’altro progetto nazionale che è quello del ripristino delle ferrovie turistiche.

Ad oggi il tratto finanziato da realizzare è quello tra Fano e Tavernelle. Il tratto da Ponte degli Alberi, Fermignano e Urbino non è finanziato. La ciclabile verso Acqualagna, Cagli e Cantiano non è finanziato è si tratta di una ipotesi di ulteriore sviluppo [ndr].

Un progetto che sviluppa la mobilità sostenibile per tutte le comunità marchigiane con 500 chilometri di percorsi ciclabili di cui 250 chilometri già finanziati o addirittura realizzati. Attraverso percorsi a pettine ci sarà la connessione con tutto il territorio regionale e con la ciclovia Adriatica.   Un piano che nell’arco di 5 anni vuole realizzarsi inserendosi nell’asset del turismo, in particolare nel cluster delle biciclette dove noi ci stiamo puntando con forza. Voglio ricordare che lo spot andato in onda al Festival di Sanremo con Vincenzo Nibali che pedala in tutte le Marche ha avuto 60 milioni di contatti”.

Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli accompagnato dai consiglieri regionali Andrea Biancani e Renato Claudio Minardi e accolto dal sindaco di Colli al Metauro Stefano Aguzzi, ha presentato il progetto della ciclovia del Metauro. “La ciclovia – ha sottolineato Aguzzi – che interessa il comune di Colli al Metauro è importantissima e faremo di tutto per farla concretizzare al più presto possibile e proprio oggi con i nostri tecnici abbiamo fatto i primi sopralluoghi”. Un percorso con una pendenza media dell’2,5% e che toccherà 10 Comuni. Il collegamento si collegherà con la ciclovia Adriatica e svilupperà un nuovo sistema di mobilità dolce, fruibile e sicura. L’opera infrastrutturale percorre prevalentemente un contesto extraurbano incrociando reti secondarie di penetrazione nei centri urbani. Attraversa aree di elevato pregio ambientale, paesaggistico, architettonico e aree con itinerario ciclopedonale all’interno del centro storico, con la prospettiva di diventare anche un nodo di collegamento per altri luoghi di interesse. Inoltre, consentirà anche lo sviluppo delle attività economiche che ruotano intorno al ”bike” come i bike hotel, i fornitori di servizi di noleggio,  fino alle nuove figure di professionali come gli accompagnatori cicloturistici. Il percorso della ciclovia attraversa il territorio di diversi Comuni, quali Fano, Cartoceto, Colli al Metauro, Montefelcino, Fossombrone, Urbino, Fermigano, Acqualagna, Cagli e Cantiano

fonte: ufficio Stampa Regione Marche

https://www.ilmetauro.it/ceriscioli-ha-presentato-la-ciclovia-del-metauro/

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INFRASTRUTTURE, ANDREA BIANCANI A CONFRONTO CON GLI IMPRENDITORI DELLA CNA

…  Collegamenti ferroviari
Sull’annoso problema dei collegamenti ferroviari, il consigliere Biancani ha annunciato che continua la strenua difesa delle fermate e dei collegamenti ma che con Trenitalia “è già battaglia mantenere anche le attuali fermate dei Freccia Bianca e che quelle dei Freccia Rossa potrebbero essere presto di nuovo in pericolo”. Per la Orte -Falconara sono invece previsti 600 milioni di euro per il raddoppio della linea per Roma ma i tempi non sono facilmente calcolabili….

Ciclabile del Metauro
Altro importante progetto che Biancani rivendica con forza, in termini di vivibilità e di attrazione turistica, è quello della ciclabile del Metauro, un tracciato che corre lungo la vecchia tratta ferroviaria Fano-Urbino (ad un metro e mezzo di distanza) e che consentirebbe attraverso un progetto ad anello di collegare la Val del Foglia con quella del Cesano senza pregiudicare la possibilità di riattivare in futuro la linea ferroviaria turistica. ...

https://www.viverepesaro.it/2020/02/13/infrastrutture-andrea-biancani-a-confronto-con-gli-imprenditori-della-cna/768695

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«NEL 2021 LA CICLOVIA PER URBINO»  CERISCIOLI ANTICIPA IL VIA DEI LAVORI

A Calcinelli con i sindaci Seri e Aguzzi, il 20 la conferenza dei servizi sul progetto

LA PRESENTAZIONE

COLLI AL METAURO - I Comuni at­traversati della ciclovia del Metauro sono 10: Fano. Cartoceto, Colli al Metauro. Montefelcino. Fossombrone, Fermignano, Urbino. Acqualagna, Cagli, Cantiano per una lunghezza di 74 chilometri, di cui 16,4 finan­ziati per la realizzazione del primo tratto fino a Tavemelle. Già stanziati 4,5 milioni di eu­ro. I lavori al via nel 2021. La conferenza dei servizi per l'avallo formale è convocata per il 20 febbraio.

Partecipa anche Biancani

Il percorso di particolare sug­gestione naturale e paesaggisti­ca, costeggia la tratta ferroviaria richiamando la Flaminia «conosciuta in tutto il mondo» ha sottolineato nella presenta­zione di ieri a Calcinelli il consi­gliere regionale del Pd Andrea Biancani. Alla presenza dei sindaci di Colli al Metauro Stefano Aguzzi e di Fano Massimo Seri, il presidente della giunta regio­nale Luca Ceriscioli ha precisa­to che «continua il tour sul ter­ritorio per presentare le ciclovie delle Marche, un progetto ambizioso per il futuro sosteni­bile della nostra regione; il pro­getto, che unisce di fatto Le Marche e non solo simbolicamente, prevede una linea di ca­rattere nazionale che percorre il litorale adriatico e dodici di­rettrici trasversali a pettine lungo le principali aste fluviali.  La Regione Marche è capofila di quelle adriatiche interessate dal percorso lungo mille 127 chilometri, con 17 province e 6 regioni».

La ciclovia è stata program­mata «come elemento di mobi­lità integrata e sostenibile e non interferisce con l'eventua­le riattivazione della linea fer­roviaria Fano-Urbino in chiave turistica. Peraltro con un pen­denza del 2.5% sarà percorribi­le da chiunque e costituirà un collegamento senza rischi tra rioni, abitati, centri commer­ciali. insediamenti produttivi e bellezze naturali».

Entusiasti i sindaci Aguzzi e Seri perché «stavolta non si parla di progetti, non si ricorre a belle narrazioni che non cor­rispondono alla realtà quoti­diana. Piuttosto siamo di fron­te ad un progetto che sta per de­collare e diventare realtà gra­zie all'ottimo lavoro condotto dalla Regione Marche».

L'obiettivo è «realizzare una infrastruttura leggera ci­clopedonale. meglio ancora una dorsale cicloturistica e non un itinerario promiscuo. L'asse portante si sviluppa pre­valentemente nel contesto ex­traurbano incrociando reti se­condarie di penetrazione nei centri urbani per garantire si­curezza, economicità, flessibili­tà modale e attrattività».

C’è pure Minardi

Aspetto sottolineato a più voci «il fatto che si ponga fine ad una diatriba trentennale tra ferrovia o pista ciclabile, stavol­ta siamo di fronte ad una scelta che salvaguarda tutte le possi­bilità e dal mare consente di ar­rivare a Urbino» ha rimarcato il vicepresidente del consiglio regionale Renato Claudio Mi­nardi. «Nelle aree toccate dal tracciato - ha ripreso Ceriscioli - sono presenti strutture ricetti­ve già attrezzate per fornire servizi ai biker o che stanno fa­cendo investimenti per i biker hotel, servizi sempre più rivolti a chi sceglie di spostarsi in bi­ci». La ciclovia idea vincente per promuovere il territorio, superare le divisioni e i campa­nilismi. Roberto Giungi

Da: Corriere Adriatico del 15/2/2020

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LA LEGA SCONFESSA AGUZZI

Doglioni duro: «Vetrina elettorale con Ceriscioli, non è più un sindaco di centrodestra» L'adesione al progetto della ciclovia del Pd non discussa. «Noi restiamo per la ferrovia»

Il segretario provinciale del Carroccio si batte per il treno Fano-Urbino  - «La pista lungo il fiume»

COLLI AL M ETAURO - Lega e Stefa­no Aguzzi viaggiano ormai su binari divergenti. II segretario provinciale del Carroccio, il fanese Lodovico Doglioni, ha sconfessato il sindaco di Colli al Metauro accusandolo di es­sere tornato al centrosinistra. Il caso dello scontro? La pre­senza di Aguzzi, insieme con il governatore Luca Ceriscioli e il sindaco di Fano, Massimo Seri, all'incontro dell'altro ieri a Calcinelli per presentare il progetto della pista ciclabile lungo la ferrovia dismessa. «La vetrina elettorale - argomenta Doglioni - ci pone in se­ria difficoltà nel sostenere an­cora Aguzzi come sindaco di centrodestra. Posso essere contento per lui che finalmen­te, dopo anni di tira-e-molla, è ritornato nella sua casa natu­rale, ha ritrovato i suoi vecchi compagni di viaggio con i qua­li finalmente condivide di nuo­vo temi e azioni. La sua posizione è ormai netta e gli augu­ro maggiori fortune politiche, più spazio per agire e per realizzare i suoi progetti personali». Lega e Aguzzi non si ama­vano già ai tempi dell'amministrazione fanese, quando l'at­tuale sindaco di Colli al Metauro guidava nella città della For­tuna la seconda giunta appog­giata da centrodestra e liste ci­viche. Nuove ruggini politiche affiorano ora, dopo che la loco­motiva del progetto sulla ciclovia ha cominciato a scaldare il motore. La Regione ipotizza infatti di iniziare già dal prossi­mo anno i lavori al tratto Fano-Tavernelle. La Lega. però, si aggrappa al freno d’emer­genza: «Giù le mani dalla ferro­via», replica Doglioni. «Fermo restando - prosegue - che la Lega ha sempre detto di no al cambiamento di destinazione d'uso di quella tratta ferroviaria e a tal proposito desidero ricordare che il nostro sindaco di Fermignano, Giorgio Can­cellieri, ha addirittura speso ci­fre importanti per mantenerci binari all'intemo del suo co­mune, la particolarita del fatto è che la decisione di aderire al­la proposta del Pd non è stata discussa nella maggioranza che sostiene Aguzzi e che il no­stro consigliere a Colli al Metauro, Fabrizio Sanchioni, ne è all'oscuro». Incalzando sull'operato di Aguzzi, Dogiio­ni afferma che «la Lega è un'al­tra cosa, le nostre battaglie so­no portate avanti con convin­zione e senza cambiare opinio­ne e per noi la salvezza della tratta ferroviaria Fano-Urbino è ancora prioritaria e posso as­sicurare che ci batteremo in ogni tavolo per evitare che l'infrastruttura sia smantellata». Doglioni conclude che la ciclo via può essere invece realizza­ta sugli argini del fiume Metauro, come alcuni sindaci del­la vallata hanno giustamente proposto».  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 15/2/2020

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COLLI AL METAURO: IL SINDACO AGUZZI REPLICA ALLA LEGA: "IL BENESSERE DEL COMUNE VIENE PRIMA DI QUALSIASI LOGICA DI PARTITO"

14/02/2020 - “Apprendo e rimango sorpreso del comunicato firmato Lega Fano per vari motivi:

1) Il progetto presentato giovedì dalla Regione Marche sulla Ciclovia Metauro è stato redatto come elemento di mobilità integrata e sostenibile che non interferirà in alcun modo con la linea ferroviaria dismessa perché corre parallelamente ai binari, tanto che è stato richiesto ed ottenuto un parere positivo di Ferrovie dello Stato per la sua realizzazione. Lo stesso progetto verrà discusso il prossimo giovedì in Conferenza di Servizi.

2)  Sentendo i pareri diffusi dei residenti di Colli al Metauro, favorevoli a questo progetto, stanchi di vedere sterpaglie sparse su tutta la zona adiacente la ferrovia lungo le frazioni di Calcinelli, Borgaccio e Tavernelle ho pensato esclusivamente al benessere dei cittadini della comunità che amministro.

3) La presentazione di questo progetto è stata discussa in una delle ultime riunioni di maggioranza e solo un consigliere comunale ha espresso delle perplessità. Non ricordo se il consigliere Sanchioni fosse presente o meno, ma il perplesso comunque non era lui.

4) Per concludere, ribadisco comunque che non sono iscritto ad alcun partito nazionale, che da oltre 15 anni appartengo al centro destra come componente ad una lista civica moderata e sempre da 15 anni voto Forza Italia e continuerò a farlo.

5) Con questo, spero di aver fatto luce ai dirigenti provinciali e regionali della Lega con cui in questi anni ho sempre collaborato in modo cordiale e proficuo ma continuo a ribadire che il benessere del Comune che amministro, viene sempre prima di qualsiasi logica di partito. Questo è il dovere di un Sindaco”.   Da Comune di Colli al Metauro

Da: https://www.viverefano.com/2020/02/15/colli-al-metauro-il-sindaco-aguzzi-replica-alla-lega-il-benessere-del-comune-viene-prima-di-qualsiasi-logica-di-partito/769142/?fbclid=IwAR133LAwOXeXUmL3x3IyYRhxhzKx7w6TKlIIeDG6C-32srKK1xR4F0AmG48

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FANO-URBINO, FVM: “AGUZZI NON HA MAI AVUTO INTERESSE PER LA FERROVIA!”

Aumenta l’inquinamento a Fano e nella valle e manca un trasporto pubblico efficiente

di Il Metauro 16 Febbraio 2020 FANO – “Che il sindaco di Colli al Metauro non abbia mai avuto interesse per la ferrovia Fano-Urbino lo dimostrano i suoi dieci anni passati ad amministrare Fano dal 2004 al 2014”.

E’ quanto affermano i rappresentanti dell’Associazione Ferrovia Valle Metauro che aggiungono: “Eppure Fano ha sempre avuto problemi di traffico che causano una presenza di polveri sottili quasi costanti. Alla sua prima elezione, ricordiamo, aveva contribuito anche il noto PUT (Piano Urbano Traffico): un tentativo di far circolare diversamente le automobili che i cittadini non avevano gradito. Da allora i problemi si sono aggravati. La ferrovia Fano-Urbino che avrebbe potuto alleggerire il traffico che dall’entroterra giunge a  Fano non è mai stata presa in considerazione. Da sindaco della costa – continua la nota – attanagliata dal traffico, ora Aguzzi è passato a sindaco dell’entroterra. I nuovi problemi sono: difficoltà al raggiungimento dei servizi essenziali come scuole, sanità, mobilità; abbandono dei centri storici e spopolamento. Quale strategia per cercare di sopravvivere viene attuata? Nelle altre regioni per evitare lo spopolamento dei paesi periferici si migliorano e potenziano i collegamenti pubblici. Per la ferrovia  Aguzzi si allinea alle volontà dei rappresentanti della maggioranza pesarese. La senatrice Accoto, dopo un incontro con l’Amministratore Delegato RFI Maurizio Gentile ha comunicato che se si dovesse riaprire la ferrovia,  la pista ciclabile dovrebbe essere spostata.    Il rischio – conclude la nota – che la ferrovia non venga più riaperta con la pista ciclabile sul suo tracciato è quindi elevato, e tale conclusione danneggerebbe non solo gli abitanti di Colli al Metauro, ma anche tutto l’entroterra ed Urbino la città tanto propagandata in ogni spot delle Marche ma che non ha servizi di trasporto attrattivi e dignitosi per raggiungerla”. Il 20 febbraio, in conferenza dei servizi si faccia riferimento al DM 753/1980 sulla sicurezza e le distanze dai binari prima di approvare una ciclabile ad un metro e mezzo: sarà da demolire se si decideranno a far investire i soldi del contratto di programma  tra Ministero ed RFI destinati a riattivare le ferrovie in disuso a ferrovie turistiche”.

https://www.ilmetauro.it/fano-urbino-fvm-aguzzi-non-ha-mai-avuto-interesse-per-la-ferrovia/

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MEGLIO LA CICLOPEDONALE SULLA FERROVIA FANO-FOSSOMBRONE

Pubblicato 15 febbraio 2020 | Da admin

Come in passato il CRVM E’ FAVOREVOLE ALLA CICLOPEDONALE che ne ribadisce il concetto “riproponendo” un articolo, in parte ora riformulato ed espresso anni addietro, SULLA “DISMESSA” (dismissione a firma dell’allora Ministro dei Trasporti Onorevole Passera in data Dicembre 2011 e tutt’ora risulta “non cancellata” a riguardo del “traffico commerciale”) FERROVIA FANO-FOSSOMBRONE, che per il CRVM, si dovrebbe lasciare “INTATTO-INTEGRO” il tratto ferroviario FOSSOMBRONE-FERMIGNANO-URBINO per essere poi COLLEGATO alla FERROVIA PERGOLA-FABRIANO VIA FOSSOMBRONE per il VITALE COLLEGAMENTO CON ROMA che risulta sempre più UTILE E NECESSARIO ALLO SVILUPPO DELLA MEDIO-ALTA VALLE METAURO, così come per la ALTA VALLE CESANO, con la certezza di EVITARE la “circonvallazione ferroviaria” di FALCONARA per le persone “DA-PER” Valle Metauro e Roma; in breve e nello specifico sul progetto della CICLOVIA A FIANCO E SOPRA LA FERROVIA FANO-URBINO (inevitabilmente i punti critici sono ponti, viadotti, gallerie con il rischio “CADUTE/INCIAMPI” per le eventuali rotaie lasciate sporgenti sulla “pista ciclopedonale”, ivi da realizzare, di ciclisti e pedoni che si trovano a transitarci sopra) presentato in questi giorni nella sede del Comune di Colli al Metauro dalla Regione Marche E’ DA RESPINGERE, NON ACCONTENTA NESSUNA FAZIONE, divise fra loro, FAVOREVOLI alla CICLOPEDONALE O FERROVIA, ovvero la “PROMISCUITA’” NON SIA POSSIBILE ACCETTARE, in primis a causa della RECIPROCA SICUREZZA DI UTILIZZO, MAGARI IN CONTEMPORANEA; altresì una “ciclopedonale” LUNGO IL FIUME METAURO non rappresenta UNA UTILITA’ ALLA MOBILITA’ ALTERNATIVA NELLE LOCALITA’ attraversate dalla ferrovia, quindi RICONVERTIRE il sedime della ferrovia FANO-FOSSOMBRONE fattosi “BARICENTRICO” in tali località, risulta essere UTILE, ECOLOGICO ED ECONOMICO; di pari passo occorre MIGLIORARE IL TRASPOTO PUBBLICO SU GOMMA evitando FASTIDIOSI TRASBORDI DI COINCIDENZE (peraltro non sempre tempestivi) che si assiste nel capoluogo Calcinelli di Colli al Metauro, il suggerimento logico e pratico è che si ABBANDONI IL CAPOLINEA DI “Calcinelli scuola” E SI APPRONTI A CAPOLINEA I TRE ex-capoluoghi di Comune Montemaggiore, Saltara e Serrungarina con una SINCRONIA DELL’ORARIO BUS che eviti “accavallamenti” di servizio espletato e il già citato “fastidioso trasbordo” in Calcinelli, ATTUANDO CORSE DIRETTE “DA-PER” ex-capoluoghi-Calcinelli-Lucrezia-Lucrezia superstrada “E78″-zona industriale/commerciale Bellocchi-ospedale Santa Croce-Fano FS, favorendone così un AMPLIAMENTO DI SERVIZIO a favore dell’utenza del trasporto pubblico nella logica di PIU’ LUOGHI RAGGIUNGIBILI SENZA “TRASBORDI” che in tale luogo di contesto (Colli al Metauro e dintorni) LA FERROVIA NON PUO’ SVOLGERE, che ne dicano i fautori del ripristino che dimenticano che LASCIARE FUORI DAL TRACCIATO FERROVIARIO il luogo più importante della bassa Valle Metauro dal punto di vista ECONOMICO-PRODUTTIVO che risulta essere la ZONA INDUSTRIALE E COMMERCIALE DI BELLOCCHI, E’ SCELLERATO!!; si vorrebbero spendere 100 MILIONI DI EURO per il solo RIPRISTINO (quanto costa la sua MANUTENZIONE ordinaria e straordinaria, così come chi si occupa e finanzia la GESTIONE A 360° della stessa?) di una ferrovia “OPSOLETA, CENTENARIA” compromessa in più punti del tracciato e non più corrispondente allo STANDARD DI SICUREZZA FERROVIARIO che comporta inevitabilmente a COSTI SUPERIORI PER L’ADEGUAENTO della stessa, una ferrovia che comunque dovrà comprovare un suo “RITORNO ECONOMICO” tutt’altro che scontato vista la CONCORRENZA fatta dalla SUPERSTRADA “E-78″ dimostratasi COMODA, PRATICA ED ECONOMICA PER L’UTENZA AUTOMOBILISTICA RESIDENTE E NON in Valle Metauro e quindi, se si vuole essere pratici e al “passo con i tempi”, SOLO UN NUOVO TRACCIATO FERROVIARIO (parallelo alla SUPERSTRADA “E-78″) COLLEGATO ALLA FERROVIA PERGOLA-FABRIANO avrebbe un “SENSO COMPIUTO” ottimale per la Valle Metauro e dintorni; dunque, la PISTA CICLOPEDONALE SUL “CENTENARIO” SEDIME FERROVIARIO offre uno scenario a cui pensano in tanti, A COSTI DI REALIZZO E MANUTENZIONE DECISAMENTE INFERIORI A QUALSIASI TRATTA FERROVIARIA IN ESERCIZIO O DA RIPRISTINARE (la Fano-Urbino), il recupero di tale area risulta “UTILE” a residenti e non per una “MOBILITA’ INDIVIDUALE NON INQUINANTE” che offre MAGGIORE SICUREZZA a ciclisti e pedoni con un risparmio economico individuale che si esercita ogni giorno, su tale “PISTA”, recandosi al lavoro, a fare la spesa, ecc…, per un vero rispetto dell’ambiente in piena libertà; in fede, il CRVM

http://www.crvm.it/come-potrebbe-essere-lattuale-zona-della-ferrovia-con-una-pista-ciclopedonale/

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UMBRIA, AL VIA IL BANDO PER LA CICLABILE SULL'EX FERROVIA TRA MONTECORONA E FOSSATO DI VICO

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 15:40

Le vecchie ferrovie sono una risorsa per il cicloturismo come insegna la Ciclovia Alpe Adria, che proprio nel tratto italiano in Friuli Venezia Giulia ha recuperato decine di chilometri di linea ferrata per riconvertirla in una straordinaria pista ciclabile. Non è l’unico esempio e tanti ne stanno nascendo. Da pochi giorni in Umbria è stato infatti pubblicato un bando per la realizzazione di un tracciato che recuperi il sedime della linea che collegava Montecorona a Fossato di Vico, in provincia di Perugia. Un grande successo anche per FIAB che aveva percorso un tratto parallelo a quella vecchia ferrovia durante l’ultima Bicistaffetta lungo la Ciclovia degli Appennini e delle aree interne, sostenendo il recupero di un tratto dal grande valore cicloturistico per il territorio.            

«C’è un investimento importante da 3 milioni di euro messi sul piatto da Regione Umbria e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ed è evidente che questo intervento va nella giusta direzione di valorizzare il territorio». Così ha commentato l’apertura del bando il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati.  FIAB ha accolto con soddisfazione la notizia. «Si tratta di un tratto molto importante della Ciclovia Grosseto Fano che interessa due ferrovie dismesse, una di queste è la vecchia ferrovia dell’Appennino Centrale Arezzo-Fossato di Vico che interessa Gubbio, l’altra è la Urbino-Fano». Giovanni Cardinali è il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Bicitalia e tra i rappresentanti FIAB nei tavoli del Ministero dei Trasporti a Roma. «La pubblicazione del bando è un successo per noi – ha spiegato – quando abbiamo pedalato in quei territori ci avevano dato l’assicurazione che il progetto sarebbe partito sia in Toscana, fra Monterchi, Anghiari e Sansepolcro, sia in Umbria lungo la bellissima valle dell’Assino. Da sempre sosteniamo la validità delle ferrovie dismesse per realizzare ciclovie».

 Nelle varie edizioni della Bicistaffetta FIAB ha spesso percorso tracciati frutto di una riconversione bike friendly dei vecchi tracciati ferroviari, come in Liguria lungo la Riva dei Fiori nel Ponente e l’ex ferrovia che da Framura fino a Levanto. «Tra Arezzo e Fossato di Vico – ha concluso Cardinali - si potrebbe recuperare il 60% dei 128 km di tracciato ferroviario».

http://www.fiab-onlus.it/bici/turismo-in-bici/cicloturismo-news/item/2277-umbria-al-via-il-bando-per-la-ciclabile-sull-ex-ferrovia-montecorona-a-fossato-di-vico.html

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LA FIAB PLAUDE AL PROGETTO DELLA CICLABILE

Una lettera è stata inviata dai vertici nazionali dall’associazione, al presidente della Regione Marche. ”La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) esprime vivo apprezzamento per la prevista realizzazione della pista ciclopedonale Fano Urbino; si tratta infatti di una porzione della “Ciclovia dei due mari Grosseto Fano” individuata con il numero 18 in BicItalia, la rete nazionale ideata oltre 20 anni addietro dalla stessa FIAB e ora recepita nella legge nazionale n. 2 del 2018.  Il percorso ciclopedonale lungo la valle del Metauro è anche uno snodo importante della “Ciclovia adriatica”, la grande via di comunicazione che sta nascendo dal Friuli alla Puglia, anch’essa parte di Bicitalia FIAB; il fatto che alle Marche sia stato assegnato di ruolo di capofila per la sua realizzazione testimonia l’impegno della Regione nel settore della mobilità sostenibile grazie alla quale non tarderanno a manifestarsi per i territori interessati i benefici sociali, culturali  ed economici".

Da: Il Resto del Carlino del 21/2/2020

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«LA FERROVIA CAUSA RUMORI ED È ANCHE ANTI ECONOMICA»

Un insegnante in pensione contro l’idea del ripristino

IL DIBATTITO  -  FANO - Abita in via Canale Alba­ni all'angolo con la ferrovia di­smessa e non vede per quale ragione si debba tornare «al bac­cano di 25 anni fa», resuscitan­do la Fano-Urbino con un tre­no turistico. Daniele Carboni, insegnante fanese in pensione, è un convinto sostenitore della ciclovia, ma per niente affatto appassionato della «mediazio­ne che non accontenterebbe nessuno»: il progetto di trovare spazio sia per i convogli ferro­viari sia per i ciclisti. Per lui precedenza alle biciclette. «I binari - afferma Carboni - sono stati coperti ormai da tanto tempo sia in via Canale Albani sia in via Papiria e se si dovesse togliere l'asfalto per riutilizzarli, aumenterebbe e di molto l'inquinamento acu­stico. Chi insiste per il ritorno del treno in mezzo a città e pae­si, nel frattempo cresciuti, non si rende conto dei disagi che provocherebbe. Lo facciamo per 10 -15 corse all’anno? Così a ridosso delle case da contraddi­re ogni moderno criterio di si­curezza? Decine e decine di mi­lioni per un piccolo convoglio da 50 posti, che impiegherebbe ore per arrivare a destinazione a causa dei tanti attraversa­menti a raso? La ciclovia Fa­no-Urbino è invece un vantag­gio turistico, un'occasione da non perdere». La conclusione: «I sostenitori del treno mi sem­brano come il soldato giappo­nese barricato sull'atollo quan­do la storia è già andata oltre».  os.sca.

Da: Corriere Adriatico del 1/3/2020

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«LA FERROVIA FANO-URBINO DA TUTELARE E PROMUOVERE»

Il capogruppo della Lega presenta una mozione per impegnare la Regione

FANO «La linea ferroviaria Fa­no-Urbino è sospesa dal servi­zio viaggiatori e in stato di ab­bandono ormai da decenni e sembrerebbe che,  ora,  la Regio­ne voglia modificarne il traccia­to costruendo ad un metro e mezzo dalla rotaia una pista ci­clabile con annessa rete di sepa­razione».  Secondo il capogruppo in consiglio regionale della Lega,  Sandro Zaffiri,  la Fano-Urbino andrebbe invece protetta, salva­guardando il tracciato visto che esistono altre possibilità di co­struire ciclabili senza interferi­re con la ferrovia, così come già proposto dall’associazione Fvm Ferrovia Valle Metauro attra­verso un progetto di ciclabile trasmesso in Regione.  La Fa­no-Urbino,  direttamente con­nessa alla direttrice adriatica, collega la valle del Metauro a una realtà urbana di ecceziona­le valore storico-artistico come Urbino, il cui centro antico è stato inserito dal 1998 tra i siti Unesco,  e rappresenta una meta tu­ristica unica al mondo.  La linea è stata individuata come tratta ferroviaria ad uso turistico dal­la Legge 128/2017, che ha come finalità la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte ferrovia­rie di particolare pregio cultura­le,  paesaggistico e turistico. Il capogruppo Zaffiri ha quindi presentato una mozione con la quale si impegna la giunta re­gionale a proteggere la ferrovia Fano-Urbino, salvaguardando il tracciato ferroviario e le sue opere d’arte come previsto dal­la legge 128/2017 e ad attivarsi per la realizzazione della ferro­via turistica incrementando i fi­nanziamenti statali anche con fondi propri.  «L’infrastruttura - rileva Sandro Zaffìni - è di fon­damentale importanza per for­nire una soluzione sostenibile alla domanda di trasporto turi­stico e pendolare e il tracciato,  i ponti,  i viadotti e le gallerie del­la ferrovia costituiscono un pa­trimonio architettonico ed inge­gneristico di enorme valore cul­turale che incontra sempre più l’interesse di appassionati e stu­diosi costituendo essa stessa un attrattiva turistica».

Da: Corriere Adriatico del 5/3/2020

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LE LOCOMOTIVE  TRAINANO IL TURISMO

Dopo anni di abbandono e taglio dei “rami secchi”, le tratte storiche e i treni d’epoca diventano una grande risorsa per valorizzare i territori

PAOLO PITTALUGA  

Le ferrovie turistiche sono una risorsa, pure per la salvaguardia ambientale e anche un’opportunità economica. Ci sono voluti anni, anzi più o meno mezzo secolo, per rendersene conto. Perché erano gli inizi de­gli anni 70 del secolo scorso quando, in con­temporanea con la scellerata decisione di ta­gliare i cosiddetti “rami secchi’’ - ossia le li­nee poco utilizzate e scarsamente remune­rative prevalentemente a servizio di aree po­co urbanizzate e popolate, quasi sempre agresti - si prese a parlare di preservare alcu­ni rotabili vecchi.

Fu solo con questa grande intuizione, accom­pagnata - va sempre sottolineato- da una smi­surata tenacia di appassionati affiancati da ad­detti ai lavori, che oggi possiamo fruire di un grande patrimonio. Che non è più solo limi­tato alle locomotive - a vapore e non - e car­rozze, ma pure a linee ferroviarie che hanno finito, col passare del tempo, per essere spin­te nel tritacarne della sospensione al servizio, prima, e nella dismissione poi. Anni bui e operazioni assurde che nessun calcolo econo­mico, in un Paese ricco di storia come il no­stro, avrebbe dovuto giustificare. Da quegli an­ni 70, con lo scandire del tempo, nacquero as­sociazioni di appassionati in un cammino che salvò tanti rotabili dalla fiamma ossidrica e in­tere linee dall'abbandono o dalla trasforma­zione in varianti di tracciato stradali. L’azione dei singoli cominciò a coordinarsi mentre con l’avvento del secondo millennio anche in Fs cominciarono a capire la valenza di quei mezzi e di quelle infrastrutture. Sino alla nascita, a marzo 2013, della Fondazione Fs, voluta per custodire e gestire il patrimonio storico delle Ferrovie della Penisola. Ha riunito e tutela un parco di rotabili storici composto da 350 mez­zi, i fondi archivistici e bibliotecari, i musei di Pietrarsa e Trieste Campo Marzio e le linee ferroviarie so­spese (si auspica temporaneamente, ndr), oggi recupera­te alla vocazione tu­ristica con il pro­getto “Binari senza Tempo”.

L’oggi è il 2020, che il ministro per i Be­ni e le attività cul­turali e per il turismo, Dario Franceschini, ha dichiarato «Anno del treno turistico». Un’op­portunità per la promozione del turismo “lento”, con i treni storici atti a collegare le in­finite attrazioni della Penisola, da nord a sud. Magari partendo dalle norme attuative del­la legge 128/17 per lo sviluppo delle ferrovie turistiche che, grazie anche ai contributi for­niti dalla Federazione italiana per le ferrovie turistiche e museali (Fiftm), sta mettendo le fondamenta per introdurre nel nostro Paese nuovi soggetti, slegati dal sistema ferroviario attuale cosi come accade in altri Paesi del Vecchio Continente con risultati davvero ec­cellenti.

In attesa di questo ulteriore passaggio, i chi­lometri di binari attualmente utilizzabili per i treni storici e turistici sono davvero tanti. Elencarli tutti sarebbe impossibile, ma basta ri­cordare qualche tratta, come la Ferrovia delle Meraviglie tra Cuneo e Ventimiglia e Nizza, quelle del Monferrato, la Novara-Varallo, quel­le lombarde della Val Morea e la Palazzolo- Paratico e la Pedemontana, in Friuli, tra Gemona e Sacile. E poi ci sarebbero linee di straordinaria bellezza che necessitano di un re­cupero infrastrutturale e di un rinnovamento totale, come la Fano-Urbino e la Fabbriano- Pergola nelle Marche e la Noto-Pachino in Sicilia per fare tre esempi. Ma anche quelle a scartamento ridotto: le siciliane, nella zona di Castelvetrano e i 437 chilometri di una parte della rete sarda.

Ma non dimentichiamo che quest’anno tor­nerà in servizio l’Etr 252, “Arlecchino” e poi tornerà sui binari anche un complesso di bel­lissime e velocissime, elettromotrici ALe 601. Un po’ più in là, si spera, sia la volta dell'Etr 302, “Settebello”, vero orgoglio delle nostre ferrovie. In attesa di salvare l’ultimo binato Breda, ALn 448-460, abbandonato alle in­temperie in Piemonte, memoria storica dei nostri Tee, i Trans Europa Express. E in atte­sa che anche un “Pendolino”, Etr 450, torni a portare turisti e appassionati in un viaggio su percorsi d'altri tempi.

Da: Avvenire del 8/3/2020

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Urbino

Treno Fano-Urbino, continua la crociata

L'associazione Fvm Ferrovia Valle Metauro preoccupata per quello che avverrà nella fase 2 quando occorrerà ripensare i trasporti pubblici

DOPO IL COVID «Molte città incentiveranno la bici - Speriamo che questo non cancelli la tratta»

URBINO - «Dopo l'emergenza Covid-19, molte città incentiveranno l'uso della bicicletta: speriamo che questo non causi la distruzione definitiva della ferrovia Fano-Ur­bino»: l'associazione Fvm Ferro­via Valle Metauro è preoccupa­ta per quello che avverrà nella fase 2 e nei prossimi anni, quan­do occorrerà ripensare la vita nella nostra provincia e anche i trasporti pubblici.  «Il virus creerà le condizioni psicologiche per aumentare anco­ra di più il trasporto privato pur di evitare il contagio sui mezzi condivisi con conseguenze in termini ambientali inaccettabili. Per fronteggiare l'emergenza si dovrà mantenere un distanzia­mento tra le persone, anche sui mezzi pubblici: si avrà quindi una riduzione delle loro capacità di carico del 50% circa. E' una si­tuazione che potrebbe essere compensata solo dall'aumento delle frequenze delle corse ma, per gli autobus è difficoltoso perché siamo privi di corsie preferenziali. Inoltre l'eccessivo au­mento del numero di vetture pri­vate in giro rallenterà i mezzi pubblici. Esistono anche ragio­ni economiche», spiega l'asso­ciazione.

Anche per i treni non sarà facile ma potranno far viaggiare molte più persone avendo mag­gior capienza, circa 75 sui regio­nali e 150/200 sugli interregio­nali: «Le nuove tecnologie e l'ammodernamento delle linee consentono un aumento delle frequenze. Nelle stazioni sarà più facile gestire il controllo del­le persone. Il deficit infrastruttu­rale della nostra provincia anco­ra una volta torna alla ribalta: purtroppo la presenza di sole tre stazioni ferroviarie lungo la costa (Marotta. Fano e Pesaro) e l'assenza di linee ferroviarie nel­le aree interne peserà negativamente - continua Fvm -. Di fron­te all’emergenza sanitaria molte città stanno giustamente pen­sando di incentivare l’uso di bici­clette per muoversi in modo iso­lato, ma vorremmo evitare che questa possibile soluzione sti­molasse la definitiva distruzio­ne della ferrovia Fano Urbino: la bicicletta era, è e sarà sempre una valida alternativa per gli spostamenti in città, entro i 4-6 km. La tanto discussa ciclabile per Urbino, progettata esplicita­mente in modo da rendere impossibile il ritorno del treno non darà quindi alcun contribu­to alla risoluzione dell'emergen­za poiché offrirà opportunità di spostamento più utili allo svago che alle necessità di pendolari­smo.

Molto più saggio sarebbe devia­re i fondi ad essa destinati su pi­ste ciclabili in ambito urbano, veramente necessarie per evita­re la definitiva esplosione del traffico privato su gomma. Si è paragonata questa pandemia ad una guerra mondiale, allora evitiamo di ripetere gli errori fat­ti nel dopoguerra in cui si sman­tellarono ferrovie e tramvie in tutta Italia in nome dell'automo­bile per poi rimpiangerle. Dalle nostre parti non venne più ricostruita la tratta ferroviaria Fermignano-Pergola causando le successive sventure della Fano-Fermignano-Urbino e della Fabriano-Pergola. No quindi ad opportunismi ed a nostalgie an­ni '50. Sì invece ad un ripensa­mento delle reti di trasporto pubblico, inclusa la ferrovia Fa­no Urbino, e dell'urbanistica in nome di una società più consa­pevole».  I. o.

Da: Il Resto del Carlino del 30/4/2020

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“UN ALTRO PASSO PER LA FERROVIA FANO-URBINO”

Le commissioni parlamentari attribuiscono particolare priorità alla riattivazione della ferrovia metaurense.

Di Alessandro Marconi 9 Maggio 2020

ROMA – Da Roma giungono importanti novità in vista della riattivazione della ferrovia Fano-Urbino.

Le commissioni parlamentari competenti hanno espresso parere favorevole all’aggiornamento del contratto di programma con RFI, confermando lo stanziamento già previsto di un milione di euro a favore di uno studio di fattibilità per il ripristino della tratta a fini turistici. Il dato politico rilevante va rintracciato però nei pareri approvati, in cui sono state inserite specifiche osservazioni che attribuiscono una particolare priorità alla ferrovia metaurense.  Grazie all’impegno della senatrice Rossella Accoto e del presidente della Commissione Lavori Pubblici, sen. Mauro Coltorti, il Senato segnala “l’importanza di azioni mirate in particolar modo riferite alla riattivazione della linea Fano-Urbino, il cui progetto è previsto nel programma di valorizzazione turistica delle ferrovie minori”.  Il pressing del deputato Roberto Rossini è servito inoltre per includere, nel parere della Commissione Trasporti della Camera, la destinazione prioritaria delle risorse al ripristino delle condizioni di circolabilità sulle linee individuate dalla legge sulle ferrovie turistiche, in cui rientra la Fano-Urbino. 

“Dopo più di trent’anni dalla chiusura della linea – dichiarano la senatrice Accoto e l’on. Rossini – il vento sta finalmente cambiando e stiamo raccogliendo i primi risultati concreti per la riapertura della ferrovia.  Le risorse stanziate sono reali e l’importante segnale politico che arriva dalle commissioni parlamentari conferma la volontà delle istituzioni di investire sullo sviluppo del nostro territorio, che passa anche attraverso il potenziamento del trasporto pubblico nell’ottica della mobilità sostenibile”.  Esprimono grande soddisfazione anche i portavoce fanesi del Movimento 5 Stelle. “Questi traguardi – affermano i consiglieri Mazzanti, Ruggeri e Panaroni – sono frutto di un gioco di squadra tra diversi livelli di governo che ha dimostrato di funzionare.  Attraverso una costante opera di ascolto e intermediazione, continueremo a fungere da cinghia di trasmissione per le istanze del territorio che meritano di essere sottoposte all’attenzione dei palazzi romani”.

Da: https://www.ilmetauro.it/un-altro-passo-per-la-ferrovia-fano-urbino/

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Fano Valcesano

LA FERROVIA FANO- URBINO VIAGGIA VELOCE

Riattivazione della tratta turistica, Accoto  (M5s): “Risorse reali confermato il milione per lo studio di fattibilità” - Il pressing di Rossini è servito a includere la destinazione prioritaria delle risorse al ripristino della circolazione.

Il progetto - Fano. Mentre la Regione Marche prosegue nel suo impegno di finanziare con 4 milioni e mezzo la realizzazione della pista ciclabile Fano - Urbino, da Roma giungono importanti novità in vista della riattivazione della tratta ferroviaria. Le riferisce la senatrice Rossella Accoto del Movimento 5 Stelle: le commissioni parlamentari competenti hanno espresso parere favorevole all'aggiornamento del contratto di programma con RFI, confermando lo stanziamento già previsto di un milione di euro a favore di uno studio di fattibilità per il ripristino della tratta a fini turistici.

Le specifiche osservazioni. “Il dato politico rilevante - commenta la senatrice che condivide l'impegno di portare avanti il progetto con il presidente  della Commissione Lavori Pubblici, senatore Mauro Coltorti, va rintracciato però nei pareri approvati, in cui sono state inserite specifiche osservazioni che attribuiscono una particolare priorità alla ferrovia metaurense. Il Senato infatti segnala l'importanza di azioni mirate in particolar modo riferite alla riattivazione della linea Fano Urbino, il cui progetto è previsto nel programma di valorizzazione turistica delle ferrovie minori. In più il pressing del deputato Roberto Rossini è servito inoltre per includere, nel parere della Commissione Trasporti della Camera, la destinazione prioritaria delle risorse al ripristino delle condizioni di circolabilità sulle linee individuate dalla legge sulle ferrovie turistiche, in cui rientra la Fano Urbino”.

Siamo dunque ancora nella fase burocratica, ovvero alla stazione di partenza, per giungere al capolinea passerà ancora molto tempo, ma “dopo più di trent’anni dalla chiusura della linea - dichiara ancora la senatrice Accoto con l'on. Rossini - il vento sta finalmente cambiando e stiamo raccogliendo i primi risultati concreti per la riapertura della ferrovia. Le risorse stanziate sono reali e l'importante segnale politico che arriva dalle commissioni parlamentari conferma la volontà delle istituzioni di investire sullo sviluppo del nostro territorio, che passa anche attraverso il potenziamento del trasporto pubblico nell'ottica della mobilità sostenibile”.  

Appresa la notizia, esprimono grande soddisfazione anche i portavoce fanesi del Movimento 5 stelle. “Questi traguardi  - affermano i consiglieri Mazzanti, Ruggeri e Panaroni - sono frutto di un gioco di squadra tra diversi livelli di governo che ha mostrato di funzionare attraverso una costante opera di ascolto e intermediazione, continueremo a fungere da cinghia di trasmissione per le istanze del territorio io che meritano di essere sottoposte all'attenzione dei  palazzi romani”.

Considerata incompatibile la realizzazione non è della pista ciclabile sullo stesso tracciato della ferrovia, che viene così salvaguardata, un passo importante per la riattivazione della tratta è stato fatto nel momento in cui RFI ha dato parere positivo al nuovo percorso ciclabile a patto che questo venga costruito a non meno di un metro e mezzo dai binari esistenti. Le due infrastrutture dunque possono coesistere, vedremo ora se dagli atti propedeutici si passerà con sollecitudine alle vie di fatto.   Massimo Foghetti.

Da: Corriere Adriatico del 11/5/2020

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INFRASTRUTTURE SUL TRATTO URBINO-MORCIOLA-MONTECCHIO-PESARO: IL SINDACO UCCHIELLI SCRIVE ALLA MINISTRA DE MICHELI

12/05/2020 - A seguito dell’approvazione da parte del Senato di una mozione sullo studio di fattibilità delle infrastrutture sul tratto Pesaro-Fano-Fossombrone-Urbino il Sindaco del Comune di Vallefoglia Sen. Palmiro Ucchielli scrive alla Ministra On. Paola De Micheli per chiedere di allargare lo studio di fattibilità anche sul tratto Urbino-Morciola-Montecchio (Vallefoglia)-Pesaro.
Di seguito si riporta la lettera inoltrata ieri a mezzo PEC.
“On. Ministra, in qualità di Sindaco del Comune di Vallefoglia, un Comune di oltre 15.000 abitanti in Provincia di Pesaro e Urbino, prendo atto con soddisfazione dell’approvazione da parte del Senato di una mozione sullo studio di fattibilità delle infrastrutture sul tratto Pesaro - Fano – Fossombrone – Urbino.
Con l’occasione mi permetto di sottolineare che già nell’agosto del 2018 avevo sollecitato l’On. Danilo Toninelli a provvedere ad uno studio in tal senso con la estensione però al tratto Urbino - Morciola - Montecchio (Vallefoglia) – Pesaro. Tale estensione era stata richiesta in quanto la Vallata del Foglia negli ultimi anni si è contraddistinta nel panorama nazionale e internazionale per la vivacità del suo territorio produttivo ed industriale e rappresenta attualmente un importante nodo strategico per le vie di comunicazione con la Romagna, la Toscana, l’Umbria e il nord delle Marche.
Soprattutto in questo momento in cui è doveroso per le Pubbliche Amministrazioni incentivare la ripresa economica anche attraverso opere infrastrutturali, corre l’obbligo di porre particolare attenzione alla realizzazione di strategie che facilitano il più possibile la mobilità di persone e merci al fine di dare nuovo impulso tanto al settore produttivo, quanto a quello turistico, commerciale e culturale.
In questa ottica si richiede pertanto di valutare la possibilità di allargare lo studio di fattibilità in argomento per verificare se è sostenibile una ipotesi di potenziamento del tratto infrastrutturale Pesaro – Fano – Fossombrone – Urbino – Morciola – Montecchio (Vallefoglia) – Pesaro, dove è concentrato l’80% dell’intera economia provinciale. Sicuro di un Suo interessamento, porgo i più cordiali saluti."   da Comune di Vallefoglia

https://www.viverepesaro.it/2020/05/13/infrastrutture-sul-tratto-urbino-morciola-montecchio-pesaro-il-sindaco-ucchielli-scrive-alla-ministra-de-micheli/789894

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FANO-URBINO, ASSOCIAZIONE URBINO CAPOLUOGO: "RIAPRIRE IL DIBATTITO SUL RIPRISTINO DELLA FERROVIA"

[Ferrovia Fano Urbino]  1' di lettura 12/05/2020 - In tempo di Corona Virus - dichiarano Giorgio Londei Presidente di Urbino Capoluogo e Ferruccio Giovanetti Vice Presidente Vicario - è bene progettare il futuro.

Abbiamo già auspicato il ritorno abitativo di aree come il Montefeltro, ora auspichiamo che si riapra il dibattito in merito al ripristino del tratto ferroviario Fano-Urbino anche come primo passo, noi crediamo, di una possibile metropolitana Fano - Urbino - Valle del Foglia - Pesaro.
In tale direzione, confortanti ci paiono le notizie che circolavano da tempo e che oggi vengono ufficialmente confermate da parlamentari 5 Stelle, in modo particolare la Sen. Rossella Accoto, che hanno comunicato ufficialmente la riconferma di un milione di euro per lo studio di fattibilità per il ripristino della citata tratta, per il momento a fini turistici.
Noi che ci siamo sempre battuti per il ripristino del tratto e a cui Urbino Capoluogo (arrivata, attualmente, a 2.200 iscritti) ha dedicato - insieme all’Associazione Ferrovia Valle Metauro -, non molto tempo fa, un convegno molto affollato e partecipato, auspichiamo che sia il primo passo verso un traguardo, forse non vicino, ma che merita l’impegno di tutti.
Al comunicato si sono pienamente associati i Consiglieri comunali Federico Cangini e Luca Londei.    da Associazione Urbino Capoluogo

https://www.vivereurbino.it/2020/05/12/fano-urbino-associazione-urbino-capoluogo-riaprire-il-dibattito-sul-ripristino-della-ferrovia/790029/

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«FANO-URBINO, COGLIAMO L’OCCASIONE»

Le liste Londei dopo la riconferma di Accoto sugli investimenti

IL DIBATTITO - URBINO.  «In tempo di Coronavi­rus - dichiarano Giorgio Lon­dei presidente di Urbino Capo­luogo e Ferruccio Giovanetti vicepresidente Vicario - è bene progettare il futuro. Abbiamo già auspicato il ritorno abitati­vo di aree come il Montefeltro, ora auspichiamo che si riapra il dibattito in merito al ripristi­no del tratto ferroviario Fano - Urbino anche come primo passo, noi crediamo, di una possi­bile metropolitana Fano - Urbi­no - Valle del Foglia - Pesaro. In tale direzione - continuano Londei e Giovanetti - confor­tanti ci paiono le notizie che circolavanoda tempo e che og­gi vengono ufficialmente con­fermate da parlamentari 5 Stelle, in modo particolare dal­la senatrice Rossella Accoto, che hanno comunicato uffi­cialmente la riconferma di un milione di euro per lo studio di fattibilità per il ripristino della citata tratta, per il momento a fini turistici. Noi - concludono i vertici di Urbino Capoluogo - che ci siamo sempre battuti per il ripristino del tratto e a cui Urbino Capoluogo, arriva­ta, attualmente, a 2200 iscritti, ha dedicato, insieme all’Associazione Ferrovia Valle Metauro, non molto tempo fa, un convegno molto affollato e par­tecipato, auspichiamo che sia il primo passo verso un tra­guardo, forse non vicino, ma che merita l’impegno di tutti». Al comunicato si sono piena­mente associati i consiglieri co­munali Federico Cangiai e Lu­ca Londei della minoranza e delle cosiddette “liste Londei”.  eu.gu.

Da: Corriere Adriatico del 13/5/2020

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Urbino - Trasporti e fondi pubblici

«NON HA NESSUN SENSO ESTENDERE IL BONUS BICICLETTE A TUTTI I COMUNI»

L'associazione Ferrovia Val Metauro replica alla proposta del consigliere regionale del Pd, Andrea Biancani

Il presidente commissione tra­sporti e ambiente della Regione Marche Biancani, in merito al bonus biciclette, auspicherebbe che sia esteso a tutti i comuni della Regione. Ma lo scopo dell'incentivo nazionale è una misura per arginare l'emergen­za virus, per questo è rivolto ai cittadini residenti in città con più di 50mila abitanti dove il ri­schio contagio, l'innalzamento delle polveri sottili e la paralisi del traffico è superiore, e di mol­to, rispetto agli altri comuni. Se il bonus venisse esteso a tutti i comuni d'Italia quanti milioni di euro servirebbero? Oppure, se le risorse stanziate venissero di­vise tra tutti quanti, la cifra sa­rebbe cosi ridicola da non sorti­re alcun effetto. E' vero che nei centri urbani il traffico è prodot­to soprattutto in entrata, ma è una utopia pensare che coloro che abitano a decine di chilome­tri dalle principali città si muova­no in bici, a meno che lo faccia­no per attività sportive, motorie o nel tempo libero. Condividiamo con la Regione l'idea di pensare ad un piano strutturale non emergenziale de­dicato al trasporto sostenibile se vogliamo evitare il ritorno del traffico inquinante, causa sottovalutata di mortalità, ma nella ri­cetta prospettata, pur nella con­sapevolezza di puntare a mezzi pubblici sicuri, gli ingredienti so­no sempre i soliti: risorse per l'acquisto di biciclette e investi­menti per le piste ciclabili. La Re­gione è nel giusto affermando che le scelte che si faranno ora orienteranno il futuro, ma non ci sta dando segnali che si stia andando nella direzione giusta. Anzi, piuttosto che rimediare agli errori passati, sembra che si voglia perseverare nella politi­ca monotematica del trasporto in bici, che non porta da nessu­na parte in termini di migliora­mento globale del vivere nella nostra Regione.  Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

Da: Il Resto del Carlino del 13/5/2020

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PESARO E PROVINCIA

«INFRASTRUTTURE, QUELLO STUDIO VA AMPLIATO DENTRO PURE URBINO, VALLEFOGLIA E PESARO»

Non solo il Fanese, il sindaco Ucchielli ci riprova e scrive ancora alla ministra De Micheli
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IL SOLLECITO
VALLEFOGLIA - Il sindaco di Vallefoglia Paimiro Ucchielli toma alla carica per favorire la visibi­ità della sua città dal punto di vista strategico e infrastruttu­rale e lo fa scrivendo una se­conda lettera al ministro dei Trasporti Paola De Micheli (le aveva già scritto il 23 settem­bre 2019). Dal momento che il Senato ha approvato la mozio­ne sullo studio di fattibilità del­le infrastrutture sul tratto Pe­saro - Fano-Fossombrone - Ur­bino, Ucchielli chiede di inseri­re anche Vallefoglia. La richie­sta di Ucchielli è infatti quella di chiedere l'allargamento del­lo studio di fattibilità anche sul tratto Urbino - Vallefoglia (in particolare le frazioni di Morciola e Montecchio) - Pesaro.
Presa d'atto
«Prendo atto con soddisfazio­ne dell'approvazione da parte del Senato di una mozione sul­lo studio di fattibilità delle in­frastrutture sul tratto Pesaro - Fano - Fossombrone - Urbino - scrive Ucchielli - e con l’occa­sione mi permetto di sottoli­neare che già nell'agosto del 2018 avevo sollecitato l’onore­vole DaniloToninelli a provve­dere ad uno studio in tal senso con la estensione però al tratto Urbino - Morcioia - Montec­chio (Vallefoglia) - Pesaro. Ta­le estensione era stata richie­sta in quanto la vallata del Fo­glia negli ultimi anni si è con­traddistinta nel panorama nazionale e intemazionale per la vivacità del suo territorio pro­duttivo ed industriale e rappre­senta attualmente un impor­tante nodo strategico per le vie di comunicazione con la Romagna, la Toscana. l'Umbria e il nord delle Marche». Ucchielli coglie il particolare momento storico con la crisi che sta portando con sé per sollecitare un intervento «In questo momento è doveroso per le Pubbliche Amministrazioni incentivare la ripresa economica anche attraverso opere infrastrutturali e quindi corre l’obbligo di porre particolare attenzione alla realizzazione di strategie che facilitano il più possibile la mobilità di persone e merci al fine di dare nuovo impulso tanto al settore produttivo, quanto a quello turistico, commerciale e culturale».

L'ottica - In questa ottica la richiesta è quella di valutare la possibilità di allargare lo studio di fattibilità in argomento per verificare se è sostenibile una ipotesi di potenziamento del tratto infrastrutturale (a circuito) Pesaro - Fano - Fossombrone - Urbino - Morcioia - Montecchio (Vallefoglia) - Pesaro, dove è concentrato l'80% dell'intera economia provinciale.  Luca Senesi

Da: Corriere Adriatico del 13/5/2020

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CONTRIBUTI PER LE BICI “VANNO ESTESI A TUTTI”

“Estendere i contributi per l’acquisto di biciclette anche ai comuni con meno di 50.000 abitanti”. Lo chiedono Enrico Tosi, coordinatore della FIAB di Fano, Federazione italiana ambiente e bicicletta, insieme a Francesca Pulcini, presidente di Legambiente, e Marco Scarponi, fratello del campione di ciclismo Michele morto a causa di un investimento mentre era in bici, presidente dell’omonima Fondazione. “Si spera - aggiungono gli esponenti dei sodalizi – che in futuro I finanziamenti per l’acquisto delle bici vengano estesi ai popolosi comuni dell’entroterra, dove sono presenti molte aziende. Sono di fatto escluse numerose realtà importanti, spesso situate in zone collinari, dove la bici elettrica potrebbe molto spesso sostituire i veicoli a motore in particolare negli spostamenti brevi che rappresentano una parte molto consistente del movimento complessivo”.

In una nota i tre sodalizi apprezzano il finanziamento per l'acquisto di bici, anche elettriche, «conferma che la mobilità quotidiana sta finalmente cambiando rotta», ma sollecitano che di pari passo si proceda alla realizzazione di piste ciclabili: «L'occasione sarebbe propizia - aggiunge Tosi - per riqualificare la vecchia ferrovia tra Fano e Urbino, annosa questione ormai da troppo tempo, trasformandola in una pista ciclabile che collegherebbe Fano alla vallata del Metauro», punto sul quale però l'entroterra ha idee diverse e ben precise, ovvero riattivare la ferrovia per eliminare l'isolamento di Urbino dalla costa. Secondo il coordinatore della Fiab, si dovrebbe puntare sulla mobilità attiva, soprattutto sulla bicicletta, purtroppo da molti ancora considerata un mezzo da utilizzare solo per passeggiate domenicali in luoghi ameni. «La bicicletta - conclude Tosi - è invece un veicolo a tutti gli effetti, mentre le piste ciclabili, in base alla legge 2 del 2018, hanno la stessa dignità, e quindi il medesimo diritto di ottenere risorse, al pari di strade, autostrade e ferrovie».  Marco D'Errico

Da: Il Resto del Carlino del 19/5/2020

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REGIONE: INTERVENTI PER 25 MILIONI

Nel Piano triennale spazio alle ciclovie lungo Metauro e Foglia e alla messa in sicurezza degli argini  Minardi: «Più attenzione alla sostenibilità» Biancani: «Deciso cambio di prospettiva»

GLI INVESTIMENTI

PESARO.  Sono circa 25 milioni gli investimenti totali che la Regione Marche intende realizzare nella provincia di Pesaro e Urbino dopo il via libera del Piano triennale 2020 - 2022 delle opere pubbliche. Nello specifico. la pianificazione triennale del lavori pubblici prevede 9 milioni di euro nel 2020, 8 milioni e 100 mila nel 2021 e 7milioni e 200 mila nel 2022.

L'atto amministrativo -  L'atto amministrativo contiene il dettaglio degli interventi pubblici che si andranno a finanziare. In particolare: 1 milione e 338 mila euro per la messa in sicurezza degli argini e delle sponde del fiume Metauro. la sistemazione idraulica del torrente Genica (22 milioni di euro). del fiume Foglia in località Selva Grossa, nei pressi del viadotto autostradale (414 mila euro. Poi ancora. 1 milione e 200 mila euro per il Bike Park Montefeltro, 4 milioni e 500 mila euro per la ciclovia del Metauro, 2 milioni per la realizzazione del Ponte ciclopedonale sul Cesano, 480 mila euro per interventi sul fiume Cesano, 3 milioni e 500 mila euro per la realizzazione della ciclovia del Foglia e 2 milioni per la ciclovia del Pian del Bruscolo. Spiega il vice presidente del Consiglio regionale. Renato Claudio Minardi: -C’è stata molta attenzione per la sostenibilità e alla mobilità alternativa. La ciclovia del Metauro, giusto per fare un esempio, consentirà di riqualificare la ex ferrovia Fano-Urbino, infrastruttura abbandonata da anni, e collegare inizialmente tre centri urbani, per 16.4 km, da Fano a Colli al Metauro. Il tracciato della ciclabile, prevista a fianco dei binari, è compatibile con il possibile sviluppo futuro della ferrovia-. Si ricorda che la Regione Marche sta realizzando 13 direttrici trasversali per 500 km di piste ciclabili, metà delle quali già finanziate con 50 milioni di euro. Queste direttrici a pettine connettono le aree interne con l'asse costiero della Ciclovia Adriatica, l’infrastruttura di 1127 km che collegherà Trieste a Santa Maria di Unica, nella sua doppia funzione di ciclovia turistica e infrastruttura per la mobilità sostenibile urbana-interurbana, che attraversa la regione Marche per 297 km, di cui 166 già finanziati.

La pianificazione - «Quanto stanziato dalla Regione è un fatto molto importante  - commenta il presidente della Commissione Governo del Territorio, Andrea Biancani - non soltanto perché l'approvazione della programmazione da parte dell'Ente Regione è un atto dovuto, previsto dal codice nazionale degli appalti, ma anche perché porta in dote la pianificazione di opere pubbliche per circa 95 milioni di euro per le tre annualità. Si tratta di una vasta gamma di interventi e un cambio di prospettiva nel modo di concepire la pianificazione con l'Ente Regione protagonista dall'inizio alla fine, titolare della programmazione, della gestione e della realizzazione delle opere pubbliche».

Da: Corriere Adriatico del 28/5/2020

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CISL: MOBILITÀ URBANA E CICLO DEI RIFIUTI, FANO CITTÀ SOSTENIBILE

01/06/2020 - E’ partita la sperimentazione del rafforzamento della zona a traffico limitato e pedonalizzazione di alcune vie del centro storico. LA Cisl di Fano riconosce la validità di questa scelta ma chiede alla giunta di Fano di elaborare un piano globale di mobilità sostenibile che preveda interventi strutturali realizzabili nell’immediato e una programmazione a medio e lungo termine per interventi strutturali.
Ribadiamo nuovamente le nostre proposte e auspichiamo che le scelte tese al miglioramento della mobilità sostenibile siano ampiamente condivise e realizzate senza tentennamenti e indecisioni. E’ chiaro che queste scelte necessitano di una programmazione e pianificazione che non può essere oggetto di scelte estemporanee e limitate nel tempo. Le città che hanno affrontato questo tema hanno avuto il coraggio di coinvolgere tutti gli stake holder, di proporre scelte e soprattutto ripensare il modello urbano di mobilità.

La mobilità sostenibile non è una questione di maggioranza e minoranza politica ma di una Visione globale che permetta a Fano di diventare una città “moderna” ecologicamente sostenibile ed in questa direzione è necessario decidere in merito alla realizzazione del biodigestore, anello fondamentale di una nuova modalità di gestione dei rifiuti. Occorre decidere e realizzare l’impianto. Altrimenti continueremo ad avere un ciclo dei rifiuti ecologicamente non sostenibile con evidenti contraddizioni in termini di salvaguardia ambientale.

La realizzazione del biodigestore è l’occasione favorevole per sperimentare nuove forme di raccolta dei rifiuti che evitino la creazione di nuove discariche con una raccolta differenziata spinta. Già in alcuni comuni delle Marche si sta sperimentando: Fabriano è una di questi comuni che ha innovato la raccolta dei rifiuto integrando un sistema ad alata tecnologia con la raccolta differenziata spinta e no a porta a porta Una nuovo piano di gestione dei rifiuti integrato con un progetto di città sostenibile e Green.

Pur consapevoli che sia necessario avviare da subito un progetto di confronto con la Città a 360 gradi Indichiamo le nostre priorità ed alcune azioni velocemente adottabili
- Destinare risorse dal bilancio comunale per favorire l’utilizzo del tpl, la creazione di piste ciclabili e percorsi pedonali ad oggi troppo frammentate e poco sicure e l’abbatimneo delle barriere architettoniche. In questa prospettiva occorre “connettere” tutti i quartieri di Fano: ci sono ancora troppi quartieri non collegati e spesso i tracciati delle piste ciclabili non sono in sicurezza ( vedi Via Roma) oppure si interrompono senza la possibilità di collegarsi con altre piste ciclabili.
- E’ necessario estendere le zone a traffico 30 con effettivi dissuasori di velocità e un serie di interventi che favoriscano la sicurezza dei pedoni e la riduzione del traffico urbano.
- E’ urgente progettare una viabilità urbana che permetta di evitare l’attraversamento della città di Fano. E’ stata persa l’occasione delle opere compensative della terza corsia A14 ma in una prospettiva di condivisone e progettazione con i comuni limitrofi di un piano strategico per la mobilità della val Metauro e val Cesano permetta di realizzare le infrastrutture varie necessarie per evitare l’attraversamento di Fano.
Ad oggi non ancora state utilizzate le risorse per il “casellino” a Fenile: a nostro avviso quelle risorse integrate con risorse nazionali e regionali possono esser destinate per la realizzazione di una complanare: solo evitando l’attraversamento del traffico extraurbano nella città di Fano si potrà veramente realizzare una Città con una mobilità sostenibile degna di Fano città dei bambini.

Ribadiamo nuovamente anche già quanto espresso nei mesi scorsi
- Potenziamento e qualificazione del TPL che deve esser innovato in termini di servizi offerti e ridefinizione delle corse e modalità di servizio dei quartieri tendo conto che nei giorni festivi intere zone della città e comuni limitrofi a Fano non sono coperti dal TPL.
- Elaborazione del nuovo PRG che deve essere integrato assolutamente con il PUMS (piano urbano mobilità sostenibile). Il comune di Fano che aveva già fatto elaborare dall’università di Urbino i flussi di ingresso (orari, mezzo di trasporto scelto) già possiede l’analisi della mobilità nel suo territorio e pertanto alcuni provvedimenti possono già essere adottati
- Il Comune di Fano come Comune Capofila dei comuni della val Metauro potrebbe elaborare una strategia e relativa programmazione per la conservazione del Fiume Metauro che come corridoio ecologico può diventare una infrastruttura sostenibile e permetterebbe la creazione di una “arteria ecologica con percorsi ciclopedonali ecologicamente sostenibile e inseriti in un ambiente ecologico che tuteli ambiente, mobilità e valorizzazione del Fiume.
Integrata questa ”arteria naturale“ con la riattivazione turistica della Fano Urbino si renderebbe la Valle del Metauro una Valle green e dall’alto valore aggiunto turistico ecologico e motore per favorire uno sviluppo compatibile e sostenibile.

https://www.viverefano.com/2020/06/03/cisl-mobilit-urbana-e-ciclo-dei-rifiuti-fano-citt-sostenibile/795643

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Ferrovie: FVM replica a Franceschini sulla AV in Adriatica

L'ASSOCIAZIONE FERROVIA VALLE METAURO INTERVIENE SULLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO FRANCESCHINI.

"Ricordiamo con soddisfazione nel 2015 quando il Ministro Franceschini in visita a Fano screditò pubblicamente l’idea del sindaco di Pesaro Ricci di trasformare la ferrovia Fano-Urbino in ciclabile; il nostro rispetto e stima nei confronti del Ministro ci impedisce di attaccare apertamente la sua proposta di creare un’alta velocità spostata all’interno e di creare sulla ferrovia adriatica da Pesaro a Termoli una pista ciclabile, gradiremmo però che venga espletata meglio l’idea. I paradossi di questa proposta sono fondamentalmente tre:

- L'incoerenza con quanto finora intrapreso: la ferrovia adriatica è stata oggetto nel corso di questi ultimi anni di un pesantissimo ammodernamento impiantistico volto a portare la velocità a 200 km/h ed aumentarne capacità e sicurezza. Numerose stazioni sono state ammodernate ed adeguate da pochissimi mesi, altre ne seguiranno. Abbandonare tutto? Ricordiamo inoltre che nel tratto abruzzese l’adriatica, che era a binario unico, è già stata arretrata e non è chiaro quindi perché parlare di Pesaro - Termoli. L’idea, se mai, è riguardante la Regione Marche.

- La capillarità ridotta di una linea AV: le linee AV sono linee dedicate dove possono passare esclusivamente treni veloci e necessitano di fare poche fermate: se ci passassero anche i regionali, gli interregionali e gli intercity con fermate in tutte le stazioni rallenterebbero la loro corsa, in sostanza dovremmo creare un’unica stazione per provincia e rinunciare al traffico locale su ferro? Città come Fano, Marotta, Senigallia, Falconara, Civitanova, Porto San Giorgio ecc. starebbero senza stazione ferroviaria? Non è un caso che laddove esiste una AV non rimpiazza ma affianca le linee esistenti che fungono anche da interconnessioni in eventuali criticità.

- I costi non giustificabili: se la linea AV fosse in aggiunta, non sostituendo ma affiancando a monte l’attuale linea, niente da eccepire, ma esistono i numeri nel territorio tali da giustificare un quadruplicamento della linea? Ribadiamo che l’ammodernamento e velocizzazione a 200km/h ha puntato a velocizzare l’esistente in quanto ciò è giustificabile dall’utenza presente ma non lo è un completo rifacimento.

Non ci sono dubbi invece sull’immane spreco di un bene pubblico come la trasformazione di una infrastruttura larga decine di metri ed inserita di buon grado nelle reti TEN in una pista ciclabile che fra l’altro esiste già ed è in avanzata fase di progettazione e realizzazione: la ciclovia da Trieste a Santa Maria di Leuca. Evidentemente gli amministratori pesaresi, che avranno certamente imbeccato il Ministro, sono in preda ad un tale delirio ciclistico da non accontentarsi della Fano - Urbino ma puntano persino a ferrovie inserite nei corridoi europei.

Da: https://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/14256-ferrovie-fvm-replica-a-franceschini-sulla-av-in-adriatica?fbclid=IwAR09mc6JEyVWfFQr2hts2VYhBoMNnJcEMvfPyVZFWgDlak0gRr7-R3RVPcA

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FERROVIA ADRIATICA, FIAB MARCHE: "TROPPA GRAZIA. MEGLIO BICISTAZIONI OGGI CHE AVVENIRISTICHE LINEE FERRATE (FORSE) DOMANI"

“Troppa grazia”, verrebbe da dire a commento della proposta di arretrare la ferrovia adriatica e realizzare al suo posto una lunghissima pista ciclabile. Infatti, questa pista ciclabile è già in parte esistente, in costruzione o in progetto dal Veneto alla Puglia; per esempio, in Abruzzo è una realtà la Ciclabile dei trabocchi che utilizza il sedime abbandonato della ferrovia arretrata più a monte; esiste anche la Pesaro Fano che a breve raggiungerà Senigallia e via via il resto della regione; si tratta della ciclovia nazionale “Bicitalia n. 6” (della quale le Marche sono anche capofila), che rientra in un progetto complessivo elaborato dalla FIAB e recepito dalla l.n. 2/2018.

L’idea di arretrare la ferrovia non è nuova; se ne parla da tempo anche per i problemi causati da un’infrastruttura che attraversa centri densamente popolati o problematici come la zona industriale di Falconara. Non bisogna infatti dimenticare che le attuali norme di sicurezza, evidentemente non applicabili a buona parte di un’infrastruttura realizzata in un’altra epoca e in un contesto molto meno urbanizzato, impediscono che i convogli commerciali passino a raso all’interno dei centri abitati; motivo questo, tra i tanti, che impedisce il ripristino per il trasporto pubblico di ferrovie dismesse come la Fano Urbino.

Una cosa buona però questa proposta l’ha fatta: riportare l’attenzione sulla ferrovia adriatica che merita di essere migliorata sotto vari aspetti, in particolare per quanto riguarda l’intermodalità con la bicicletta; è vero che i nuovi treni sono dotati di portabici (pochi) ma servono soprattutto bicistazioni come quelle realizzate altrove, Verona ad esempio, o Rimini; sarebbe un bel risultato, questo sì concreto e non ipotetico, averle alla fermata di ogni città costiera; il miglioramento ricadrebbe su tutta la rete ciclabile progettata dalla Regione Marche per favorire la circolazione quotidiana, la qualità dell’ambiente e il turismo; e non è un caso la presenza sui media nazionali di un campione dello sport che pubblicizza le potenzialità cicloturistiche della nostra regione.

Spazi attrezzati in cui parcheggiare le biciclette protette da furti e intemperie renderebbero più appetibili gli stessi treni; quindi, meglio bicistazioni oggi che avveniristiche linee ferrate (forse) domani. FIAB Marche

Da: viverefano.com del 6/6/2020

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"LA NUOVA FERROVIA PASSI PER URBINO"

Urbino Capoluogo: Londei e Giovanetti lanciano l’appello a prevedere anche una bretella fino alla città ducale

Pubblicato il 7 giugno 2020

"La proposta del Ministro Dario Franceschini di una nuova linea ferroviaria che parta da Trieste e transiti per Pesaro, Fano, Ancona e arrivi a Taranto e, di conseguenza, arretri l’attuale tracciato della linea adriatica all’autostrada ci sembra una proposta interessante. Noi abbiamo una domanda, tale proposta indebolisce o rafforza la nostra idea di metropolitana di superficie Fano - Urbino - Valle del Foglia – Pesaro? La rafforza assolutamente" dichiarano all’unisono Giorgio Londei, presidente di “Urbino - Capoluogo“ e Ferruccio Giovanetti vice presidente vicario, soprattutto nel momento in cui – anche come diretta conseguenza del Coronavirus – tutti cercano aree come il Montefeltro non solo per il turismo ma anche, siamo convinti, nel lungo periodo, a scopo abitativo.

"Questa sarà la sfida del futuro: recupero di aree di montagna e collina diventate, nel tempo, riserve indiane ma ora con grandi prospettive anche abitative, soprattutto, se si rafforza il sistema sanitario, viario, scolastico e dei servizi sociali come noi chiediamo da tempo. Ricordiamo a tutti che sono queste le idee per cui è sorta “Urbino - Capoluogo“ e che partita con qualche decina di iscritti ora conta oltre duemila aderenti. Secondo noi l’arretramento della ferrovia non può andare solo a vantaggio della costa – in tale direzione vanno le dichiarazioni dei sindaci Ricci e Seri – ma anche, secondo noi, delle aree interne. Il progetto, riprenderebbe tra l’altro, un’avveniristica idea, datata ma attualissima, dell’Architetto Giancarlo De Carlo che, proprio in questo periodo viene ricordato per i suoi progetti, per le sue realizzazioni e per le sue idee. La metropolitana di superficie costituirebbe un anello costa - Montefeltro - costa, a vantaggio di tutti. Noi ci siamo e ci auguriamo che altri seguano la convinta adesione del sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli. I consiglieri comunali Federico Cangini e Luca Londei non solo si associano ma si riservano ulteriori iniziative nell’assise comunale", dicono Londei e Govanetti, che auspicano la creazione di una “bretella“ ferroviaria che ricolleghi finalmente Urbino al sistema di trasporto nazionale su rotaia.

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/la-nuova-ferrovia-passi-per-urbino-1.5196581

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«FERROVIA, STUDIO DI FATTIBILITÀ SPRECO VERGOGNOSO»

La consigliera Fattori contro il ripristino della Fano-Urbino «Tentativo frutto di ignoranza»

IL DIBATTITO 

FANO. Al partito degli scettici sul ripristino della ferrovia Fa­no-Urbino si iscrive con deci­sione anche Cora Fattori, con­sigliera comunale di Insieme è meglio. E lo fa attraverso Face- book con un intervento tranchant sullo studio di fattibilità relativo alla riattivazione, da fi­nanziare con un milione di eu­ro, che subito riattizza un viva­ce dibattito su un tema imper­meabile al passare dei decen­ni. Di quello studio s’era detto per la prima volta un annetto fa, ma giusto qualche settimana fa, e sempre tramite la sena­trice pentastellata Accoto, si è appreso dell'avallo arrivato dalle commissioni parlamen­tari competenti con tanto di at­tribuzione di priorità.

«Costì elevati, tempi lunghi» - «Uno spreco vergognoso» so­stiene al riparo da perifrasi la Fattori, che parla da «promo­trice degli studi di fattibilità ma quando sono sensati e non quando devono servire alla po­litica per la propria visibilità». Dieci i punti che spingono la consigliera di maggioranza a definire frutto di «ignoranza» il tentativo di rimettere in pie­di una tratta dismessa da un più di un quarto di secolo e il cui tracciato, nel mentre, «si è reso inadeguato ad ospitare un nuova linea ferroviaria». L’operazione cozza anche con­tro lo stanziamento «da 4 mi­lioni per la pista ciclabile», pensata a fianco dei binari, e che se invece fosse stata dise­gnata lungo il tracciato ferro­viario, con quello stesso bud­get avrebbe completato l’inte­ra traiettoria. Abbasso dunque la ferrovia «che sarebbe solo turistica», implicherebbe costi elevati «di realizzazione, pari a 50 milioni minimo, e di manu­tenzione» e poi ancora, esclu­dendo oltretutto il trasporto merci, si risolverebbe in «po­che corse e tempi lunghi».

Più o meno «un paio» le une, stimate «in 4 ore» le altre. Viva invece «infrastrutture ci­clabili» la cui incidenza su «tu­rismo e qualità di vita è altissima». Diffidente sull’ipotesi che anche nel caso lo studio di fattibilità facesse emergere un salutare rapporto tra costi e be­nefici la ferrovia tornerà real­mente a funzionare, a proposi­to di ciclabile la Cori ne fa an­che una questione pratica: «Ammesso e non concesso che la ferrovia si possa fare in futuro, sicuramente non acca­drà prima di dieci anni. E se anche per realizzare la ferrovia si rendesse necessario lo smantellamento della ciclabile, 4 milioni per una infrastruttura come questa in dieci anni si sarebbero facilmente ammortiz­zati e si sarebbe dato un vero servizio al territorio».  Andrea Amaduzzi

Da: Corriere Adriatico del 9/6/2020

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"QUEL MILIONE DI EURO NON È SPECATO - RIATTIVARE LA FERROVIA È UNA PRIORITÀ"

Replica piccata dell’associazione Fvm alle parole della consigliera Fattori

FANO. E’ ad una lunga sequenza di «non sa o fa finta di non sa­pere» che l’associazione Ferrovia Valle Metauro affida la pe­pata replica all’altrettanto pun­tuto affondo della consigliera comunale fanese Cora Fattori sul milione di euro destinato a verificare la praticabilità della riattivazione della Fano - Urbi­no.

L’atto mancato - Alla rappresentante di Insie­me è meglio si imputa di igno­rare anzitutto «che il Partito Democratico, che governa la Regione Marche, aveva possi­bilità di escludere la ferrovia Fano-Urbino dall’elenco delle ferrovie turistiche entro cin­que mesi dall’entrata in vigore della legge 128/2017, ma non l’ha fatto. La senatrice Accoto, trovando un milione di euro per la realizzazione dello stu­dio di fattibilità, non ha fatto al­tro che dar seguito alla volontà della Regione». Altro aspetto meritevole di chiarimento quello del finanziamento della ciclabile «nella Valle del Me­tauro e non lungo il tracciato della ferrovia», che consisteva inizialmente in «8 milioni di euro» e che solo successiva­mente «grazie agli artifici re­gionali» si è ridotto «a 4,5 perché ne sono stati spostati 3,5 nella Valle del Foglia. Se si ri­tiene che i fondi per realizzare la ciclabile siano insufficienti, ci si faccia restituire il maltol­to».

La conferma - Intervento della Fattori giudi­cato inappropriato, nella lettu­ra della associazione Fvm, an­che in riferimento all’iter par­lamentare «con due commis­sioni di Camera e Senato che dopo tre mesi di lavori sull’ag­giornamento di programma tra MIT ed RFI hanno confer­mato che bisogna ripristinare le diciotto linee elencate dalla legge 128/2017 e tra queste la priorità va data alla ferrovia Fano-Urbino. Il tutto avallato dal Ministro dei Trasporti De Micheli». A scorrere le parole della componente della mag­gioranza fanese sembrerebbe «Forse ci sono passaggi importanti di cui non sa odi cui magari fa finta di non sapere»  poi di cogliere «che associazio­ni, partiti, movimenti che per anni hanno perorato la causa della Fano-Urbino, convincen­do ministri, sottosegretari, pre­sidenti di commissione, esper­ti del Ministero dei Trasporti, fino a farla assurgere a ferro­via turistica» non si fossero serviti nella loro opera di per­suasione di «dati certi, studi approfonditi e numeri reali».

Il dualismo - E’ però anche nel modo di ac­costarsi all’argomento e nel tracciare una sorta di duali­smo tra ciclabile e ferrovia che la Fattori «non sa o fa finta di non sapere». Per l’associazione Fvm nessun dubbio infatti che «ragionare di infrastruttu­re e trasporti in termini alter­nativi tra una ferrovia ed una ciclabile», insistendo sulle po­sizioni di chi si ostina ad escludere «una capitale del Rinasci­mento dalla rete ferroviaria nazionale così da impedire a una larga parte della popola­zione di visitare il centro cultu­rale più importante delle Mar­che», si configuri come «vero sintomo di ignoranza».  Andrea Amaduzzi

Da: Corriere Adriatico del 11/6/2020

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«LA FERROVIA FAVORISCE L’ECONOMIA DELLE AREE INTERNE»

L’associazione per il ripristino della Fano-Urbino stimola Minardi sul suo stesso progetto

ILCONFRONTO  -  URBINO La riattivazione della Fano - Urbino quale antidoto al declino dell’entroterra e chi dice di volersi battere per que­sta giusta causa non può far finta che non sia così. Nell'apprendere dell’iniziativa del vi­cepresidente del consiglio re­gionale Renato Claudio Minar­di orientata proprio a contrastare «rischio spopolamento, riduzione dei servizi e impove­rimento dei tessuti economico - produttivi» che minacciano le aree interne, l'associazione Ferrovia Valle Metauro si agita tra compiacimento e dubbio. Perché in quella mozione vede rispecchiate le proposte avan­zate negli anni ma la considera­zione immediatamente succes­siva che lo stesso Minardi non abbia in passato mostrato il mi­nimo entusiasmo verso «la leg­ge sulle ferrovie turistiche, né del finanziamento da un milio­ne di euro che la senatrice Accoto è riuscita ad inserire nell’aggiornamento del contratto di programma 2018-2019 tra Mit ed Rfì», mentre si è spe­so «per realizzazione di una ci­clabile, vantandosi dei 4,5 mi­lioni ottenuti», induce a sospet­tare che più che «il frutto di una inversione di rotta del par­tito nel quale milita» certe posi­zioni rientrino nel repertorio «della campagna elettorale che imperversa». Sempre straconvinta che il ripristino della linea ferroviaria rappresenti «il primo mattone per dare impulso ad una vera ripresa dell'economia dell’entroterra metaurense», la Fvm invoca al­lora in nome della chiarezza un concreto mutamento nell'atteggiamento politico-isti­tuzionale che prenda atto «del valore economico e sociale dell'infrastruttura e della sua l’importanza come volano per l’economia e per evitare lo spo­polamento» proprio per la sua capacità «di attirare interessi imprenditoriali» sconosciuta invece «ad una pista ciclabile che comprometterà la ferro­via». Nessun pregiudizio verso le ciclabili che però «sono importanti per spostarsi in città, non per arrivare ad Urbino», sostiene ancora l’associazione, che prende a parametro «esempi straordinari di linee ferroviarie del tutto simili alla Fano - Urbino» come la Ascoli - San Benedetto «che fanno gua­dagnare Trenitalia, fanno ri­sparmiare i cittadini, riducono l’inquinamento e il traffico».  Andrea Amaduzzi

Da: Corriere Adriatico del 21/6/2020

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FIAB: "SFRUTTARE IL SEDIME ABBANDONATO DELL’EX FERROVIA PER UNO SVILUPPO INTEGRATO DELLA VALLE DEL METAURO"

Fano 30/06/2020 - Non sorprende che la posa della fibra ottica sia in forte ritardo anche nella nostra provincia. Già nel 2015 il quotidiano La Stampa riportava che, per scavare una trincea di 10 km, in Italia occorrevano anche 23 permessi, spesso accompagnati dalla richiesta di sistemare tutta la strada interessata dal semplice passaggio di un tubo largo una decina di centimetri a una profondità di circa 40; problemi evidentemente non superati neanche dal cosiddetto regolamento scavi che doveva semplificare i lavori grazie a minitrincee. Risultato? Italia agli ultimi posti in Europa in un servizio essenziale per imprese e famiglie!
Eppure è noto che lo sviluppo della banda larga va di pari passo con la crescita del PIL e dell'occupazione; oggi il progresso viaggia non solo sulle ruote ma soprattutto su “autostrade informatiche”.

Esempi positivi esistono anche in Italia e dipendono dalla capacità di superare resistenze burocratiche e posizioni ideologiche, come nella valle del Metauro dove, sfruttando il sedime abbandonato dell’ex ferrovia, si potrebbero cablare circa 50 km tra costa ed entroterra: una sola autorizzazione dalla proprietà (RFI), nessun incrocio con altri sottoservizi, zero impatto ambientale ed enorme risparmio di tempo e denaro; l’ipotesi è già stata trasmessa agli Uffici regionali auspicando che se ne tenga conto nel progetto esecutivo della pista ciclopedonale prevista lungo i binari.

La pandemia, le norme anticontagio e l’improvvisa esplosione del telelavoro hanno moltiplicato la richiesta di fibra ottica alla cui posa già un paio di anni fa erano interessati investitori privati che potrebbero fare la loro parte in un progetto vantaggioso per l’economia e la qualità della vita in particolare nelle aree interne penalizzate dall’isolamento. Un’occasione imperdibile per realizzare un’infrastruttura, forse tra le prime in Italia, che integra mobilità sostenibile e connessioni via cavo; un esempio di come si possono raggiungere gli obiettivi europei abbattendo burocrazia e procedure troppo complesse.  FIAB Marche

Da: https://www.viverefano.com/2020/07/01/fiab-sfruttare-il-sedime-abbandonato-dellex-ferrovia-per-uno-sviluppo-integrato-della-valle-del-metauro/805681/

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I TRENI DI ITALO TORNANO SULLA LINEA ADRIATICA, MA NIENTE FERMATE A FANO

Dal 2 luglio i treni di Italo torneranno a fermarsi a Rimini, Pesaro e Ancona. Il tentativo dell'Associazione FVM di sollecitare la compagnia ferroviaria.

Di Il Metauro 1 Luglio 2020

FANO – “Dal 2 Luglio i treni Italo torneranno a raggiungere la costa Adriatica con 6 servizi al giorno collegando rapidamente Milano a Pesaro ed Ancona, oltre ad Italo per tutta l’estate si aggiungeranno le consolidate Frecce estive di Trenitalia che consentiranno agli abitanti di Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto di arrivare comodamente alle città turistiche di Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro, Senigallia e Ancona.

Come sempre – affermano i rappresentanti dell’Associazione Ferrovia Valle Metauro – Fano rimane esclusa dai collegamenti di qualità ferroviaria, penalizzata ulteriormente dalle scarse coincidenze dei treni regionali con i treni di rango superiore. Quando NTV, all’inizio della primavera, decise di effettuare servizi estivi sulla linea adriatica gli inviammo immediatamente una PEC suggerendogli di considerare anche la stazione di Fano, una città che rappresenterebbe molteplici vantaggi in termini di utenza. La città di Fano, città d’arte e della romanità, è la terza città delle Marche con oltre 60mila abitanti, approdo a mare per gli oltre 125.000 abitanti della vallata; ha avuto un incremento delle presenze alberghiere del 12 %circa (2019 su 2018) con 508.000 presenze, e un discreto numero di strutture ricettive (la sola Fano ne conta 415 di cui 38 hotel, 11 camping, 85 B&B, ecc.). Il mare è raggiungibile a piedi dalla stazione Ferroviaria distante circa 300 m.  Fano è il naturale approdo dell’utenza di tutti i caratteristici borghi della Valle del Metauro-Via Flaminia dove trasudano le ricchezze storiche ed enogastronomiche che renderebbero interessante e unica la vostra iniziativa di rendere operativa una fermata. A causa delle limitate coincidenze ferroviarie sarebbe poco appetibile il trasferimento viaggiatori nella vicina stazione di Pesaro per usufruire dei treni Italo. E’ un dato di fatto che gran parte dei viaggiatori che usufruiscono dei treni veloci a Pesaro proviene infatti dalla Valle del Metauro e dalla Valle del Cesano, che troverebbero sicuramente più vantaggioso salire o scendere direttamente alla stazione di Fano. La stazione di Fano, da sempre trascurata dal trasporto ferroviario di lunga percorrenza di fascia medio alta, potrebbe agevolare un significativo processo di fidelizzazione della clientela con un basso rischio economico considerata l’assenza di competitors.

La stazione di Fano è l’estremità ferroviaria della ferrovia turistica  Fano-Urbino che amplificherebbe mediaticamente l’intuizione di riattivare dei treni sull’adriatico attribuendo ad NTV il duplice ruolo di operatore ferroviario e turistico, attività certamente complementare alle naturali operazioni di marketing per far conoscere alla nuova clientela i servizi e le potenzialità di NTV. Iniziativa ovviamente velleitaria – conclude l’Associazione – perché NTV, come Trenitalia, non tratta con le associazioni, ma con i rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali che invece continuano a disinteressarsi del trasporto ferroviario sia come vettore per il TPL che per il turismo.  Così anche nel 2020 Fano persevera a non ottenere la qualifica di località turistica previlegiata dal servizio di almeno un treno di qualità a differenza di Pesaro, Senigallia e Ancona”.

Da: https://www.ilmetauro.it/i-treni-di-italo-tornano-sulla-linea-adriatica-ma-niente-fermate-a-fano/

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«AL MASSIMO AVREMO LA CICLABILE FANO-CUCCURANO»

E' quanto sostiene la consigliera Lucia Tarsi di Fano Città Ideale

«Altro che pista ciclabile Fano- Urbino, al massimo avremo la Fano-Cuccurano. Con i 4 milio­ni e mezzo previsti dalla Regio­ne non si riusciranno a realizza­re più di 6 chilometri di ciclabi­le». E' quanto sostiene la consi­gliera Lucia Tarsi (Fano Città Ideale) alla luce delle indicazio­ni di Rfi: «Il costo medio per la realizzazione di una ciclabile in piano è di circa 400 euro al me­tro, le prescrizioni imposte da Rfi (impossibilità di utilizzare ponti e gallerie, necessità di riempire e ripianare di eventuali fossi, realizzazione di un sotto- passo di almeno 200 metri con pendenza del 5% in corrispon­denza della strada realizzata a compensazione della terza corsia dell'autostrada A14,) faranno lievitare I costi a 700 euro al me­tro. In tal caso il finanziamento previsto di 4 milioni e mezzo di euro consentirebbe di realizza­re un massimo di 6400 metri di ciclabile, quindi di arrivare fino a Cuccurano». «La stessa Rfi - aggiunge Tarsi - suggerisce in alternativa, di sviluppare una so­luzione progettuale che renda indipendente il percorso ciclabi­le rispetto alla infrastruttura fer­roviaria esistente». Tarsi, che ha presentato una interrogazio­ne, porta alla luce anche quanto suggerito dalla conferenza dei servizi del scorso febbraio «sul­le interferenze della futura pista ciclabile con la viabilità comuna­le tanto da prevedere la presen­za di semafori a chiamata per l'attraversamento di via Papiria e di via Canale Albani». La consigliera, nella sua interrogazione, ricorda che «per lo studio di fat­tibilità della Fano-Urbino è stato previsto un miliardo di euro, confermato e reso disponibile nel Decreto Semplificazioni e che sul recupero ai fini turistici della ferrovia si sono espresse ie competenti commissioni del­la Camera e del Senato». an. mar.

Da: Il Resto del Carlino del 12/7/2020

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«LA CICLABILE SULLA FERROVIA FA LIEVITARE I COSTI»

D’Anna e Tarsi sollevano dubbi per sottopasso e semafori sul progetto di pista di 10 chilometri

La stessa RFI suggerisce di sviluppare una soluzione indipendente dalla linea ferrata

L’NFRASTRUTTURA

FANO - Elementi di criticità nel progetto sulla pista ciclabile di 10 chilometri lungo la vecchia ferrovia Fano-Urbino. Li rileva­no i consiglieri comunali d’opposizione Lucia Tarsi e Gian­carlo D'Anna, della lista Fano Città Ideale, che ne chiedono conto al sindaco Massimo Seri. A loro giudizio il percorso riser­vato alla mobilità leggera do­vrebbe essere svincolato dalla tratta dismessa, che invece sa­rebbe da sfruttare per una linea turistica come stabilito dalla legge Iacono, in vigore dal 7 set­tembre 2017».

Il parere del Comune - Prima ragione di perplessità so­no, secondo Tarsi e D’Anna, i semafori a chiamata in corrispondenza dell'attraversamen­to ciclabile in via Papiria e via Canale Albani, suggerito dall'amministrazione fanese nel suo parere riguardo al pro­getto della ciclabile: - Sono effettivamente compatibili e funzio­nali rispetto ai flussi di traffico delle due arterie viarie, fondamentali per il traffico in ingres­so e uscita dalla città?». I due consiglieri d'opposizione chiedono inoltre per quali motivi non si sia considerato un pro­getto svincolato dalla tratta dismessa. come suggerirebbero le indicazioni di Rete ferrovia­ria italiana RFI.  L’intervento riporta un parere dell'ente: -Si ri­tiene opportuno, in alternativa, sviluppare una soluzione progettuale che renda indipendente il percorso ciclabile rispetto all'infrastruttura ferroviaria esistente». In linea generale Tarsi e D'Anna vogliono sapere se siano stati valutati tutti gli svantaggi e tutte le criticità», in particolare i costi. Entrambi i consiglieri sostengono infatti che «risultino estremamente onerose» le modifiche da realiz­zare in ottemperanza alle pre­scrizioni di Rfi. Secondo i loro calcoli il costo medio dell'opera lieviterebbe da circa 400 a 700 euro al metro: «In tal caso il fi­nanziamento previsto di 4 mi­lioni e mezzo consentirebbe di realizzare al massimo 6.400 metri di ciclabile. La valutazio­ne globale dei carichi di spesa consente dunque di valutare su­bito che l'importo stanziato sa­rà appena sufficiente a raggiun­gere i confini del territorio comunale fanese».

Quali sarebbero i costi che spostano i conti? Tarsi e D’An­na li individuano nella necessi­tà di opere ex novo su alcuni tratti (la ciclabile non può uti­lizzare ponti e gallerie esisten­ti), di riempirne o spianarne al­tri e di realizzare un sottopasso di almeno 200 metri. Particola­re attenzione è dedicata proprio a quest'ultimo aspetto: «La conferenza dei servizi risalente al febbraio scorso precisava che nel territorio di Fano, in corrispondenza della strada realizzata a compensazione della terza corsia A14, occorre realizzare un nuovo sottopas­so. Il tracciato della ferrovia ri­sulta infatti interrotto dalla strada compensativa e poco più avanti sarà necessario realizzare un sottopasso con pen­denza del 5 per cento. Sono inoltre evidenziate alcune interferenze con la viabilità co­munale di Fano». La conclusio­ne raggiunta dalla conferenza dei servizi è che «in uno o due casi si propone in alternativa una regolamentazione semafo­rica». Quindi si riproporrebbe­ro «gli stessi motivi di criticità che, nel passato, avevano crea­to tanti disagi a causa dei pas­saggi a livello» In conclusione Tarsi e D’Anna vogliono sapere se sia «realizzabile il sottopasso suggerito da Rfi, se i costi siano a carico del Comune e dove siano previsti eventuali espro­pri.  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 13/7/2020

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MOZIONE N. 706 PRESENTATA IN DATA 15 GIUGNO 2020 A INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE FABBRI

Riattivazione tratti ferroviari Fano-Urbino, Pergola-Fabriano, Ancona Centrale-Marittima, e nuova progettazione Ferrovia Subappenninica

L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE

Premesso che:

· la linea ferroviaria Fano - Urbino, che risale la Valle del Metauro per 48.7 km, è stata sospesa al servizio viaggiatori con DM 110/T del 24/07/1986 dal 1987;

· la linea ferroviaria Fabriano-Pergola dal novembre 2013, è oggetto di sospensione del servizio da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) n seguito ad un modesto dilavamento, causato da precipitazioni, che ha coinvolto un limitato tratto di sedime ferroviario in località Monterosso di Sassoferrato;

· la tratta ferroviaria Ancona Centrale-Ancona Marittima è stata dismessa, nonostante il Piano Regionale del Trasporto Merci e della Logistica approvato con Delibera di Consiglio n. 51 il 3 luglio 2012, tendesse a potenziare e migliorare i collegamenti ferroviari, ottenendo come risultato la soppressione del servizio passeggeri per oltre 600 persone che ogni giorno si servivano del treno per raggiungere il centro cittadino. Una scelta che inficia il progetto più vasto di “uso metropolitano della ferrovia” che si poteva avvalere delle fermate di Falconara Stadio, Ancona Torrette, Ancona Stadio, Ancona Aspio e la progettazione della fermata di Falconara Aeroporto;

Rilevato che:

· Nell’agosto 2017, il Parlamento ha approvato definitivamente la legge 128/2017, le cui finalità sono la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d'arte e pertinenze. L’art. 2, comma 2, lettera t) individua la ferrovia Fano-Urbino come tratta ferroviaria ad uso turistico;

· la ferrovia Fano-Urbino è finanziata per 1 milione di euro nell’ambito del contratto di programma con il gestore (schema di aggiornamento 2018-2019 al contratto di programma - parte investimenti 2017-2021 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana Spa) assolvendo la condizione dell’art. 2, comma 3 della legge 128/2017;

· nella seduta del 6 maggio 2020, l’ottava Commissione Permanente (Lavori Pubblici) del Senato ha espresso parere favorevole con osservazioni allo schema di aggiornamento di cui sopra, segnalando esplicitamente l’importanza della riattivazione della ferrovia Fano-Urbino; inoltre, nel parere si raccomanda al Governo di procedere ad una ricognizione dello stato delle ferrovie turistiche e delle risorse necessarie per il mantenimento o il ripristino delle linee maggiormente degradate, valutando altresì la possibilità di un ripristino ad uso turistico o come metropolitana di superficie delle linee dismesse;

· nella seduta del 7 maggio 2020, la nona Commissione Permanente (Trasporti) della Camera ha espresso parere favorevole con osservazioni allo schema di aggiornamento di cui sopra, auspicando che prosegua il programma di valorizzazione turistica delle ferrovie minori, che già vede uno stanziamento di 114 milioni di Euro;

· nell’articolazione del programma di riattivazione delle ferrovie turistiche si sono già individuati i fabbisogni a finire della ferrovia Fano-Urbino che ammontano a 44,5 milioni che saranno stanziati nei prossimi aggiornamenti del contratto di programma tra MIT e RFI;

Considerato che:

· più volte è stata manifestata l’intenzione da parte di alcuni Consiglieri della Maggioranza di modificare il tracciato della ferrovia Fano-Urbino costruendo ad 1.5m dalla rotaia una pista ciclabile con annessa rete di separazione e applicando sui viadotti delle passerelle a sbalzo;

· esistono altre possibilità di costruire ciclabili nella Valle del Metauro senza interferire con il sedime ferroviario, come tra l’altro in progetto per le ciclovie dell’Esino (AN), del Chienti (MC) e del Tronto (AP);

· la linea ferroviaria Fano-Urbino, collega la costa ad una realtà urbana di eccezionale valore storico-artistico come Urbino, città natale di Raffaello, il cui centro antico è stato inserito dal 1998 tra i siti UNESCO;

Ritenuto che:

· l’interesse per il trasporto su ferro stia crescendo sotto il profilo di vero e proprio servizio pubblico (come ad esempio dimostra la richiesta pressante mossa da più parti politiche, sociali e imprenditoriali circa la realizzazione del raddoppio del binario del tratto Falconara-Orte);

· il trasporto su ferro sia in ogni caso da potenziare all’interno del territorio regionale, in quanto considerabile un volano di sviluppo economico e sociale;

· il progetto di Ferrovia Subappennina Italica relativo alla realizzazione di una dorsale alternativa alla linea costiera Adriatica, che da Santarcangelo di Romagna attraversi la Valmarecchia, per collegare Urbino, Pergola, Fabriano, sia utile per lo sviluppo dell’intero entroterra Marchigiano, e che potrebbe essere ripreso e completato in funzione del collegamento tra Fabriano, Macerata e Civitanova Marche, unendo tra l’altro le 3 Università dell’entroterra;

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE:

1. a promuovere in tutte le sedi istituzionali il ripristino delle tratte ferroviarie Fano-Urbino, Pergola-Fabriano e Ancona Centrale-Marittima;

2. a procedere, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana, alla rivalutazione strategica dell’utilità di progettazione di una linea interna che riprenda il percorso della Ferrovia Subappenninica.

(Mozione approvata, 11 favorevoli su 31, nessun contrario, nessun astenuto nella seduta n.171 del 21/07/2020)

Da: https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/atti_di_indirizzo_e_controllo/mozioni/index.php?azione=ricerca&leg=X&numero=706/20

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Consiglio Regionale

Assemblea legislativa delle Marche

ESTRATTO PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 14 LUGLIO 2020, N. 170

PRESIEDE IL VICEPRESIDENTE RENATO CLAUDIO MINARDI

CONSIGLIERI SEGRETARI BORIS RAPA E MIRCO CARLONI

Assiste il Segretario dell’Assemblea legislativa Maria Rosa Zampa

Alle ore 10,35 nella sala assembleare di via Tiziano n. 44, ad Ancona, il Presidente dichiara aperta la seduta dell’Assemblea legislativa.

O M I S S I S

Il Presidente passa alla trattazione del punto iscritto all’ordine del giorno che reca:

MOZIONE N. 615 ad iniziativa del Consigliere Zaffiri, concernente: “Realizzazione Ferrovia turistica Fano-Urbino”;
INTERROGAZIONE N. 1032 ad iniziativa del Consigliere Rapa, concernente: “Progetto di fattibilità per arretramento ferrovia adriatica”.

(abbinate ai sensi e per gli effetti dell’articolo 144 del Regolamento interno)

Discussione generale

O M I S S I S

Conclusa la discussione generale, il Presidente pone in votazione, la mozione n. 615. L’Assemblea legislativa regionale approva, all’unanimità, la mozione n. 615, nel testo che segue:

Premesso che

· la ferrovia Fano-Fermignano fu costruita dalle Ferrovie Padane, la tratta fino a Fossombrone fu completata nel 1914 e nel 1915 fu estesa fino a Fermignano con allaccio all’allora esistente ferrovia statale Fabriano-Urbino, inaugurata nel 1898;

· dopo alterne vicende, la ferrovia fu distrutta dai tedeschi in ritirata nel 1944 e solo nel 1956 si riuscì a ripristinare il collegamento diretto da Fano-Fermignano-Urbino;

Rilevato che

· la linea ferroviaria Fano-Urbino fu sospesa al servizio viaggiatori dal 1987 a seguito del DM 110/T del 24 luglio 1986;

· con un atto di intesa del 9 marzo 2009 firmato tra gli altri dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Regione Marche è stato previsto il rilancio del sistema ferroviario nelle Marche e tra questi il ripristino della linea ferroviaria Fano-Urbino come servizio di metropolitana leggera;

· con delibera del Consiglio provinciale di Pesaro-Urbino n.15/2009 veniva chiesto alla Regione il ripristino della linea ferroviaria suddetta;

· il Presidente della Provincia con nota P.G. 20401/10 dell’8 maggio 2010 chiedeva di riprendere l’iter di dismissione sospeso dal 2005 per realizzare una pista ciclabile, ma contemporaneamente introdurre la previsione di una linea ferroviaria da Fano ad Urbino ex-novo;

· il 28 giugno 2010 la Provincia di Pesaro Urbino ha trasmesso alla Regione Marche e a RFI la delibera di Giunta provinciale n. 217 con cui si chiedeva di procedere alla dismissione definitiva con la concessione alla Provincia stessa dell’area di sedime per adibirla a pista ciclabile;

· il Presidente della Provincia, con nota 71319 del 23 settembre 2011, ha invitato ulteriormente la Regione ad esprimere al Ministero il parere per la dismissione, comunicando anche l’approvazione del proprio piano strategico nel quale prevedeva l’investimento per una pista ciclabile;

· la Regione Marche con delibera di Giunta Regionale n. 1372 del 17 ottobre 2011 ha espresso parere favorevole alla dismissione;

· il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il D.M n. 430 del 15 dicembre 2011, ha autorizzato la dismissione della tratta ferroviaria;

· il Consiglio regionale delle Marche il 10 febbraio 2015 ha approvato la mozione 760 impegnando il Presidente della Regione Marche ad attivare le procedure per revocare il decreto di dismissione ministeriale D.M n.430 del 15 dicembre 2011;

il Presidente della Giunta regionale in data 5 maggio 2015, con lettera n. 315133 ha richiesto al Ministero delle Infrastrutture la revoca del decreto di dismissione n. 430 del 15 novembre 2011 in ottemperanza alla summenzionata mozione 760 del 10 febbraio 2015;

· il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in data 3 luglio 2015, con lettera n. 0002197, ha rigettato la domanda di revoca alla suddetta lettera n. 315133 del 5 maggio 2015, ritenendo che allo stato attuale tale domanda non presenti i requisiti per l’accoglimento;

· la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica Italiana hanno approvato il 9 agosto 2017 la legge 128/2017.

Tale legge ha come finalità la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d'arte e pertinenze. L'articolo 2 comma 2 lettera “t” individua la ferrovia Fano-Urbino come tratta ferroviaria ad uso turistico;

Considerato che

· la Regione Marche non ha richiesto l’esclusione della ferrovia Fano-Urbino dalle ferrovie turistiche, con propria delibera trasmessa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro centocinquanta giorni dall’entrata in vigore della legge 128/2017 come previsto dall’ articolo 2 comma 3;

· la ferrovia Fano-Urbino è finanziata per Euro 1.000.000 (un milione di euro) nell’ambito del contratto di programma con il gestore (aggiornamento contratto di programma 2018-2019 dello schema di contratto di programma 2017-2021- Parte investimenti tra Ministero dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana Spa) assolvendo la condizione dell’articolo 2 comma 3 della legge 128/2017;

Rilevato altresì che attraverso gli organi di stampa si è appreso che la Regione si appresta a modificare il tracciato della ferrovia Fano-Urbino costruendo ad 1.5m (un metro e mezzo) dalla rotaia una pista ciclabile con annessa rete di separazione e sui viadotti intende applicare delle passerelle a sbalzo;

Visto che esistono altre possibilità di costruire ciclabili nella Valle del Metauro senza interferire con le ferrovia come ad esempio la ciclovia dell’Esino ( AN), la ciclovia del Chienti (MC), la ciclovia del Tronto (AP);

Tenuto conto che

· l’associazione FVM ferrovia Valle Metauro ha già trasmesso in Regione Marche un progetto di ciclabile in affiancamento alla ferrovia Fano-Urbino, che non altera il tracciato ferroviario e le sue opere d’arte, dal costo non superiore a quello previsto dalla Regione Marche;

· esiste anche la possibilità di costruire una ciclabile a vocazione turistica e naturalistica lungo gli argini del fiume Metauro;

Atteso che

· la linea ferroviaria Fano-Urbino, direttamente connessa alla direttrice adriatica, collega la Valle del Metauro ad una realtà urbana di eccezionale valore storico-artistico come Urbino, città natale di Raffaello, il cui centro antico è stato inserito dal 1998 tra i siti UNESCO, e rappresenta una meta turistica unica al mondo; è anche sede di un’antica e prestigiosa Università e di altre istituzioni didattiche superiori. L’infrastruttura diviene quindi di fondamentale importanza per fornire una soluzione sostenibile alla domanda di trasporto turistico e pendolare, favorendone ed assorbendone anche un eventuale notevole incremento;

· le città di Fano, Fossombrone, Fermignano, connesse direttamente alla ferrovia Metaurense hanno un patrimonio culturale, artistico, archeologico rilevante ma per difficoltà logistiche non hanno possibilità di sviluppare sinergie tra loro e con Urbino; fra l’altro da Fossombrone ad Urbino il territorio non è antropizzato e lascia intravedere paesaggi di superba bellezza;

· la ferrovia Fano-Urbino rappresenta una parte della memoria del territorio. Il tracciato, ponti, i viadotti e le gallerie della ferrovia Fano-Urbino costituiscono un patrimonio architettonico ed ingegneristico di enorme valore culturale che incontra sempre più l’interesse di appassionati e studiosi costituendo essa stessa un’attrattiva turistica;

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

a proteggere la ferrovia Fano-Urbino salvaguardando il tracciato ferroviario e le sue opere d’arte come previsto dalla legge 128/2017 e ad attivarsi alla realizzazione della ferrovia turistica incrementando i finanziamenti statali anche con fondi propri”.

IL PRESIDENTE

F.to Antonio Mastrovincenzo

I CONSIGLIERI SEGRETARI

F.to Boris Rapa

F.to Mirco Carloni

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LEGA FERMIGNANO DICE SÌ AL RIPRISTINO IMMEDIATO DELLA FERROVIA FANO-URBINO

Di  Redazione Flaminia    15 Luglio 2020 

Il gruppo Lega Fermignano coglie con entusiasmo l’approvazione della mozione del consigliere Lega Sandro Zaffiri riguardo la ferrovia Fano-Urbino; noi siamo convinti che ci sia la reale possibilità di avere un collegamento veloce e sicuro tra l’entroterra e la costa, non è possibile avere più ritardi per la nostra viabilità riutilizzando una infrastruttura già esistente abbandonata a se stessa, sollecitiamo l’amministrazione Pd Feduzi ad attivarsi fin da ora per sollecitare enti e regione preposti nel muoversi in un’unica direzione, che è quella di riportare nella città di Fermignano non solo un trasporto ma un servizio importantissimo per far uscire la nostra città da un ingiusto isolamento. La Lega Fermignano si attiverà in tutte le sedi opportune per portare avanti la battaglia della mobilità dolce, dove FVM si è distinta per impegno e costanza nel battersi per un sacrosanto diritto, la mobilità pubblica! Le piste ciclabili vengano fatte a fianco delle strade già esistenti, sì al ripristino immediato della ferrovia Fano-Urbino con convinzione!

Da: https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2020/07/15/lega-fermignano-dice-si-al-ripristino-immediato-della-ferrovia-fano-urbino/?fbclid=IwAR3rzO1G3U6EkzmdhZZUg6O4RZ009WoC6lpEFa-v1cczau5b6_QG-PJv8J0

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IL FUTURO LUNGO LA VECCHIA FERROVIA "I BINARI DIVENTANO PISTA CICLABILE"

L’associazione Presidio civico lancia la proposta ai Comuni I Bersaglieri ciclisti hanno già individuato il percorso

Pubblicato il 21 luglio 2020

Recuperare il tracciato dismesso dell’ex ferrovia Lucca-Pontedera, parzialmente distrutto dagli eventi bellici del secolo scorso, per realizzare una Greenway che potrebbe inserirsi intorno al percorso della Ciclopista dell’Arno. Questo l’obiettivo dell’associazione Presidio civico di Pontedera e del suo presidente, l’avvocato Alberto Andreoli. Per sensibilizzare la cittadinanza, il numero uno di Presidio civico Pontedera ha richiesto la collaborazione del gruppo Bersaglieri ciclisti dell’Associazione nazionale bersaglieri di Pontedera (Lorenzo Ciompi, Andrea Masi, Alessio Matteini, Alessandro Boscaini) i quali avrebbero verificato ed individuato un itinerario che partendo dal Museo Piaggio ripercorre fedelmente il tracciato dell’antico tratto della ferrovia dismessa, attraversando i comuni di Calcinaia, Bientina, Buti, fino ad arrivare a Lucca. Durante il tragitto sono stati visitati numerosi siti dove si possono ancora ammirare i resti e le rovine delle vecchie stazioni ferroviarie ed in particolare della galleria Subalvea che si trova in località Castelvecchio, utilizzata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per collocare al suo interno il famigerato cannone ferroviario tedesco Leopold, trasportato dopo la guerra negli Usa.

"Con una minima spesa – afferma il presidente Alberto Andreoli – i comuni interessati potrebbero bonificare le varie zone ed utilizzare i sentieri naturali ed il sedime della vecchia ferrovia come pista ciclabile, limitandosi ad installare una segnaletica informativa e turistica. Con rammarico è stato anche notato che parte del tracciato è stato occupato da manufatti amovibili e in alcuni casi con vere e proprie discariche di rifiuti che dovrebbero essere quanto meno sottoposti a verifica da parte delle autorità competenti. Con l’auspicio che l’iniziativa possa essere presa in considerazione, la mappa del percorso realizzata con la collaborazione del geometra Giovanni Orsini, resta a disposizione del Comune di Pontedera per valutare la fattibilità della realizzazione di questa pista ciclabile".

Da: https://www.lanazione.it/pontedera/cronaca/il-futuro-lungo-la-vecchia-ferrovia-i-binari-diventano-pista-ciclabile-1.5341077    Cfr. https://www.ferrovieabbandonate.it/linea_dismessa.php?id=33

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«SÌ ALLA CICLABILE MA SVINCOLATA DALLA FERROVIA»

Città Ideale «Gli obblighi imposto da Rfì faranno lievitare i costi»

IL DIBATTITO - FANO Sì alla pista ciclabile che colleghi Fano agli altri Comuni della Valmetauro, purché sia svincolata dalla linea ferroviaria Fano-Urbino. Lo sostengono Lucia Tarsi e Giancarlo D’Anna, consiglieri comunali d’opposizione per la lista Fano Città Ideale. Dopo avere analizzato le prescrizioni imposte da Rete Ferroviaria Italiana (Rfì), ne deducono che lieviteranno i costi previsti dal progetto della Regione. «Altro che Fano-Urbino, nel frattempo ridotta a Fano-Tavernelle. Se ci andasse bene, avremmo al massimo una ciclabile Fano-Cuccurano».

La richiesta di modificare il «tracciato della ciclabile, in modo da impedire che con 4 milioni e mezzo siano realizzati solo 6 chilometri e mezzo di percorso», è stata presentata durante un recente consiglio comunale, insieme con l’indicazione di altre possibili criticità. I lavori ai fossi, il divieto di usare ponti e gallerie esistenti, la costruzione di sbalzi sui viadotti, un sottopasso di 200 metri in corrispondenza delle opere compensative, del costo minimo stimato in mezzo milione. «Per quanto riguarda le intersezioni tra pista ciclabile e rete viaria - proseguono Tarsi e D’Anna - sarà necessario impiantare semafori sugli attraversamenti dei principali assi: via Papiria, via Canale Albani, via Piceno, strade attraversate da una media stimata di oltre 30.000 veicoli al giorno. Gli obblighi imposti da Rfì faranno  quindi lievitare i costi. E per completare l’opera, dovrà comunque essere realizzato un consistente numero di espropri, pari a 270.000 euro. Costi a carico dei Comuni». Tarsi e D’Anna concludono che il loro «appello alla ragionevolezza» non è stato ascoltato dalla maggioranza consiliare di centrosinistra, invece «sarebbe stata una perfetta occasione per salvaguardare sia il ripristino della Fano-Urbino, futura metropolitana di superficie, sia la ciclovia del Metauro».  os.sca

Da: Corriere Adriatico del 29/7/2020

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VITRI: "RIATTIVARE LA TRATTA FERROVIARIA FANO-FOSSOMBRONE-URBINO E ALLUNGARLA FINO A VALLEFOGLIA E PESARO"

29/07/2020 - Riattivare assolutamente la tratta ferroviaria Fano-Fossombrone-Urbino e allungarla fino a Vallefoglia e Pesaro. «Non è un semplice desiderio, ma un progetto prioritario su cui la nuova giunta regionale dovrá impegnarsi».
A chiederlo è la candidata consigliere Micaela Vitri, nella lista Pd per Maurizio Mangialardi presidente, che riprende così la proposta già avanzata dai senatori Giorgio Londei, presidente dell’associazione Urbino Capoluogo, e Palmiro Ucchielli presidente dell’Unione Pian del Bruscolo.
«Finalmente ci sono le condizioni non solo per riaprire la tratta chiusa dal 1987, ma anche per estendere il suo percorso da Urbino fino a Vallefoglia. Nel 2017 infatti è entrata in vigore la legge 128, riguardante l'istituzione e la valorizzazione di ferrovie turistiche situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico, tra le quali è compresa proprio la ferrovia Fano-Urbino. Grazie anche all’associazione Ferrovie Valle Metauro, che da anni si batte per il ripristino, il percorso in molti tratti è completamente intatto.
Oggi più che mai dobbiamo battere il ferro finché é caldo. I costi per la riapertura sono stimati in circa 35 milioni e, esattamente un anno fa è già stato stanziato dallo Stato un milione di euro, tramite parere favorevole del CIPE, destinato allo studio di fattibilità per la riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino a fini turistici. Alla luce della candidatura di Pesaro e Urbino a capitale europea della cultura Unesco 2033, non si può prescindere da questa infrastruttura fondamentale, che potrà essere realizzata come una metropolitana di superficie. Basti pensare che lo scorso anno a Matera, capitale della cultura europea, che era quasi isolata, è sorta completamente ex novo una delle stazioni ferroviarie più belle d’Italia progettata da Stefano Boeri.
Ecco perché ora non dobbiamo solo sognare, ma lavorare per rendere finalmente concreta una infrastruttura fondamentale per il nostro territorio». Da Comitato Micaela Vitri

Da: https://www.viverepesaro.it/2020/07/30/vitri-riattivare-la-tratta-ferroviaria-fano-fossombrone-urbino-e-allungarla-fino-a-vallefoglia-e-pesaro/815844

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LE MARCHE IN TRENO, MA SOLAMENTE DA ANCONA IN GIÙ

Inaugurata la nuova fermata "Macerata Università" sulla linea Civitanova-Albacina, recentemente elettrificata.

Di Alessandro Marconi 30 Luglio 2020

MACERATA – È stata inaugurata la nuova fermata ferroviaria “Macerata Università”. Ebbene si, siamo nelle Marche, regione governata dallo stesso Partito Democratico che nel nord della regione vuole trasformare in pista ciclabile la ferrovia Fano-Urbino, quest’ultima città patrimonio dell’Unesco e sede universitaria. Un futuro incerto che riguarda anche la linea Pergola-Fabriano chiusa da tempo. Una importante novità per Macerata e la sua provincia. Realizzata in località Vallebona, in corrispondenza dell’Ateneo maceratese, serve il polo universitario, caratterizzato da un’utenza di circa 2.600 studenti, oltre al personale docente e tecnico-amministrativo. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione Luca Ceriscioli, l’assessore regionale ai Trasporti Angelo Sciapichetti, il sindaco Romano Carancini e il rettore Francesco Adornato, autorità locali, insieme ai rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia.

 Da: www.ilmetauro.it del 30/7/2020

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 FERROVIA FANO-URBINO, PD FANO: "CICLOVIA SOLUZIONE RAGIONEVOLE"

Fano 30/07/2020 - È iniziata la campagna elettorale e si vede! E ancora una volta l’ex ferrovia Fano Urbino è buona per fare propaganda e spargere qualche informazione fuorviante.
Su questa infrastruttura abbandonata da 33 anni la soluzione è stata trovata e dovrebbe accontentare tutti; anche RFI, la proprietà che probabilmente nessuno ha contattato per sapere se ha cambiato idea, dopo che per decenni ha chiesto la chiusura definitiva di una linea che almeno dagli anni Sessanta non rientrava nei suoi piani; infatti, se non fosse intervenuta la Regione Marche, RFI avrebbe venduto a pezzi questo bene immobile. Quindi, niente treno, niente ciclabile, niente spazi sociali ma solo un affare per centinaia di privati lungo i binari.

Invece la soluzione c’è, ed è ragionevole perché innanzitutto conserva la cosa più importante, cioè il sedime, compresi traversine, binari e stazioni che, almeno a parere dei sostenitori del ripristino, sarebbero in buono stato; inoltre, un bene collettivo abbandonato viene restituito ai cittadini soprattutto come strada sicura, alternativa alla pericolosa statale; non si capisce quindi per quale motivo ciclisti e pedoni non dovrebbero utilizzare un bene che resterebbe abbandonato a tempo indeterminato, in attesa di un treno turistico che passerebbe solo per qualche giorno all’anno. Se poi si è preoccupati per la sicurezza in corrispondenza degli incroci (circa 100) con le strade, non ci sono problemi; dalle bellissime piste ciclabili del nord Italia si possono replicare soluzioni semplici e poco costose; nulla a confronto di quanto servirebbe invece per un treno, anche solo turistico: infatti, ad esempio, in ogni incrocio si dovrebbero realizzare dispositivi automatici oppure, in ambo i lati della strada, disporre persone incaricate di fermare il treno e dargli il via libera una volta bloccate le auto di passaggio. Per questo, la pista ciclopedonale va fatta lungo i binari esistenti, a meno che non si pretenda di far rischiare la vita sulla pericolosa Flaminia o mandare ogni volta lungo il Metauro chi dovesse fare qualche centinaio di metri tra Fano e Rosciano, Cuccurano e Lucrezia, ecc.

Le piste ciclabili sono strade come le altre e servono soprattutto per la mobilità quotidiana e non per fare passeggiate domenicali: i costi, calcolati dagli uffici regionali, sono sufficienti per arrivare a Tavernelle, essendo già disponibili 4,5 milioni che, se non spesi, andrebbero restituiti all’Europa. Ma conforta il fatto che, al di là delle appartenenze politiche, i sindaci dei Comuni interessati sono a favore della ciclabile, come la grande maggioranza delle associazioni ambientalistiche e dei cittadini.

Un elemento infine dovrebbe finalmente porre fine alla favola del trasporto pubblico locale su ferro, che oltretutto sarebbe in aggiunta alla capillare rete di autobus già in servizio: le norme di sicurezza non consentono di passare a raso nei centri abitati, senza contare il fatto che finora nessuno ha messo a disposizione gli enormi capitali necessari per rifare una ferrovia anche solo turistica che non interessa né a RFI, né alla Regione Marche né, almeno a quanto detto in un pubblico convegno, alla Fondazione che si occupa di ferrovie turistiche. (Cfr. http://www.siciliaintreno.org/index.php/legge-128-2017-ferrovie-turistiche/422-seminario-al-mit-sulle-ferrovie-turistiche-il-resoconto). Quindi, sì alla ciclabile lungo l’ex ferrovia, oggi. Sì alla ferrovia turistica, se e quando ci saranno le condizioni.

Da: https://www.viverefano.com/2020/07/31/ferrovia-fano-urbino-pd-fano-ciclovia-soluzione-ragionevole/816508

N.B. Sottolineate le parti omesse dal quotidiano Corriere Adriatico riportato più avanti. 

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«LA PISTA CICLOPEDONALE SOLUZIONE RAGIONEVOLE»

Il Pd replica a chi continua a chiedere il ripristino dell’ex ferrovia Fano Urbino

IL DIBATTITO  -  FANO II Partito democratico interviene sulla questione del mancato ripristino della ferrovia Fano Urbino. «E’ iniziata la campagna elettorale e si vede - sottolinea una nota del partito di Fano -! E ancora una volta l’ex ferrovia Fano Urbino è buona per fare propaganda e spargere qualche informazione fuorviante. Su questa infrastruttura abbandonata da 33 anni la soluzione è stata trovata e dovrebbe accontentare tutti; anche Rfì, la proprietà che probabilmente nessuno ha contattato per sapere se ha cambiato idea, dopo che per decenni ha chiesto la chiusura definitiva di una linea che almeno dagli anni Sessanta non rientrava nei suoi piani; infatti, se non fosse intervenuta la Regione Marche, Rfì avrebbe venduto a pezzi questo bene immobile. Quindi, niente treno, niente ciclabile, niente spazi sociali ma solo un affare per centinaia di privati lungo i binari».

«Invece la soluzione c’è - rileva il Pd -, ed è ragionevole perché innanzitutto conserva la cosa più importante, cioè il sedime, compresi traversine, binari e stazioni che, almeno a parere dei sostenitori del ripristino, sarebbero in buono stato; inoltre, un bene collettivo abbandonato viene restituito ai cittadini soprattutto come strada sicura, alternativa alla pericolosa statale; non si capisce quindi per quale motivo ciclisti e pedoni non dovrebbero utilizzare un bene che resterebbe abbandonato a tempo indeterminato, in attesa di un treno turistico che passerebbe solo per qualche giorno all’anno». Il Pd, quindi, rilancia il progetto della pista ciclopedonale, sicura replicando «soluzioni semplici e poco costose; nulla a confronto di quanto servirebbe invece per un treno, anche solo turistico». «Quindi - conclude il Pd - sì alla ciclabile lungo l’ex ferrovia, oggi. Sì alla ferrovia turistica, se e quando ci saranno le condizioni».

Da: Corriere Adriatico del 31/7/2020

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ASSOCIAZIONE FERROVIA VAL METAURO: "NO ALLA PISTA CICLABILE CHE IMPEDIRÀ LA TRASFORMAZIONE IN METROPOLITANA DI SUPERFICIE"

Fano 05/08/2020 - Che il PD di Pesaro e Fano sia in difficoltà nel rispondere al suo elettorato delle aree interne e a quello ambientalista sulla questione della ferrovia Fano-Urbino è storia vecchia, ma per giustificare la sua pista ciclabile non racconti falsità perché le verità le conoscono tutti.

Dalla Sicilia alla Valle d’Aosta sanno che la ferrovia Fano-Urbino è stata volutamente abbandonata per tanti anni dalle istituzioni locali per favorire il trasporto su gomma! Sanno tutti che il governo nazionale a guida PD, nel 2017, ha voluto con prepotenza inserire la ferrovia Fano-Urbino tra le ferrovie turistiche per impedirne la sua sostituzione con una pista ciclabile voluta invece dal PD locale.
Anche il ministro Franceschini in una sua visita a Fano nel 2015 affermò l’importanza di una ferrovia Fano-Urbino. I pendolari del nostro territorio si chiedono perché Ascoli ha una linea elettrificata che consente treni diretti (senza rottura di carico) da Ascoli ad Ancona, si chiedono perché per Macerata è pronto uno stanziamento di 110 milioni di euro per l’elettrificazione ed ammodernamento della Civitanova –Macerata- Albacina ed è di questi giorni l’inaugurazione della nuova fermata Macerata Università.
Per la ferrovia Fano-Urbino, è noto che è stato già stanziato un milione di euro per uno studio di fattibilità nell’aggiornamento del contratto di programma tra MIT ed RFI 2018/2019 grazie all’interessamento della senatrice M5S Accoto, ma bisogna far notare che sono previsti nei prossimi aggiornamenti altri 44 milioni per la realizzazione delle ferrovia turistica che serviranno per la sostituzione dell’armamento ed altre opere. La ragionevolezza sarebbe quella di evitare la costruzione della pista ciclabile con le sue opere accessorie ad 1,5m dal binario perché ostacolerà la realizzazione della ferrovia turistica ed in futuro impedirà la trasformazione in metropolitana di superficie o treno locale.
Invece il PD pesarese vuole andare avanti ostinatamente con le sue idee nonostante abbia valide alternative in altri siti per costruire la pista ciclabile lungo la Valle del Metauro; addirittura dichiara che un treno turistico per Urbino si potrà effettuare non più di qualche giorno l’anno: siamo alle comiche! Consigliamo agli esponenti del PD locale di consultarsi con qualche Tour-Operators. Strano modo di tutelare le aree interne per le quali il PD vorrebbe fare in regione uno specifico assessorato. Sarà il caso che il PD di Pesaro e Fano ristabilisca i contatti con il PD nazionale che parla una lingua affatto diversa.

Da: https://www.viverefano.com/2020/08/06/associazione-ferrovia-val-metauro-no-alla-pista-ciclabile-che-impedir-la-trasformazione-in-metropolitana-di-superficie/818372?fbclid=IwAR2NJ5NHAV151FtwuosJRTZZnM5S67eZG_NleKHqCJ7bn6w0kNDmgCd5fUI

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“CICLABILE FANO-CUCCURANO, AUMENTANO I COSTI, SPUNTANO I SEMAFORI E CHI PAGA IL SOTTOPASSO?”

I consiglieri Tarsi e D'Anna illustrano la situazione della ciclabile accanto alla ferrovia Fano-Urbino dopo le prescrizioni imposte da Rete Ferroviaria Italiana.

Di Il Metauro 5 Agosto 2020  

“Dall’analisi delle prescrizioni imposte da Rete Ferroviaria Italiana, la costruzione della ciclabile accanto ai binari della ferrovia Fano-Urbino sarà estremamente più costosa del previsto, tanto che i 4,5 milioni di euro disponibili copriranno i costi di appena 6,5 km di ciclabile”. Ad affermarlo sono Lucia Tarsi e Giancarlo D’Anna della lista “Fanocittàideale” che aggiungono: “Altro che Fano-Urbino (che nel frattempo si è ridotta alla Fano-Tavernelle….)! Se ci va bene, avremo al massimo una ciclabile Fano–Cuccurano”.

Durante il consiglio comunale, i consiglieri comunali Lucia Tarsi Lucia e Giancarlo D’Anna hanno posto le varie criticità di realizzazione della ciclabile all’attenzione dell’amministrazione Seri, e hanno suggerito la modifica del tracciato della ciclabile, in modo da impedire che i 4,5 milioni di euro disponibili siano sprecati per realizzare solo pochi kilometri di percorso.  “Le prescrizioni di RFI per la ciclabile impongono  – affermano i consiglieri – riempimento e ricoprimento dei fossi (con alta criticità per la regimazione delle acque), divieto dell’uso sia dei ponti che delle gallerie esistenti, costruzione di sbalzi sui viadotti esistenti, con l’obbligo di sottoporre l’intera opera alla normativa vigente.  Inoltre, occorrerà costruire un sottopasso in corrispondenza delle opere compensative, della lunghezza di 200 m.; per quanto riguarda le intersezioni tra pista ciclabile e rete viaria, sarà necessario impiantare semafori, esattamente sugli attraversamenti dei principali assi viari della nostra città: Via Papiria, Via Canale Albani, via Piceno, strade che vengono attraversate quotidianamente da una media stimata di più di 30.000 veicoli al giorno.

Gli obblighi imposti da RFI faranno quindi lievitare i costi. E per completare l’opera, dovranno comunque essere realizzati un consistente numero di espropri di proprietà private, pari a 270.000 euro, i cui costi dovranno essere sostenuti dai Comuni. Alla luce di tante e tali criticità  – continuano i consiglieri – ci sembra opportuno e ragionevole sviluppare un progetto che renda indipendente il percorso ciclabile dalla infrastruttura ferroviaria esistente, come suggerito dalla stessa direzione di RFI (che, va ricordato, è proprietaria del terreno su cui si vorrebbe costruire la ciclabile).

Ma il nostro appello alla ragionevolezza è rimasto, ancora una volta, inascoltato, e le nostre domande sono rimaste senza risposta: la giunta Seri si nasconde dietro l’alibi del “progetto di competenza regionale”, sollevandosi da ogni responsabilità; poi però, nella stessa risposta, esprime chiaramente soddisfazione per l’opera, negandone le criticità e anzi suggerendo caldamente la costruzione dell’impianto semaforico sugli attraversamenti principali, con la scusa che ‘la velocità delle auto nelle strade urbane deve diminuire’; quindi i semafori, secondo l’assessore Tonelli, servirebbero proprio per costringere gli automobilisti a ridurre la velocità. Risposta incoerente quanto arrogante: mentre tutta la viabilità cittadina viene rinnovata con rotatorie sostitutive dei semafori, sugli attraversamenti della nuova ciclabile vengono progettati nuovi semafori. Contraddizione totale.

Del resto l’assessore Tonelli, rifacendosi all’esempio della Fano-Pesaro, risponde in maniera non competente: perché lì la ciclabile non è sul sedime ferroviario (come sarebbe per la Fano-Urbino) ma è su terreno ex ANAS, perché la distanza minima misurata è di circa 4,3 m e perché c’è una recinzione in calcestruzzo per rispettare le norme di sicurezza. L’assessore Tonelli evita anche di rispondere alla domanda cruciale: chi costruirà (e pagherà) il sottopasso alle opere compensative? Sarebbe stata una perfetta occasione per rimodulare le strategie infrastrutturali e turistiche della nostra città, salvaguardando al tempo stesso sia il ripristino della Ferrovia Fano-Urbino (futura metropolitana di superficie) sia la ciclovia del Metauro, due opere fondamentali per lo sviluppo turistico, economico ed ambientale del nostro territorio. Ancora una volta un’occasione persa, per colpa di un atteggiamento miope e irresponsabile, da parte sia di chi manifesta scarsa competenza del settore specifico, sia di una giunta che preferisce subire le politiche arroganti del PD provinciale e regionale, piuttosto che perseguire logiche di sviluppo reale della nostra città”.

Da: https://www.ilmetauro.it/ciclabile-fano-cuccurano-aumentano-i-costi-spuntano-i-semafori-e-chi-paga-il-sottopasso/

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ACQUAROLI HA PRESENTATO LA CANDIDATURA DI LARA OTTAVIANI

Sindaci dell'entroterra all'iniziativa dedicata alla giornalista che è nella lista Forza Italia Civici per le Marche

URBINO  -   … Sulla sua tradizione familia­re di centrosinistra, la giornali­sta ha spiegato: «Qui non si par­la di ideologie, ma del buon go­verno di questa regione, solo questo mi interessa: abbiamo bi­sogno di fare del bene alla nostra regione. In questi giorni ho parlato con tanti amici e tutti vogliono che l'ospedale di Urbino possa lavorare, col personale e le strumentazioni chiesti da an­ni, vogliono i servizi sanitari nell'entroterra, vogliono elimi­nare le liste d'attesa, tutte questioni di cui si parla da sempre e su cui bisogna agire e basta - ha proseguito Ottaviani -. Lo stesso si può dire sulla Fano-Grosseto di cui non si può dire nulla  e che bisogna solo fare come serve il ripristino della ferrovia Fano-Urbino per fini turistici….

Da: Il Resto del Carlino del 13/8/2020

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RETE CICLABILE DELLE MARCHE: PUBBLICATO BANDO GARE PROGETTAZIONE DEFINITIVA DI 4 INTERVENTI

Si tratta di Ciclovia del fiume Foglia, Ciclovia del fiume Esino, e i due ponti ciclopedonali sul fiume Cesano e sul fiume Chienti

È stata pubblicata la gara europea per l’affidamento della progettazione definitiva/esecutiva di 4 interventi che rientrano nell’ambito della rete ciclabile regionale. Si tratta della Ciclovia del Fiume Foglia, della Ciclovia del Fiume Esino, del ponte ciclopedonale sul Fiume Cesano e del Ponte ciclopedonale sul fiume Chienti. Già approvati anche i relativi progetti di fattibilità tecnica economica. La ciclabile del Fiume Foglia (con due distinti interventi: ciclovia Pesaro-Unione Pian del Bruscolo e ciclovia turistica del Foglia) inizia da Pesaro e si snoderà lungo la vallata, interessando i Comuni di Pesaro, Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia fino a raggiungere Montecalvo in Foglia. L’importo dell’intervento ammonta a Euro 5,5 milioni di euro.

La ciclabile del Fiume Esino inizia dall’intersezione con la Ciclovia Adriatica nel Comune di Jesi e si snoderà lungo la vallata del Fiume Esino fino a raggiungere il Comune di Sassoferrato. Il primo stralcio interessa il territorio comunale iesino fino al confine con il Comune di Castelbellino. L’importo di questo primo stralcio ammonta a 865.000 euro circa.

Il ponte ciclopedonale sul Fiume Cesano, da realizzarsi in prossimità della costa, collegherà il Comune di Senigallia e di Mondolfo e rientra nell’ambito del tracciato della Ciclovia Adriatica che collegherà Chioggia (Ve) al Gargano.  Analogamente, anche il ponte ciclopedonale sul Fiume Chienti rientra nel tracciato della Ciclovia Adriatica e collegherà il Comune di Civitanova Marche e di Porto Sant’Elpidio. L’importo per la realizzazione dei due ponti ciclopedonali ammonta a 2 milioni di euro ciascuno. La gara per l’affidamento dei servizi di progettazione è stata predisposta su 4 lotti, per un importo complessivo di Euro 730.930,35.
Trattandosi di gara europea, il bando è stato pubblicato prima sulla Gazzetta Ufficiale Europea ed sulla Gazzetta italiana e sulla piattaforma di e-procurement della Stazione Unica Appaltante SUAM della Regione Marche. La consegna dei progetti definitivi è prevista per la fine dell’anno 2020.

Da: https://www.marchenotizie.info/55489/rete-ciclabile-delle-marche-pubblicato-bando-gare-progettazione-definitiva-di-4-interventi

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VERSO LE REGIONALI

IL PD FANO SULLE DICHIARAZIONI DI MARTA RUGGERI: «SMENTITA DA CHI ERA DISPONIBILE ALL'ACCORDO»

«Strampalate». Così il Pd Fano definisce le dichiarazioni di Marta Ruggeri «che accu­sa il Pd di aver fatto fallire l'alleanza coi 5 Stelle. Rugge­ri dimostra di appartenere a quella parte del M5S che pre­tende di avere sempre la ve­rità in tasca e che sale in cat­tedra a dare lezioni. Ruggeri, però, è smentita dagli espo­nenti del Movimento disponi­bili a trovare un accordo con il centrosinistra, tant'è che il gruppo in Consiglio regiona­le si è spaccato e 3 consiglie­ri su 5 ora sostengono Mangialardi. Dalla nascita del governo Conte, il Pd Marche ha provato a trovare un accor­do per le elezioni regionali, che la parte più intransigen­te del M5s ha fatto fallire. A livello locale ci sono stati va­ri tentativi in consiglio comu­nale di trovare sinergie su sa­nità, digestore anaerobico. ex ferrovia Fano Urbino, ma i 5Stelle hanno rifiutato qual­siasi punto d'incontro. I 5Stelle volevano anche stral­ciare il Protocollo con la Re­gione con il quale è stato salvaguardato il Santa Croce, con tutti i servizi essenziali compreso il pronto soccorso, anche dopo la realizzazione dell'ospedale nuovo. Ed è sempre grazie al Protocollo che Fano potrà avere 20 milioni di euro per migliorare la viabilità verso Nord».

Da: Il Resto del Carlino del 23/8/2020

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ELEZIONI REGIONALI, ECCO PERCHÉ SINISTRA PER URBINO NON SOSTERRÀ MANGIALARDI

Critica alle poltiiche portate avanti dal PD di Ceriscioli e alle modalità di scegliere i candidati del Centro sinistra per le elezioni regionali.

Di Il Metauro 28 Agosto 2020

URBINO – “Sinistra per Urbino” si è caratterizzata fin dal suo sorgere per l’impegno e il contributo nella costruzione di una sinistra di classe a difesa dei lavoratori e degli sfruttati. È un gruppo politico locale e pertanto non è presente nella competizione elettorale delle Regionali del 20/21 settembre 2020. “Tuttavia – scrivono in una nota i rappresentanti – ciò non ci esime dall’esprimere il nostro giudizio politico e nel fornire quelle indicazioni di voto ai cittadini, simpatizzanti e militanti che ci seguono. Per recuperare una situazione difficile di consensi, sarebbe stata necessaria da parte del Pd, che ha espresso la giunta Ceriscioli uscente, una svolta nei contenuti e nelle candidature, con un programma incentrato sull’abbandono delle privatizzazioni, sulla difesa dei posti di lavoro, sulla tutela dell’ambiente, e sul sostegno agli strati sociali in difficoltà. Non solo, sarebbe stato necessario un dialogo serrato con le altre forze di sinistra: per unire ogni formazione politica nella difesa della democrazia e avanzare una scelta progressista in Regione. Invece sono mancati il dialogo e la disponibilità a formare una coalizione efficace e allargata, con la scelta comune del candidato Presidente e un rinnovamento delle proprie candidature (in discontinuità rispetto ai contenuti della vecchia Giunta) che lanciasse un segnale non equivoco, di sinistra. Il Pd si è presentato con il suo candidato Presidente, i suoi candidati e le sue politiche, come scelte indiscutibili di fronte alle quali le altre forze di sinistra avrebbero potuto soltanto adattarsi, oppure uscire dalla coalizione. Un modo di procedere che mette al centro gli interessi del proprio partito e non gli interessi della Regione.

Le politiche liberali della Giunta uscente del Pd si sono tradotte in materia economica e sociale in un accentuato liberismo che ha favorito il populismo della destra, ora in vantaggio nei sondaggi. In particolare le politiche in materia sanitaria si sono rivelate un vero e proprio disastro per il governo uscente del Pd a guida Ceriscioli, tale da evitarne la riconferma per la prossima legislatura a causa della sua impopolarità. Ma se la politica sanitaria, materia di competenza regionale, si è rivelata un disastro, non meno deficitarie sono state le politiche sociali, economiche ed ambientali: basti pensare per quanto riguarda la nostra provincia alla sciovia del Catria, e al balletto sulla ciclabile Fano Urbino per cercare di affossare definitivamente la ferrovia.

Tutto ciò ha avuto pesanti conseguenze sui lavoratori e sul tessuto sociale ed economico della Regione, in particolare dell’entroterra che si è visto abbandonato a sé stesso e privato delle strutture e infrastrutture fondamentali. ...

Da: https://www.ilmetauro.it/elezioni-regionali-ecco-perche-sinistra-per-urbino-non-sosterra-mangialardi/

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«Fano deve rinascere»

LUCIA TARSI SI PRESENTA COME CANDIDATA DEL CENTRODESTRA PER LE REGIONALI

Sanità: no all'ospedale unico e difesa del Santa Croce e delle altre strutture ospedaliere. infrastrutture: ferrovia Fano-Urblno da recuperare «prima come ferrovia turistica, poi come metropolitana veloce».

Da: Il Resto del Carlino del 30/8/2020

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EX FERROVIA ABBANDONATA RICETTACOLO DI SERPI E TOPI

I residenti protestano anche per tafani e mosche
L'INVASIONE - F0SS0M8R0NE Invasioni di tafani o mosche giganti sanguigne ai danni di quanti abitano nei pressi dell’ex strada ferrata di cui tanto si parla dibattendo se debba lasciare il posto alla clabile oppure a far risorgere dopo oltre trentanni la sempre più vecchia littorina. Lo stato di abbandono è tale che i rovi hanno invaso tutto fino a far scomparire completamente i binari. Da anni una situazione che va peggiorando per essere quegli anfratti il ricovero di serpi, topi e insetti fastidiosi. L’anno scorso alcuni tratti erano stati ripuliti. Quest'anno inerzia totale. Proteste e lagnanze stanno aumentando. Per buona fortuna, sempre meglio tardi che mai. si è appreso che a metà settembre Rete ferroviaria italiana riporterà alla luce completamente il tratto della linea Fano-Fossombrone-Fermignano- Urbino.  Cè chi ipotizza si tratti del preambolo alla pista dclabile. Gli ultimi appelli social hanno richiamato l’attenzione su un fenomeno che ogni anno si ripropone. Per avere un’idea di cosa si parla basta affacciarsi dalla cavalcaferrovia prima del bivio che porta a Fossombrone alla residenza protetta per anziani. Si vede un groviglio di rami. cespugli e rovi di grandi dimensioni che invadono tutto.

Da: Corriere Adriatico del 3/9/2020

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SCANDALO INFRASTRUTTURE  -  LE MARCHE ARRETRATE

Il paradosso delle Marche: strade e ferrovia sono indietro anni luce ma i collegamenti per le dueruote sono pure finanziati. Già attivi molti percorsi protetti, aspettando la ciclovia Adriatica: 180 km nel 2022

E SE LA VIABILITÀ È FERMA NON RESTA CHE PEDALARE

Le ciclovie, che smacco  -  Storia di un progetto ancora da ultimare ma che  (a sorpresa) procede spedito

ATTENTI AD ESULTARE MANCANO ANCORA I FONDI PER LA MANUTENZIONE DEI TRATTI PER I BIKERS

IN  432 km SI RISALIRANNO LE VALLATE DEI FIUMI MANCANO 50 MILIONI PER LE ZONE PIU’ COMPLESSE

Occhio al 221, è il numero del dorsale di Vincenzo Nibali che, oggi, gareggia nella Tirreno Adriatica fino a lunedì prossimo. Fino al 2022 il campione è testimonial del ciclismo nelle Marche, che contempla anche una rete di infrastrutture ciclabili interconnesse studiate per intersecarsi con il trasporto pubblico locale e le ferrovie. Una rete integrata completa di parcheggi dedicati, nodi di scambio intermodali, velo-stazioni per le ricariche elettriche, bike officine, completa di punti informazioni, soste e ristoro. Un’offerta che piace - e molto - ai bike lovers e si è visto quest’estate.

La mappa

I 25 percorsi danno dati tecnici per le performances sportive ma regalano opportunità culturali e visite emozionali nei luoghi dell’agroalimentare e dell'artigianato tipico e si snodano su strade poco trafficate, comunali, vicinali, anche interpoderali, per un totale di oltre 2mila chilometri che includono pochi tratti di vere piste ciclabili, percorsi protetti riservati alle bici e, dunque, separati dalla viabilità motorizzata. Perché le vere infrastrutture ciclabili, ossia le ciclopiste, sono in fase di realizzazione.

I progetti

Sulla carta interessano ben 612 chilometri. I 180 chilometri della Ciclovia Adriatica - che collega Venezia a Santa Maria di Leuca - sui quali si concentrano oltre 10 milioni di euro (4,4 dei fondi ministeriali e 6 dal Por Fesr regionale) dovrebbero essere completati entro il 2022. Un'autostrada riservata alle bici con ponti separati per superare i fiumi come quello inaugurato sull'Aso tra Pedaso ed Altidona, l’anno scorso. Esempio di come la Ciclovia si aggancia ai 12 percorsi: 432 chilometri che, a pettine, risaliranno le vallate del Foglia, Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Tenna, Ete Vivo, Aso e Tronto. Già finanziati con 46,4 milioni nel 2018 (17 del Por Fesr e 29 dei fondi di coesione e sviluppo) anche se spetterà alla prossima govemance liberare altri 50 milioni se, davvero, si vuole completare anche i tracciati più complessi.

I fondi

Le ciclovie (e non ciclopiste) sono anche nella Strategie delle Aree Interne (Snai). Quella “Appenninica Alte Marche” dovrebbe essere operativa già all'inizio del 2021. Si tratta di un anello lungo 198 chilometri che si completa in 10 ore con un dislivello complessivo di 3687 metri su cui l’area interna che collega Arcevia, Sassoferrato, Serra Sant'Abbondio, Frontone, Cagli, Cantiano, Acqualagna, Piobbico e Apecchio ha investito 365mila euro. Ha segnaletiche, pit stop, monitor interattivi in armonia con quelli della regione e s’innesta con le piste ciclabili che risalgono le vallate e dunque alla Ciclovia adriatica e si collega già con i progetti di altri comuni. Inoltre con i monti Catria, Petrano, Nerone, rientra in una speciale impresa sportiva, il brevetto dei “Tre Monti”, considerato il top per i bikers nel Centro Italia. Il che apre il settore mountain bike. Settore dove per geomorfologia, le Marche sono davvero vincenti. In Valmarecchia, lo scorso febbraio è stato dato il via al "Bike Park del Montefeltro” nel Parco del Sasso Simone e Simoncello (Carpegna, Montecopiolo, Pietrarubbia, Piandimeleto, Frontino). Investimento, 1,5 milioni per recuperare vecchi sentieri ed aprirne dei nuovi e si collega con i 300 mila euro investiti dal PIL del Gal in altri 6 comuni vicini ma per sentieri a servizi di disabili motori e non vedenti.

La visione strategica

Pertanto, sul fronte bici, tutto va bene. Esiste una visione strategica, finanziata, intelligente perché con metodo coinvolge i privati, integra ogni iniziativa ed è promossa nei mercati di riferimento. Niente a che vedere con il capitolo infrastrutture e viabilità. È vero: mancano voci come “asfalto”, “buche”, "avvallamenti” e “manutenzione”, l’incubo dei bikers: e sono in un progetto finanziario ancora tutto da scrivere.     Veronique Angeletti

Da: Corriere Adriatico del 7/9/2020

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«CICLABILE INCOMPATIBILE CON LA FERROVIA»

Svolta nella difesa della tratta Fano-Urbino. l’associazione Val Metauro: «Il modello sia quello scartato da 9,7 milioni»   Contestata, documenti alla mano, la Conferenza dei servizi dello scorso febbraio: non tiene conto delle prescrizioni Rfi

LA BATTAGLIA

FANO Un progetto al netto delle prescrizioni di Rete Ferroviaria Italiana quello della ciclabile lungo la Fano - Urbino discusso in Conferenza dei servizi. E se mai si dovesse realizzare l'infrastruttura, non potrà pertanto mai essere preso a riferimento. Lo sostiene l'associazione Ferrovia Val Metauro che introduce un forte elemento di novità nella battaglia contro la ciclabile e a difesa della tratta.

La cronistoria

La ricostruzione cronologica data giugno 2019 il progetto, gennaio 2020 i rilievi di Rfl, febbraio 2020 la Conferenza dei servizi che ha preso in mano il progetto nella sua stesura originaria. Tutto riversato nella due Pcc inviate alla responsabile Asset funzionali all'esercizio ferroviario di Rfi llaria Maggiorotti in cui si riafferma con decisione che la ciclabile «è incompatibile non solo con una ferrovia ma contraria a tutti i principi di "cura del ferro" e di facilitazione di turismo sostenibile delocalizzato e destagionalizzato propugnato dal governo». Non è però solo sull'equivoca impostazione della Conferenza dei servizi e sulla considerazione ulteriore che tra le prescrizioni figura «la costruzione di una recinzione che dovrà separare ferrovia e ciclabile», la cui realizzazione viene rinviata all'attuazione della ferrovia turistica come se i costi fossero a carico della ferrovia turistica e non della ciclabile», che Fvm articola la sua nuova offensiva.

La disciplina

Viene infatti fatto notare anche come la possibilità di costruire la ciclabile ad un metro e mezzo dal binario si fondi su una normativa che riguarda la prevenzione degli infortuni sul lavoro in ambienti ferroviari. A fare fede, nella fattispecie, deve invece essere la disciplina relativa «alla separazione della proprietà laterali dalla sede ferroviaria per la sicurezza dell'esercizio ferroviario che vieta la costruzione di manufatti ad una distanza minore di 6 metri dalla più vicina rotaia». Tornando alla contestata Conferenza dei servizi di febbraio, Fvm registra anche come abbia preso atto che «nel Comune di Fano, dove una bretella stradale ha interrotto la ferrovia per 30 metri, si dovrebbe realizzare per la ciclabile un sottovia con rampe di accesso al 5%. Ne deriva che sarebbe necessario smantellare altri 100 metri di ferrovia. Di qui riserve aggiuntive su una bretella «che non è stata costruita a raso, come previsto nella lettera del febbraio 2017 di Rfi al Comune. ma oltre un metro sopra». arrivando così a configurare «un danno erariale» e a bollare come «assai negligente» il comportamento di chi ha lasciato fare.

Alternativa lungo Metauro

Se ciclabile lungo la valle del Metauro deve essere, nel suo carteggio con Rfi l'associazione suggerisce di prendere a modello «il progetto non interferente ma prossimo alla ferrovia scartato dalla Regione nonostante avesse un costo stimato di 9.7 milioni di euro» certamente inferiore a quello da affrontare una volta aggiornato il progetto attuale sulla base «delle correzioni che Rfi ha imposto». L'alternativa è collocare la ciclabile «lungo gli argini del fiume Metauro dove esiste già una strada in passato usata per il trasporto dei materiali di cava tra Serrungarina e Fano».  Andrea Amaduzzi

 Da: Corriere Adriatico del 8/9/2020

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FANO - LA STRATEGIA DI MISTER PREFERENZE «NIENTE SEDI, MEGLIO UN PULMINO»

Luca Serfilippi, che alle elezioni Comunali fu il più votato, ha presentato ufficialmente la candidatura con la Lega

… E ancora sulle infrastrutture: «Fano-Grosseto, pedemontana Cagli-Sassoferrato, metropolitana leggera Fano- Urbino e ciclabili che possano collegare costa ed entroterra. Vorrei che fosse realizzata una ciclabile lungo il Metauro, come quella del Garda».    an.mar.

Da: Il Resto del Carlino del 10/9/2020

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«DIECI ANNI E DODICI MILIARDI PER L’ALTA VELOCITÀ SULLA COSTA»

L’Ordine degli Ingegneri di Ancona ha stimato l’impatto dell’arretramento

Dieci miliardi per l’alta velocità e due miliardi per l'adeguamento della linea ferroviaria esistente, da portare a casa in 10 anni. Un progetto faraonico quello che l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona ha in mente per la linea Adriatica, da arretrare e da connettere con le aree inter attraverso il ripristino delle tratte ora dismesse.

Se ne parla da decenni - Se ne parla da decenni - il primo progetto che prende in considerazione l’arretramento è addirittura datato 1976 -, spesso in maniera astratta, ma ieri mattina, durante il webinar "Le Marche in rete: un nuovo modello di mobilità su ferro’’, il presidente dell'Ordine Alberto Romagnoli ha presentato uno studio di pre-fattibilità che riporta nel canone della concretezza la discussione. Mentre sono in corso i lavori per la velocizzazione a 200 chilometri orari della linea, gli ingegneri dorici pensano in grande - in termini di soldi e tempistiche - e mettono sul piatto un progetto articolato in due direttrici: il tracciato ad alta velocità (per un massimo di 350 chilometri orari), con relativo arretramento della ferrovia, ed il collegamento con le aree interne attraverso l'adeguamento della linea Adriatica esistente e la riattivazione di linee ferroviarie ora dismesse.

Un progetto integrato - Secondo gli ingegneri, «le possibilità di tradurre il progetto in realizzazione concreta sono elevate». Lo studio di prefattibilità ha individuato un possibile tracciato di Alta velocità, con un minor impatto ambientale (il tracciato sarebbe in buona parte in galleria), un ricorso ridotto all’impiego di viadotti e tre stazioni Av (per passeggeri e merci): Pesaro, Ancona nella Vallata dell’Esino, Ascoli Piceno nella vallata del Tronto. L’integrazione dell’Alta velocità con l’entroterra sarebbe poi garantita anche dal recupero, con «investimenti ragionevoli», di linee ferroviarie in molti casi dismesse, dalla Fabriano-Pergola alla Fano-Urbino, fino alla Porto San Giorgio-Amandola, solo per fare alcuni esempi.

UN TRACCIATO IN GALLERIA POCHI VIADOTTI E TRE STAZIONI AV

IL PROGETTO PENSA AL RECUPERO CON COSTI LIMITATI 01 TRATTE DISMESSE

Il treno tram - Ed è su questi tracciati che entra in scena la vera novità del progetto, ovvero il treno - tram, sul modello tedesco di Karlsruhe, per percorrere la linea Adriatica ed i tracciati di collegamento con l'entroterra. «Il sistema in questione è leggero, permetterebbe di superare le pendenze maggiori rispetto al treno e ha minori raggi di curvatura - è sempre Romagnoli a tracciare il quadro -. Non servirebbero, inoltre, passaggi a livello. In sostanza, si consente al veicolo di muoversi come un tram quando questo attraversa ambiti urbani e di comportarsi come un treno fuori di essi. Il tutto con costi ridotti rispetto alle ipotesi di solo treno». Per l’adeguamento della linea ferroviaria esistente, infatti, secondo le stime, occorrerebbero 5-10 milioni di euro al chilometro (la lunghezza del tracciato è di 400 km circa, quindi 2 miliardi di euro, per una durata stimata dell’intervento di dieci anni), L'alta velocità, secondo fonti ministeriali, avrebbe invece un costo di 55 milioni al chilometro (per 160 km, circa 10 miliardi di euro. Durata stimata dell’intervento dieci anni).  m.mar.

Da: Corriere Adriatico del 15/9/2020

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DIFFIDATI REGIONE E MINISTERO PER LA CICLOVIA VALLE METAURO

L’associazione Fvm contesta varie irregolarità del progetto tra cui la distanza dalla ferrovia
«Non recepite nel progetto le prescrizioni di Rfi». Segnalati due impegni contraddittori
LA VERTENZA
FANO. Diffida contro il progetto di realizzare una pista ciclabile a fianco della vecchia linea ferrata Fano-Urbino. Un’iniziativa dell’associazione Ferrovia Valle Metauro (Fvm), cui ha aderito il sindacato Orsa, che è indirizzata sia alla Regione sia ai Ministeri delle infrastrutture Mit, del turismo e dell’ambiente. Il risultato che si pongono i promotori è fare in modo che sia rivisitato oppure revisionato, «anche annullandolo per autotutela», il progetto ciclovia turistica del Metauro.
Il recupero turistico
La diffida era nell’aria già da tempo e l’associazione Fvm ha spiegato ieri di essersi rivolta al proprio legale, il quale ha poi inoltrato l'avviso formale, «dopo aver invano inviato» alla Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) la richiesta di rivedere le prescrizioni sulla ciclabile in affiancamento alla linea dismessa. Un passo precedente alla diffida, dunque, che era stato mosso per evidenziare in particolare alcune «errate applicazioni normative». Si parte dalla premessa che la legge 128/2017, «articolo 2 comma 2, include la ferrovia Fano Urbino e le sue pertinenze tra le linee a uso turistico».
Prosegue l’intervento che la vecchia tratta «è inserita nel piano di investimenti Mit e Rfi 2017- 2021» e che l’atto del Governo numero 160 ha determinato un costo complessivo di 45 milioni e mezzo per realizzare la ferrovia turistica», garantendo «un finanziamento pari a un milione di euro, già erogato con la legge di bilancio 2018». Alla luce dello stesso atto, Fvm ritiene che il progetto della ciclovia attui in modo errato «la legge 191/1974, richiamata nel parere Rfi del 15 gennaio scorso: la distanza di un metro e mezzo dal binario, ammessa per la costruzione della ciclabile, si riferisce ad attività temporanee degli appaltatori e una pista ex novo non può considerarsi semplicemente “oggetto rimovibile”, come da norma richiamata».
L’associazione fanese sostiene invece che «la norma da applicare è il decreto presidenziale 753/1980, articolo 51 comma 1». In questo caso si prescrive che «lungo i tracciati delle ferrovie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a una di­stanza minore di 6 metri dalla più vicina rotaia». Di conseguenza, ne deduce Fvm, sarebbe compromesso in modo insanabile «tutto il procedimento amministrativo relativo alla pista ciclabile».
Errori in conferenza dei servizi
L’intervento dell’associazione individua altri errori «anche in conferenza dei servizi». Sostiene infatti Fvm che «il progetto non apportava le modifiche richieste da Rfì, era rinviata la costruzione della recinzione per separare ciclabile e ferrovia, non si affrontava la questione degli espropri, non c’era cenno sulle modalità di gestione della fascia ferroviaria, si rinviava la costruzione del sottovia all’intersezione con la bretella compensativa di via Campanella a Fano». Intersezione che, tra l’altro, è contestata con toni molto severi.
Giudicato infine «contraddittorio» l’atteggiamento del consiglio regionale, che nel luglio scorso ha approvato due impegni ritenuti a favore della ferrovia turistica e comunque del ripristino della tratta, «seppellendo nei fatti il progetto della ciclabile del Metauro, così tanto voluto dal Pd pesarese».  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 18/9/2020

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Fano  TRASPORTI E DINTORNI

LUCIA TARSI SULLA FERROVIA FANO-URBINO: «AVREBBE UN VALORE AMBIENTALE E TURISTICO

Recuperare la Fano-Urbino prima come ferrovia turistica poi come metropolitana veloce. Per Lucia Tarsi, candida alle regionali nella lista Civitas- Civici per Acquaroli la riattivazione della ferrovia Fano-Urbino e la sanità sono due cavalli di battaglia.

Con il centrodestra si realizzerà il recupero della Fano-Urbino?  «C'è assoluta condivisione sul progetto della ferrovia storica e, nel medio e lungo periodo, per la sua trasformazione in metropolitana di superficie che avrebbe un grande valore ambientale, turistico, economico e sarebbe la soluzione ideale per turisti e lavoratori pendolari. L'infrastruttura avrebbe un forte valore economico e un impatto potente sugli equilibri politici di questa provincia perché sposterebbe il baricentro da Pesaro alla Valle del Metauro»

Lei è sempre stata contraria all'ospedale unico: la sua lista riuscirà a far valere tale posizione nella coalizione di centrodestra?  «Noi all'interno della coalizione contiamo di vedere realizzate le idee su cui crediamo da sempre. Quindi no all'ospedale unico e sì al recupero e al potenziamento degli ospedali esistenti. La nostra posizione è sempre stata univoca e non a corrente alternata come quella di alcuni personaggi che nel corso degli anni hanno assunto posizioni multiformi. Tra tutti coloro che oggi si professano paladini della sanità qualcuno o non ha mai letto i documenti oppure li ha letti ed oggi mente solo per raccogliere consensi».

Lei crede al commissariamento della Fano-Grossetto e all'appalto dei lavori della Guinza per l'inizio del 2022 annunciati l'altro ieri dalla ministra De Micheli?  «Non credo più alle fiabe, ancora una volta siamo di fronte ad una boutade elettorale che si ripete ad ogni campagna elettorale. Se ci fosse stata la volontà di concludere l'opera ci sarebbero già gli investimenti e i cantieri sarebbero operativi»

Fuga dei giovani dalle Marche: come invertire la tendenza?  «Vanno messe in campo politiche che offrono ai giovani opportunità culturali e lavorative. In caso contrario rischiamo di spogliarci del nostro futuro. Altrettanto importante è la tutela e il benessere delle famiglie, con particolare attenzione a quelle che hanno in casa anziani, malati e disabili».  Anna Marchetti

Da: Il Resto del Carlino del 18/9/2020

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L'USO OTTIMALE DEL RECOVERY FOUND NELLA VALLE DEL METAURO, SECONDO FVM

Fano 19/09/2020 - Al vincitore di queste elezioni chiederemo, in aderenza a quanto previsto dalle linee guida del Governo centrale, di dare immediato corso allo smart district del Metauro, facilmente realizzabile dato che c'è il territorio, ci sono le bellezze naturali, quelle archeologiche, quelle culturali col fil rouge della Via Flaminia e la ferrovia Fano Urbino che le corre vicino.
Di questa poi FVM ha già realizzato due progetti preliminari con i quali presentarsi a qualunque finanziatore, ministero italiano od organismo finanziatore europeo che sia: il progetto preliminare per il ripristino a TPL della ferrovia Fano-Urbino e quello della sua ciclabile in vicinanza ma non interferente. Abbiamo i progetti, i relativi costi, per la Fano-Urbino poi ci sono anche i fondi statali per il prosieguo da preliminare ad uno stadio più avanzato di condivisione con i comuni toccati sia dal fiume che dalla linea ferroviaria che gli corre vicino. I nostri due progetti rispondono perfettamente alle indicazioni (pag.16) ed ai criteri di selezione dei progetti da portare avanti elencati al cap. III.3 – pag 21 e 22 - delle linee guida a firma del presidente del consiglio per l’utilizzo del Recovery Fund.:

1) Sono rivolti alla creazione di beni pubblici,

2) La ferrovia da ripristinare esiste già, con nostro progetto preliminare di ripristino e ciclabile vicina ma nel rispetto delle norme. Quindi siamo in fase di rapida attuazione e cantierabilità,

3) Si potranno facilmente raggiungere e monitorare le prestazioni attese dai 2 progetti,

4) Avranno effetti positivi rapidi su una moltitudine di beneficiari (125.000 abitanti della Valle del Metauro, oltre ai 15.000 studenti pendolari dell’Università di Urbino e ai circa 10.000 frequentanti lì di corsi specialistici) oltre che fungere da catalizzatore per il turismo ambientale e culturale,

5) il progetto è stato già valutato per il finanziamento come ripristino della ferrovia turistica per 45,5 M€, di cui 1 M€ già finanziato con fondi MIT del 2018 per l’implementazione dello studio di fattibilità, ovvero per l’aggiornamento con alcuni costi da sostenere (topografia di dettaglio, prove sui viadotti esistenti, e poco più) relativamente al nostro progetto regalato alla Comunità Metaurense, oltre a progetto della ciclabile fino ad Urbino inviato in Regione Marche,

6) Vi saranno indubbi effetti occupazionali positivi per la vallata,

7) Non vi sarà ulteriore consumo di suolo.

Va infine rimarcato che anche il costo del ripristino ferroviario per il Trasporto Pubblico Locale di circa 48 km è inferiore a quanto richiesto per un paio di km stradali di circonvallazione a Urbania o a Mercatello sul Metauro, ovvero che il ripristino della ferrovia commerciale costa circa 2 M€ / km contro i 30 – 40 M€ / km di una nuova infrastruttura di trasporto in zone con parecchi ponti e gallerie come quella del nostro territorio interno.

Da: https://www.viverefano.com/2020/09/21/luso-ottimale-del-recovery-found-nella-valle-del-metauro-secondo-fvm/834473?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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URBINO E PROVINCIA

«CHIUNQUE VINCERÀ DOVRÀ RIAPRIRE LA FERROVIA»

L'associazione FVM lancia un monito: «Ci sono tutti gli strumenti per dare corso allo "smart district del Metauro". Pronti i progetti»

COSTI SOSTENIBILI - Per ripristinare i 48 chilometri di tratta ci sono costi nettamente inferiori a quelli di nuove strade

Chiunque sarà il vincitore di queste elezioni lo sappia: l'asso­ciazione Ferrovie Val Metauro inizierà da subito a chiedere - seguendo quanto previsto dalle linee guida del Governo - di da­re immediato corso allo smart district del Metauro, «facilmen­te realizzabile» - dice l'associazione in una nota, «dato che c'è il territorio, ci sono le bellezze naturali, quelle archeologiche, quelle culturali col fil rouge del­la via Flaminia e la ferrovia Fano Urbino che le corre vicino. Di questa poi Ferrovie Val Metauro (FVM) ha già realizzato due pro­getti preliminari con i quali pre­sentarsi a qualunque finanziato­re, ministero Italiano od organi­smo finanziatore europeo che sia: il progetto preliminare per il ripristino a TPL della ferrovia Fano-Urbino e quello della sua ci­clabile In vicinanza ma non inter­ferente».   Spiega l'associazione: «Abbia­mo i progetti, i relativi costi, per la Fano-Urbino poi ci sono an­che i fondi statali per il prosie­guo da preliminare ad uno sta­dio più avanzato di condivisio­ne con i comuni toccati sia dal fiume che dalla linea ferroviaria che gli corre vicino. I nostri due progetti rispondono perfetta­mente alle indicazioni ed ai cri­teri di selezione dei progetti da portare avanti secondo le linee guida a firma del presidente del consiglio per l'utilizzo del Reco­very Fund». I progetti, nella sostanza sono «rivolti alla creazione di beni pubblici», e inoltre la «ferrovia da ripristinare esiste già, con no­stro progetto preliminare di ri­pristino e ciclabile vicina ma nel rispetto delle norme. Quindi sia­mo in fase di rapida attuazione e cantierabilità».  I progetti, si fa notare, «avran­no effetti positivi rapidi su una moltitudine di beneficiari (125mila abitanti della Valle del Metauro, oltre al 15mila studenti pendolari dell'Università di Urbi­no e ai circa 10mila frequentanti di corsi specialistici) oltre che fungere da catalizzatore per il turismo ambientale e cultura­le». Il progetto «è stato già valu­tato per il finanziamento come ripristino della ferrovia turistica per 45,5 milioni di euro, di cui 1 milione già finanziato con fondi MIT del 2018 per l'implementazione dello studio di fattibilità, ovvero per l'aggiornamento con alcuni costi da sostenere (topografia di dettaglio, prove sui viadotti esistenti, e poco più) relativamente al nostro pro­getto regalato alla Comunità Metaurense, oltre a progetto della ciclabile fino ad Urbino in­viato in Regione Marche. Vi sa­ranno indubbi effetti occupazio­nali positivi per la vallata e non vi sarà ulteriore consumo di suo­lo. Va Infine rimarcato che an­che il costo del ripristino ferro­viario per il Trasporto Pubblico Locale di circa 48 km è inferiore a quanto richiesto per un paio di km stradali di circonvallazio­ne a Urbania o a Mercatello sul Metauro, ovvero che il ripristino della ferrovia commerciale co­sta circa 2 milioni di euro al chi­lometro contro i 30 - 40 milioni al chilometro di una nuova infrastruttura di trasporto in zone con parecchi ponti e gallerie co­me quella del nostro territorio».

Da: Il Resto del Carlino del 20/9/2020

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FERROVIE: LA LINEA FANO - URBINO TRA STORIA E PROGETTO DI RIPRISTINO

Categoria: Treni reali

Pubblicato: 22 Settembre 2020

Nel 1985, a seguito del decreto ministeriale n.90/T del 4 luglio 1985, venne istituita un'apposita commissione con il compito di svolgere un'indagine conoscitiva sulle linee ferroviarie a scarso traffico. Con decreto del 28 luglio 1986, veniva disposta la soppressione del servizio viaggiatori sulla Fano - Urbino a partire dal 28 settembre 1986. La linea fu sospesa dall'esercizio il 31 gennaio 1987, con decreto del ministro dei trasporti.  Il 14 luglio 2000 nasce la Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di Velorail ad uso turistico. Con decreto ministeriale n. 430 del 15 dicembre 2011 a causa della decisa contrarietà al ripristino o al mantenimento del sedime dell'allora amministrazione provinciale, la tratta venne dichiarata ufficialmente dismessa.

Il 10 aprile 2013 il Consiglio di Stato respinse il ricorso presentato da Associazione Ferrovia Valle Metauro contro la dismissione della linea. Il 7 settembre 2017 è entrata in vigore la legge 9 agosto 2017, n. 128 riguardante l'istituzione e la valorizzazione di ferrovie turistiche situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico, tra le quali venne compresa anche la ferrovia Fano-Urbino.   I costi per la riapertura al solo uso turistico vennero stimati in circa 35 milioni di euro. In data 24 luglio 2019 tramite parere favorevole del CIPE è stato stanziato un milione di Euro con cui sarà realizzato uno studio di fattibilità per la riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino a fini turistici: l’importo è contenuto nell’aggiornamento al contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI 2017—2021.

Il 14 luglio 2000, come già indicato in precedenza, nasce l’Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di ferrocicli ad uso turistico. Successivamente l'associazione puntò al ripristino dell'intera tratta. Nel 2004 con l’appoggio tecnico dell’allora Colonnello Mario Pietrangeli, 48° Comandante del Reggimento Genio Ferrovieri, si cercò di farla ripristinare ed esercire dalle unità del Genio Ferrovieri (tale ottima iniziativa non riuscì).   Un’attività importante dell’associazione è l’intervento di ripulitura che prevede il taglio della vegetazione infestante che ha coperto la sede ferroviaria. L’aspetto storico prevede la raccolta di reperti ferroviari (materiale rotabile leggero, motocarrelli e simili) e attrezzature di lavoro.  L’Associazione si prefigge, inoltre, di far conoscere ed apprezzare, soprattutto tra i più giovani, la ferrovia in genere, i suoi mezzi e la sua storia, mediante mostre, convegni e giornate a tema con esposizione di modelli ferroviari, escursioni lungo le linee ferroviarie italiane ed estere.

La linea Fano - Urbino (km totali = 48,750), è a semplice binario. Essa risulta completamente armata (a meno di una parte eliminata per realizzare una strada Fano) e integra per quanto riguarda l’armamento e le opere d’arte (ponti, gallerie, viadotti).
Manca invece di tutti gli organi di protezione e regolazione del traffico, da tempo abbandonati a sé stessi. Non sono più presenti le barriere ai PL così come tutti i sistemi a cavo. Sono invece intatte le stazioni, i binari di transito e di sosta, le banchine e i fabbricati accessori di stazione.

La ferrovia Fano - Urbino è una linea che unisce la stazione di Fano - terza città delle Marche lungo l’Adriatico - con la città d’arte di Urbino - sito UNESCO.  La linea attraversa zone di grande pregio turistico/ambientale/artistico e può servire un bacino d’utenza nella Valle del Metauro superiore a 125.000 residenti oltre Pesaro. L’Associazione FVM - Ferrovia Valle Metauro, con i propri soci e con primarie società di ingegneria ferroviaria - “Pegaso Ingegneria/Sistema Ingegneria” ha emesso nel 2015 il progetto “preliminare di ripristino” della linea ad uso trasporto pubblico locale (TPL).  Scopo del progetto è analizzare i costi di ripristino e di gestione nonché individuare le più importanti interferenze, specie quelle con la viabilità ordinaria. Il progetto preliminare studiato in dettaglio, fornisce ad Organizzazioni Pubbliche o Private i principali dati economici ed ingegneristici per richiedere finanziamenti. L’attività ha definito in circa 87 (ottantasette) milioni di € - netto IVA - il costo di investimento per il ripristino dell’opera, con durata di 30 mesi.

In agosto 2017 la Legge Nazionale 128/17, che istituisce le Ferrovie Turistiche, ha incluso la Fano - Urbino tra le prime 18 linee italiane da riutilizzare. Qualora si decidesse di avviare l’attività limitandosi al ripristino a fini turistici, con specifiche realizzative e di gestione meno stringenti, il costo si ridurrebbe a non più di 35-40 milioni di euro. In estrema sintesi, con due ipotesi d’uso della linea, si ha:

Per TPL (Solo Turistica)

- Lavori civili su opere d’arte esistenti, stazioni e fermate 13.100.000 € / (6.000.000 €)

- Nuove opere d’arte (viadotti, rilevati, sottovia, antirumore) 20.025.000 € / (2.000.000 €)

- Eliminazione passaggi a livello (da 55 a 21) 6.000.000 € / (1.000.000 €)

- Ballast, armamento, binari nuovi, segnalamento 34.500.000 € / (19.500.000 €)

- Rilievi, sondaggi, espropri minori, utenze, legal activities, progettazione & direzione lavori, imprevisti vari 13.125.000 € / (5.700.000 €)

Totale netto IVA = 86.750.000 € / (34.200.000 €)

Nel caso TPL, sono possibili almeno dodici coppie di treni giornalieri con dieci fermate; tale frequenza garantirebbe il pareggio tra costi e ricavi.  Ecco alcuni dati e parametri della linea per TPL secondo il progetto preliminare di ripristino:

Numero di stazioni* 7
Numero di fermate 5
Tipologia di rotaie 60 UNI
Tipologia di traverse RFI 230
Tipologia di scambi 30/60 km/h
Velocità massima/minima 120-75 km/h
Numero coppie di treni possibili Fino a 18
Coppie necessarie ad ottenere un sostanziale pareggio di bilancio** 12
Tempi di percorrenza 50-60 min.
Capacità 3600-5400 persone/giorno·direzione
Numero di PL esistenti (regolari) 55
Numero di PL eliminati 34
Costo ripristino comprese le nuove opere d’arte 87 M €
Ponti principali 14
Gallerie 8
Bacino di utenza potenziale*** 125.000 ab.

*più un posto movimento non abilitato al servizio viaggiatori
** in base ai parametri di finanziamento abitualmente in essere per il TPL su ferro ed ipotizzando l’attuale utenza dei bus  oppure  1200 A + 1200 R passeggeri/giorno.
*** riferito ai soli residenti e senza considerare Pesaro

Ad integrazione, FVM ha predisposto un progetto di ciclabile su strade esistenti poco trafficate e limitrofe alla ferrovia ma senza interferire (circa 52 km di piste) con una spesa di 9,7 M € + IVA.

Testo di Mario Pietrangeli

Da: https://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/15707-ferrovie-la-linea-fano-urbino-tra-storia-e-progetto-di-ripristino?fbclid=IwAR1H54_Z0rtUmyfiC2FjoBMdecX7YDGhODlk56uc_Pu6WZwR-f3-SZ4rMUc

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«PRONTI A COLLABORARE ANCHE CON SERI»

«Una bellissima campagna elettorale, ma all'emozione Iniziale sta via via subentrando iI senso di responsabilità». Luca Serfilippi che alle Comunali aveva raggiunto le 1.015 preferenze, alla sua prima esperienza alle regionali, ha preso una marea di consensi: 3.357 voti «conquistati casa per casa, negozio per negozio». Va orgoglioso Serfilippi di quelle preferenze «che sono state date a me come persona, da cittadini che non votano Lega». Con il suo furgone Serfilippi insieme ad un nutrito gruppo di amici ha battuto tutta la provincia «sempre in mezzo alla gente perché ho preferito il contatto diretto con le persone. Mi ricordo in Carpegna di essermi fermato in ogni attività ed ho sempre avuto un ottimo riscontro con gente contenta di dare fiducia ad un giovane». «Importante - continua Serfilippi - è stato il passaparola, l'apprezzamento nei confronti del mio lavoro e la voglia di sostenermi in questo mio primo impegno in consiglio regionale». Serfilippi si dichiara pronto a collaborare con la giunta Seri e si augura che l'esecutivo voglia fare altrettanto. «Per quanto riguarda Fano ci dovremmo occupare della Fano-Grosseto dove mancano perfino i progetti, della variante di Gimarra (tema che dovrà essere affrontato in maggioranza) e di come spendere i 20 milioni di euro della Regione. Non nascondo che sono sempre stato contrario ad una strada (il riferimento è all’ultimo tratto dell’interquartieri n.d.r.) che rovini le colline di Fano». Idee chiare anche sulla Fano-Urbino: «La ciclabile non può coesistere con la ferrovia, la pista va realizzata lungo il Metauro, mentre vanno ripresi i rapporti con Rfi per bloccare la dismissione della linea».  Anna Marchetti.

Da: Il Resto del Carlino del 23/9/2020

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«MINACCIATI DA TAFANI E VIPERE DEVO LASCIARE FOSSOMBRONE»

Lo sfogo di una residente per l’incuria della vegetazione lungo l’ex ferrovia

Il sindaco annuncia un sopralluogo di Rfi a cui compete la pulizia -  Cittadini esasperati

IL PROBLEMA  -  FOSSOMBRONE Emergenza tratto ex ferrovia con invasione di tafani, vipere, topi e rovi all’incredibile a Fossombrone. La notizia più attesa l’ha data ieri pomeriggio lo stesso sindaco Gabriele Bonci. «Questa mattina è in programma un sopralluogo da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, al quale partecipa anche un tecnico del Comune insieme all’assessore Ligi. Con ogni probabilità sarò presente anch’io».

Segnalazioni e lamentele

Meglio tardi che mai viene da commentare alla luce delle continue segnalazioni e legittime lagnanze di quanti risiedono nei paraggi dei binari sepolti da una vegetazione che definire folta non rende l’idea. Alessandra Fiorio ha scritto sui social che «sono costretta ad andarmene da Fossombrone, la ferrovia dismessa davanti a casa non è stata bonificata come il sindaco aveva detto: tafani, vipere, erba alta. E ci sono pure i bambini che qua ci abitano. Bisogna spegnere la luce la sera perché altrimenti i tafani vengono dentro casa. Sindaco, sono davvero delusa al punto da non credere più a nulla di quello che è stato detto, la soluzione è cambiare città, ma non ci si comporta così». La replica del sindaco non si è fatta attendere. «La pulizia della ferrovia dismessa non compete al Comune, ma a Rete Ferroviaria Italiana. Gli anni scorsi intervenivano in seguito a solleciti ed ordinanze da parte del Comune, quest’anno ribadisco che loro stessi mi hanno contattato di recente preannunciando una pulizia radicale. Per la tempistica devo sentire nuovamente Rfi, mi impegno a sollecitare e dare aggiornamenti, questo non è un problema ma per il sottoscritto un impegno preciso». Comune impotente alla luce degli eventi. Forse l’unica strada che poteva percorrere poteva essere quella di un’ordinanza immediata al fine di imporre un intervento di ripristino il più repentino possibile. Ora alla luce della nuova informativa bisognerà trovare anche il modo perché un fenomeno tanto grave non abbia a ripetersi.

L’Osservatorio cittadino

La nota dell’Osservatorio cittadino sottolinea che «gli amministratori locali sembrano con le spalle al muro, stando ai commenti che si colgono qua e là. Il problema di fondo è che devono ricorrere ai provvedimenti loro consentiti dalla legge. A questo punto non resta che attendere quali saranno i risultati che bisogna aspettarsi a cominciare da oggi per questo tratto di ex ferrovia continuamente nell’occhio del ciclone, di progetti e controprogetti, idee e suggerimenti finiti tutti in una massa oceanica di parole». Da aggiungere che il periodo più pericoloso e fastidioso per tutti, vale a dire la stagione del grande caldo, va scemando. Di tempo prezioso se n’è perso fin troppo.  Roberto Giungi

Da: Corriere Adriatico del 24/9/2020

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ORDINE DEGLI INGEGNERI
«QUELLA FERROVIA AD ALTA VELOCITÀ»

«Lo studio di pre-fattibilità che abbiamo presentato alla città e ai candidati Governatore della Regione durante il convegno 'Le Marche in rete: un nuovo mo­dello di mobilità su ferro' vuol mettere finalmente in rete le Marche, valorizzandone le aree della costa e dell'entroterra in una combinazione calibrata di collegamenti sostenibili, evitan­do così isolamento e ritardo infrastrutturale della regione. Si tratta di un progetto ferroviario concreto, altamente innovativo e, soprattutto, sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Sono due le sue direttrici: il tracciato ad alta velocità, con relativo arretra­mento della ferrovia e conse­guente collegamento con le aree interne attraverso l'adegua­mento della linea adriatica esi­stente e la riattivazione di linee ferroviarie ora dismesse. La sua realizzazione potrebbe garanti­re al territorio un trasporto velo­ce e consentire alle Marche di collegarsi meglio al resto dell'Italia e alla stessa Europa, salvaguardando quel patrimo­nio fondamentale per lo svilup­po turistico che è l'entroterra. L'integrazione dell'Alta velocità con l'entroterra sarebbe garanti­ta anche dal recupero, con investimenti ragionevoli, di linee ferroviarie in molti casi dismessi, dalla Fabriano Pergola alla Fano Urbino, sino alla Porto San Gior­gio Amandola, solo per fare al­cuni esempi. Ed è su questi tracciati  che entra in scena una delle novità più interessanti del progetto, il treno - tram, sul model­lo tedesco di Karlsruhe, per per­correre la linea adriatica e i trac­ciati di collegamento con l'en­troterra. Appare determinate il ricorso al Recovery Found per fi­nanziare lo sviluppo infrastruttu­rale delle Marche, le nostre isti­tuzioni, su questi temi, non han­no fatto squadra, facendo per­dere terreno alla regione rispet­to ad altre aree del Paese. L'alta velocità nel nostro territorio va subito inserita nelle priorità dei programmi del Ministero dei Tra­sporti».
Alberto Romagnoli, presidente Ordine Ingegneri provincia di Ancona

Da: Il Resto del Carlino del 25/9/2020

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 NUOVA FANO: “LA FERROVIA FANO-URBINO TERRA DI NESSUNO

Mancata manutenzione della linea ferroviaria chiusa. Erbacce, rovi, sporcizia lungo i binari.

Di Il Metauro 28 Settembre 2020

FANO – “La tratta ferroviaria dismessa Fano-Urbino, che la Nuova Fano spera possa essere riattivata, anche quest’anno è stata abbandonata a se stessa e da come si vede dalla foto – dichiara Stefano Pollegioni – è alla mercé di rovi e di animali di ogni genere. Ricordo all’Ente ferrovie che se pur dismessa va comunque tenuta in buono stato per questo mi domando: perché puntualmente, ogni anno, la Nuova Fano deve ritornare in argomento? Già nel 2019 per farla pulire siamo dovuti ricorrere al Prefetto di Pesaro. La foto dice molto e non ci sono scuse che reggano difronte a tanto abbandono.
Quel percorso ferrato costeggia molte abitazioni della città e della periferia e non è giusto che i cittadini che abitano a ridosso della ferrovia debbano subire tanta incuranza, non è bello abitare lungo quel percorso così indecoroso. E’ inaccettabile l’indifferenza da parte di chi è chiamato, anche dalla legge, a tenere in ordine quella tratta. Ci aspettiamo che una volta per tutte venga fatto un programma annuale che preveda la pulizia della linea in questione. Attendiamo una concreta risposta anche dall’Amministrazione comunale che ha il compito di tutelare i cittadini e il territorio. Mi auguro che questa volta qualcosa si muova altrimenti saremo di nuovo costretti a richiedere l’attenzione del Prefetto della nostra provincia.

Da: https://www.ilmetauro.it/nuova-fano-la-ferrovia-fano-urbino-terra-di-nessuno/?fbclid=IwAR0jCWY5PpddF9o8rR-EZP8G-CpJPx8fGUtpBAT4jugwqXVe_Hb7jIzkWwM  + Corriere Adriatico del 29/9/2020

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FOSSOMBRONE CAGLI E URBANIA

«LE FERROVIE TUTELINO I BINARI»

L'associazione FVM se la prende con RFI ma anche col Comune di Fermignano per i mancati lavori  -  RFI e Comune di Fermignano si sono messi "di traverso"

Mancata manutenzione della Ferrovia Fano - Urbino. A denun­ciarlo è l'associazione Ferrovia Valle Metauro (Fvm) che «con profondo disagio abbiamo la conferma dello stato di abban­dono in cui Rfi ha lasciato la Fer­rovia Turistica Fano-Urbino. Ci preme rammentare che fino a poco tempo fa l'associazione Fvm ha sostenuto a proprie spe­se e con propri mezzi la pulizia di 22 chilometri della linea metaurense, tenendola efficiente quanto meno nel tratto da Fer­mignano ad Urbino. Questa si basava sull'accordo di comoda­to d'uso tra Rfi e Provincia di Pe­saro e Urbino del 22 marzo 2013, consentiva l'uso alla Pro­vincia per tenerla pulita e realiz­zarvi prove d'uso con mezzi turi­stici da Canavaccio ad Urbino. Non vi sono stati problemi da parte Fvm a tenere la linea puli­ta con l'impegno dei propri soci fin tanto che a Fermignano vi era la precedente giunta. La nuova amministrazione, insedia­ta a fine giugno 2016, dal 13 lu­glio chiedeva alla provincia di ri­consegnare la linea ad Rfi. Con altrettanta impellente solerzia, la Provincia ha riconsegnato il 24 agosto 2016 ad Rfi la lìnea, senza avervi svolto la benché minima attività».

La storia prosegue fino all'inclu­sione nella legge sulle Ferrovie Turistiche, nell'agosto 2017 l'associazione ha intravisto la possi­bilità per il Comune di Fossombrone di sfruttare la linea nell'ambito comunale facendo gestire l'attività dei ferroclcli. «Lo scopo era anche quello di mantenere la linea integra e puli­ta. Abbiamo sviluppato un pro­getto preliminare presentato al Comune di Fossombrone per­ché chiedesse alla Regione l'as­segnazione di un contributo di 50mila euro per i primi anni di attività. Lo scopo era di avviare prove di gestione e studi vari da utilizzare per l'emissione delle norme di sicurezza da parte di Ans. L'allora presidente delle Marche, durante un Incontro promosso da Confcommercio Pesaro-Urbino, si era detto disponibile al finanziamento. La li­nea è abbandonata a se stessa, nella zona di Fermignano sono stati distrutti i mezzi parcheggia­ti sui binari che erano serviti per tenere pulita la linea. In conclu­sione. I dati elencati servono ad Illustrare ai cittadini chi sono stati gli attori, le cause e le moti­vazioni di questa spiacevole si­tuazione di abbandono da parte della proprietà Rete Ferroviaria Italiana Spa».

Da: Il Resto del Carlino del 3/10/2020

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FOSSOMBRONE CAGLI E URBANIA

FEDUZI: «ABBIAMO DIFESO LA TRATTA FERROVIARIA - FVM È IN MALAFEDE»

di Emanuele Feduzi *             

Mi stupisce l'imprecisione, o la malafede, che ha manifestato l'Associazione Ferrovie Valle Metauro nell'articolo apparso sul Carlino di ieri. A quanto mi risul­ta l’Associazione ha eseguito la­vori di pulizia della tratta Fermignano Urbino sino al 2017. A par­tire dal mio insediamento come sindaco, ho sostenuto sempre l'operato dell'associazione, pa­trocinandone le manifestazioni organizzate e soprattutto coin­volgendoli più volte nelle mani­festazioni cittadine. Successiva­mente, senza comunicazione al­cuna da parte di Fvm ed Rfi, ab­biamo visto i mezzi che l'asso­ciazione usava per svolgere la propria attività fermi e all'abban­dono presso i binari della ex sta­zione ferroviaria di cui è proprie­taria Rfi. In tutti questi anni l'am­ministrazione con impegno ha sempre mantenuto pulito, a pro­prie spese nonostante non fos­se di sua proprietà ma di Rfi, il tratto che va dal capolinea lato Urbania alla rotonda, ed in colla­borazione con Rfi almeno una volta l'anno si è proceduto alla pulizia della tratta urbana attra­verso apposite ordinanze. Inol­tre nel 2017, anno in cui Rfi sem­brava vendere la tratta e alcune aree di sedime, la nostra amministrazione scrisse per prima all'ex governatore Ceriscioli e ai responsabili di Rfi per chiedere l'acquisto da parte della regio­ne di tutta la tratta e l'impegno nei confronti di Rfi stessa per at­tivare la progettazione di una ferrovia turistica o la trasforma­zione della stessa in metropolitana di superficie. Smentisco quindi gli attacchi provenienti da Fvm che probabilmente mal informata non è a conoscenza che grazie al lavoro svolto in col­laborazione con alcuni ingegne­ri di Rfi e di tutti i sindaci coinvol­ti nella tratta nei prossimi giorni verranno avviati lavori di pulizia radicale dell'intero tratto Urbi­no - Fermignano - Fano. Inoltre smentisco che l'amministrazio­ne che rappresento abbia fatto atti di richiesta alla Provincia di riconsegnare la linea a Rfi, impe­dendo all'Associazione di opera­re, l'unica cosa fatta per il bene dei cittadini fermignanesi è sta­to richiedere alla provincia la pu­lizia della boscaglia che si era creata a causa dell'incuria negli anni. Rimango molto amareggia­to per le dichiarazioni imprecise ed improprie espresse da parte dell'associazione, ma al contem­po sono felice per i cittadini che vivono vicini alla tratta perché dopo decine di incontri, telefo­nate, sopralluoghi svolti in que­sti anni, nei prossimi giorni ini­zieranno i lavori di pulizia radica­le dell'intera linea che da oltre 30 anni si attende.

* sindaco di Fermignano

Da: Il Resto del Carlino del 4/10/2020

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Luca Serfilippi (Lega), un giovane sugli scranni del palazzo della Regione

“Dalla costa all’entroterra, sarò un riferimento”

Con 3357 preferenze è stato eletto consigliere regionale …  "Altro tema importante sarà quello delle infrastrutture. Dopo decenni di promesse è ora di passare dalle parole ai fatti. L’unica promessa che voglio fare è che ci metterò il massimo impegno per far sì che Fano Grosseto, ferrovia turistica Fano-Urbino, pista ciclabile lungo il fiume Metauro e pedemontana Fabriano-Sassoferrato-Cagli, non siano solo sogni nel cassetto, ma passo passo diventino realtà”. …

Da: Non solo Flaminia n. 6 Ottobre 2020

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BALDELLI RILANCIA LA FANO-URBINO «SVILUPPO PER I COMUNI DEIRINTERNO»

L'assessore regionale alle Infrastrutture: «Ferrovie dell'entroterra rami secchi? Sono germogli La tratta del Metauro e Pergola-Fabriano-Civitanova potrebbero integrare costa ed entroterra»

di Giorgio Guidelli

«E sentirò l'amico treno Che fischia così»  Il ragazzo della via Gluck - Adriano Celentano

RISORSA TURISTICA «Queste linee fanno parte del paesaggio, tanto che i ponti sono vincolati»

OCCASIONE UNICA «Vedo con favore l'interazione treno-bici così come treno-auto-pullman»

Il treno ha fischiato. E non fi­schia più da un pezzo. Ma non solo s'è guadagnato (ormai) pagine e pagine di letteratura sui giornali, ma pure serenate, poi disattese, nei secoli dei secoli. Almeno nell'ex Granducato di Urbino. Dove il binario è rimasto per lo più, come cantava Claudio Villa, «triste e solitario». Così, mentre al nord, la locomotiva viaggia nel verso della sostenibilità ambientale, quaggiù più al sud, la direzione è opposta. Il bi­nario è l'eccezione, l'asfalto la regola. Condito da tubi di scari­co, anche ai piedi dell'Appennino. Anche nelle svolte viarie che 'dolceggiano' tra le giogaie montane. Una infrastruttura a due velocità, la ferrovia pesare­se e urbinate, che sul fronte della Fano-Urbino ha conosciuto più salite che sul Col Galibier nella storia del Tour. Al tramonto degli anni Ottanta, su queste colonne, Paolo Nonni raccontava l'ultimo viaggio domenicale sulla littorina delle Fs. Da Pesaro a Urbino. Con un cocktail di ironia e sarcasmo, narrava col taccuino alla mano una carrozza del moribondo trenino: poche anime e desolazione. Cui, poi, sulla tratta sarebbe seguito un deserto dei Gobi di rovi. Dall'altro ieri, eccola la nuova giunta. Francesco Baldelli è assessore alle Infrastrutture.

Da 'rami secchi' a radici del rilancio del trasporto marchigiano. Quale il futuro di Pergola- Fabriano e Fano-Urbino?  «Più che radici direi veri e propri germogli. Si parla giustamente di Alta Velocità e, purtroppo, non si dice quasi nulla delle linee ferroviarie delle aree interne, che dovrebbero rifiorire per sviluppare un'economia trainata dal turismo di prossimità, legato alla riscoperta delle eccellenze artistiche, naturalistiche ed enogastronomiche di territori ancora per molti versi intatti. Pergola-Fabriano-Civitanova e Fano-Urbino, oltre all'aspetto turistico e al pendolarismo universitario, potrebbero generare uno sviluppo straordinario per molti Comuni dell'entroterra, ma anche rappresentare il modo migliore per integrare veramente le aree interne e quelle costiere, in una virtuosa sinergia. Peraltro queste linee fanno parte integrante del paesaggio e delle bellezze del territorio, tanto che i loro ponti sono vincolati dalla stessa soprintendenza».

In provincia autonoma di Bolzano, il 'ramo secco' Merano- Malles non solo ha rilanciato, ma raddoppiato. Miraggio per noi?  «Il treno deve essere "velocità" per le tratte nazionali e internazionali ma anche una "locomotiva" di sviluppo per trainare le enormi potenzialità di una fetta importante delle Marche, offrendo opportunità di lavoro nella regione anche ai giovani che avrebbero in mente di emigrare. I "rami secchi" sono tali per una miope visione basata esclusivamente su numeri mal calcolati, ma se invece osservassimo le sinergie che possono produrre con il turismo, l'agricoltura e le nuove mobilità allora la visione cambierebbe».

Il centrodestra aveva promesso un rilancio delle nostre ferrovie. In cinque anni, quale può essere una mappa futuribile delle infrastrutture? «Dobbiamo restare coi piedi per terra. Parlare, ad esempio, di arretramento dell'Alta Velocità senza fare prima un'attenta analisi costi-benefici, non è un azzardo ma potrebbe essere un "inganno" ai danni dei marchigiani. Valuteremo con attenzione le opportunità di queste "grandi" opere, ma ci piace ragionare su cose fattibili, su progetti finanziabili e di sicura esecuzione».

Ascoli, per arrivarci ci vuole una vita con il treno. Sono queste le Marche del 2020?  «Ascoli è nelle nostre priorità, oltre a questo impegno penso poi a Firenze e Roma e quindi al raddoppio della Orte-Falconara. Mi piace ragionare con una visione complessiva e, da questo punto di vista, anche le piccole tratte sono funzionali a migliorare i collegamenti tra il Nord ed il Sud delle Marche e con quei centri come Ascoli, ma penso anche a Macerata o a Urbino, che sono relativamente lontani dalla costa».

Fano-Urbino. Logico e ragionevole coprirla con una ciclabile? O meglio ciclabile più ferrovia modello Malles? «Vedo con grande favore l'integrazione treno-bici come quella treno-auto e pullman. Non dobbiamo più ragionare per mezzi separati, ma per esigenze di chi utilizza questi mezzi per muoversi, e soprattutto puntare a coinvolgere coloro che, per abitudine o per mancanza di informazioni, non hanno altra alternativa che prendere l'auto».

Priorità assolute? «Ci sono priorità e incompiute su cui impegnarci e su questo ci potrebbe venire in aiuto anche il Recovery Fund. Per i collegamenti ferroviari, oltre ai progetti di fattibilità socio-economica per il potenziamento della Orte- Falconara, l'elettrificazione della Civitanova-Albacina, e gli interventi finalizzati a sopprimere i passaggi a livello, dovremmo studiare soluzioni integrate per migliorare la mobilità "alternativa" all'utilizzo dell'auto e studiare progetti per la rivitalizzazione delle aree interne e sgravare dal traffico tante aree costiere. Tenendo sempre a mente la necessità di dare finalmente luce alle opere incompiute, come la Fano-Grosseto e come il sistema delle pedemontane»

Da: Il Resto del Carlino del 22/10/2020

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FERROVIE, MARCHE: IL NEO ASSESSORE BALDELLI SU FANO-URBINO, FABRIANO-PERGOLA E ADRIATICA

Pubblicato: 28 Ottobre 2020

Il neoeletto assessore regionale alle infrastrutture della regione Marche, Francesco Baldelli, ha messo oggi il punto su due linee a noi molto care. Lo ha fatto nel corso di una intervista a Radio Fano.

"Questo Assessorato che io rappresento scarta e ha già scartato l'idea di una ciclabile al di sopra della linea ferroviaria Fano-Urbino. Ovviamente dobbiamo rimanere con i piedi per terra, non dobbiamo comunicare illusioni ai cittadini, la riapertura della Fano-Urbino è un iter complesso, ma per poter pensare una riattivazione della tratta dobbiamo scartare il suo smantellamento definitivo. Quindi sì alla ciclabile ma non al di sopra della linea ferroviaria o in prossimità della linea ferroviaria perché altrimenti ne impediremo un suo futuro completo utilizzo. Questo riguarda anche la linea Pergola-Fabriano. Sono in corso alcuni lavori per l'elettrificazione (della Civitanova-Albacina ndr) che dovranno proseguire verso Pergola per poi una futura e possibile progettazione che coinvolga la Fano-Urbino ma anche qui rimaniamo con i piedi per terra per ora".

Baldelli interviene anche sul possibile arretramento della linea Adriatica.  "L'arretramento nel tratto marchigiano della ferrovia per l'Alta Velocità, da uno studio di fattibilità, ha un impatto di circa 10 miliardi di euro. Dobbiamo essere concreti, se questo diviene un progetto nazionale perché vi è un interesse del governo nazionale ed è una partita che il governo nazionale si può giocare anche in Europa potrà diventare fattibile. Se questo diventa invece un progetto territoriale credo che 10 miliardi di euro sarà davvero molto difficile reperirli. C'è anche un altro problema: "Ci dobbiamo chiedere, e nessuno lo ha fatto, che fine faranno le stazioni ferroviarie che sono nel cuore delle nostre città perché se noi arretriamo la linea ferroviaria, la stazione che è nel cuore delle nostre città verrebbe soppressa e quindi dovremmo pensare, e non è computato nel 10 miliardi di euro, anche a delle bretelle che poi portino i treni nei centri abitati".

Da: https://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/16169-ferrovie-marche-il-neo-assessore-baldelli-su-fano-urbino-fabriano-pergola-e-adriatica?fbclid=IwAR3OjtoFIa_cDrHiJfbsM4GhPvxp8jUQ0188RaP3RT05H7OrvsmY8frRELc

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 “LA FERROVIA DI RAFFAELLO SANZIO”

LA FERROVIA METAURENSE FANO URBINO INSERITA TRA LE LINEE TURISTICHE DELLA LEGGE 128/2017 DA RIAPRIRE

A CURA DI MARIO PIETRANGELI  - Ottobre 2020

Scopo di questo studio è quello di evidenziare i motivi per cui è necessario proteggere la ferrovia Fano-Urbino dallo smantellamento, salvaguardandone il tracciato ferroviario e le sue opere d’arte nonchè attivarsi per la sua riapertura come Ferrovia turistica (come previsto dalla legge n. 128 del 9 agosto 2017). La linea ferroviaria è sospesa al servizio viaggiatori ed in stato di abbandono ormai da decenni, pur trattandosi di una infrastruttura di rara bellezza architettonica e paesaggistica nonché, per il futuro, di fondamentale importanza per il trasporto turistico. Urbino è una delle città di Arte più importanti del mondo, annualmente visitata da migliaia di turisti e per il trasporto pendolare (Urbino è sede di una delle Università più antiche e conosciute in Italia e nel Mondo con 20 mila iscritti e con migliaia di studenti pendolari).

Per quanto riguarda il progetto di pista ciclabile - progetto portato avanti da un’associazione locale affiliata alla FIAB e sostenuto dalla precedente giunta regionale- prevedeva il passaggio della ciclabile su parte del sedime ferroviario e nelle gallerie ferroviarie nonchè sui ponti ferroviari, coprendo con asfalto il binario, inficiando in tal modo, per sempre, l’utilizzo ferroviario della linea, siamo convinti che la ferrovia storico turistica Fano-Urbino vada tutelata, visto che esistono altre possibilità di costruire ciclabili senza interferire con la ferrovia.   E’ la posizione anche dell’associazione FVM Ferrovia Valle Metauro attraverso un progetto di ciclabile trasmesso, a suo tempo, in Regione ma mai approvato dalla Regione Marche, analogamente a quanto avviene nell’Alto Adige dove le ferrovie sono a supporto dei treni (il passeggero scende con la sua bicicletta o l’affitta e prende la ciclabile per andare a lavorare o se è un turista per andare a visitare gli antichi borghi dove acquisterà i prodotti tipici nei piccoli negozi e dormirà nonché mangerà nelle strutture delle ospilità diffusa) e corrono parallelamente alle linee ferroviarie a sei metri di distanza dalla rotaia esterna, come previsto dal DPR 753 del 1980 (articoli da 49 a 56).

Riaprire la ferrovia Fano Urbino

La Fano-Urbino, direttamente connessa alla direttrice adriatica, collega la Valle del Metauro ad una realtà urbana di eccezionale valore storico-artistico come Urbino ed il cui tracciato, i ponti, i viadotti e le gallerie costituiscono un patrimonio architettonico ed ingegneristico di grande attrattiva turistica. Ora è vero che riaprire una ferrovia non è impresa di poco conto, ma se andiamo a vedere i benefici di ritorno si comprende subito che “il gioco vale la candela”. Treni regolari e moderni con un orario cadenzato spostano subito circa il 20% di automobilisti stanchi di code e traffico dalla strada alla ferrovia, mentre una pista ciclabile farebbe rimanere invariato l’inquinamento da auto. Naturalmente va rivisto anche il servizio con autobus, che va asservito alla ferrovia e non messo su strada in concorrenza con essa; infatti, i contributi chilometrici erogati dalle Province e dalle Regioni svantaggiano già in partenza la ferrovia che deve attenersi al contratto di servizio. Ma sappiamo che le lobby della gomma sono ben radicate e difficili da controllare grazie proprio a questi contributi chilometrici.  In Lombardia, ad esempio la linea Milano-Lecco via Monza-Molteno-Oggiono, a semplice binario e trazione diesel, dalla stessa situazione della Fano-Urbino è rifiorita come non mai. A parte la lungimiranza dei politici locali che ne hanno bloccato il tentativo di chiusura, ci si è messi ad un tavolo e si è trovata una soluzione adatta alla linea stessa, provvedendo al riammodernamento dei vecchi binari, all’adattamento dei convogli esistenti, alla trasformazione delle stazioni impresenziate in semplici fermate e così via. Oggi su questa “affollatissima” linea ci sono dei modernissimi treni automotori come quelli della Merano-Malles che tutti portano ad esempio, tanto che ora ci si domanda già se non sarebbe un bene addirittura elettrificarla. Tra l’altro oggi sta succedendo la stessa cosa anche sulla Como-Lecco che fino a pochi giorni addietro era in odore anch’essa di chiusura mentre ora nuovi treni e nuovi orari.

La storia della ferrovia Fano Urbino

Di seguito verrà esposta l’intera vicenda dalla costruzione della ferrovia Fano - Urbino, alla sua chiusura ai tentativi di riapertura e verranno esposti anche i costi da affrontare per la sua riapertura. La ferrovia Fano-Urbino è composta da due distinte entità costruite ed esercite differentemente:

- la linea Fano-Fermignano (costruita nel 1916 e chiusa al traffico ferroviario nel 1987);

- la tratta Fermignano-Urbino (costruita nel 1898 e facente parte della ex linea Urbino-Fermignano – Urbania - Acqualagna – Cagli -Acquaviva – Frontone – Canneto - Pergola -che poi proseguiva per Fabriano. La tratta da Fermignano a Pergola fu distrutta dai tedeschi nel 1944 nella seconda guerra mondiale e non più ricostruita. Gli ultimi binari che erano rimasti tra Acqualagna e Cagli vicino alla SS Flaminia furono smantellati negli anni 70). La prima linea confluiva nella seconda presso la stazione di Fermignano.  

Nel 1985, a seguito del decreto ministeriale n.90/T del 4 luglio 1985, venne istituita un'apposita commissione con il compito di svolgere un'indagine conoscitiva sulle linee ferroviarie a scarso traffico. 

Con decreto del 28 luglio 1986, veniva disposta la soppressione del servizio viaggiatori sulla Linea Ferroviaria Fano - Urbino a partire dal 28 settembre 1986. La linea fu sospesa dall'esercizio il 31 gennaio 1987, con decreto del ministro dei trasporti.

Il 14 luglio 2000 nasce la Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di Velorail ad uso turistico.

Con decreto ministeriale n. 430 del 15 dicembre 2011 a causa della decisa contrarietà al ripristino o al mantenimento del sedime dell'allora amministrazione provinciale, la tratta venne dichiarata ufficialmente dismessa.

Il 10 aprile 2013 il Consiglio di Stato respinse il ricorso presentato da Associazione Ferrovia Valle Metauro contro la dismissione della linea.

Il 7 settembre 2017 è entrata in vigore la legge 9 agosto 2017, n. 128 riguardante l'istituzione e la valorizzazione di ferrovie turistiche situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico, tra le quali è stata compresa anche la ferrovia Fano-Urbino. I costi per la riapertura al solo uso turistico vennero stimati in circa 35 milioni di euro.

In data 24 luglio 2019 tramite parere favorevole del CIPE è stato stanziato un milione di Euro con cui sarà realizzato uno studio di fattibilità per la riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino a fini turistici: l’importo è contenuto nell’aggiornamento al contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI 2017—2021.

Il 14 luglio 2000, come già indicato in precedenza, nasce l’Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di ferrocicli ad uso turistico. Successivamente l'associazione puntò al ripristino dell'intera tratta. Nel 2004 con l’appoggio tecnico dell’allora Colonnello Mario Pietrangeli, 48° Comandante del Reggimento Genio Ferrovieri, si cercò di farla ripristinare ed esercire dalle unità del Genio Ferrovieri (tale ottima iniziativa non riuscì).

Le caratteristiche della linea Fano Urbino ed i costi per la riapertura

La linea Fano - Urbino (km totali = 48,750), è a semplice binario. Essa risulta completamente armata (a meno di una parte eliminata per realizzare una strada Fano) e integra per quanto riguarda l’armamento e le opere d’arte (ponti, gallerie, viadotti). Manca invece di tutti gli organi di protezione e regolazione del traffico, da tempo abbandonati a sé stessi. Non sono più presenti le barriere ai PL così come tutti i sistemi a cavo. La ferrovia Fano - Urbino è una linea che unisce la stazione di Fano - terza città delle Marche lungo l’Adriatico - con la città d’arte di Urbino - sito UNESCO.  La linea attraversa zone di grande pregio turistico/ambientale/artistico e può servire un bacino d’utenza nella Valle del Metauro superiore a 125.000 residenti oltre Pesaro. L’Associazione FVM - Ferrovia Valle Metauro, con i propri soci e con primarie società di ingegneria ferroviaria - “Pegaso Ingegneria/Sistema Ingegneria” ha emesso nel 2015 il progetto “preliminare di ripristino” della linea ad uso trasporto pubblico locale (TPL).  Scopo del progetto è analizzare i costi di ripristino e di gestione nonché individuare le più importanti interferenze, specie quelle con la viabilità ordinaria. Il progetto preliminare studiato in dettaglio, fornisce ad Organizzazioni Pubbliche o Private i principali dati economici ed ingegneristici per richiedere finanziamenti. L’attività ha definito in circa 87 (ottantasette) milioni di € - netto IVA - il costo di investimento per il ripristino dell’opera, con durata di 30 mesi. In agosto 2017 la Legge Nazionale 128/17, che istituisce le Ferrovie Turistiche, ha incluso la Fano - Urbino tra le prime 18 linee italiane da riutilizzare. Qualora si decidesse di avviare l’attività limitandosi al ripristino a fini turistici, con specifiche realizzative e di gestione meno stringenti, il costo si ridurrebbe a non più di 35-40 milioni di euro. In estrema sintesi, con due ipotesi d’uso della linea, si ha:

Per TPL ecco i costi invece tra parentesi i costi per ripristino (Solo Turistica)

- Lavori civili su opere d’arte esistenti, stazioni e fermate 13.100.000 € / (6.000.000 €)

- Nuove opere d’arte (viadotti, rilevati, sottovia, antirumore) 20.025.000 € / (2.000.000 €)

- Eliminazione passaggi a livello (da 55 a 21) 6.000.000 € / (1.000.000 €)

- Ballast, armamento, binari nuovi, segnalamento 34.500.000 € / (19.500.000 €)

- Rilievi, sondaggi, espropri minori, utenze, legal activities, progettazione & direzione lavori, imprevisti vari 13.125.000 € / (5.700.000 €)

Totale netto IVA = 86.750.000 € / (34.200.000 €)

Nel caso TPL, sono possibili almeno dodici coppie di treni giornalieri con dieci fermate; tale frequenza garantirebbe il pareggio tra costi e ricavi. Ecco alcuni dati e parametri della linea per TPL secondo il progetto preliminare di ripristino: Numero di stazioni*

Numero di fermate  5

Tipologia di rotaie   60 UNI

Tipologia di traverse  RFI 230

Tipologia di scambi    30/60 km/h

Velocità massima/minima  120-75km/h

Da: https://www.mobilitadolce.net/la-ferrovia-fano-urbino-deve-riaprire/?fbclid=IwAR193VEaMW8maTaGvbL7FLOCtBDxWKfzAELpcd3xTQT6_6HXEA-XowaOxQY

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La Fano-Urbino luogo del cuore Fai mentre si rilancia la sua riaperturA

È il quinto posto marchigiano nel concorso dei siti da recuperare e proteggere attivando fondi e bandi

LA TENDENZA - FANO Che la ferrovia Fano Urbino potesse essere per molti un luogo del cuore c’erano pochi dubbi. Che potesse dire la sua anche nella classifica dei luoghi del cuore stilata dal Fai (Fondo ambiente italiano) non era magari così automatico. Il risultato è che su quel tratto di strada ferrata, che in questi anni è stata terreno di scontro dialettico anche velenoso in relazione al ripristino, toma a spandersi un alone di romanticismo che ai pugnaci assertori della riattivazione non può certo dispiacere, forti della sensibilità del nuovo assessore regionale alle infrastrutture Baldelli. Sono 2.027 i clic che la Fano - Urbino ha già incamerato sul sito del Fai e che le assegnano il quinto posto fra le bellezze marchigiane in concorso. Su scala nazionale occupata invece la centotrentunesima posizione su 36.000 siti segnalati in una graduatoria guarda caso capeggiata da un’altra ferrovia, la Cuneo-Ventimiglia-Nizza. Nel mese che separa dalla conclusione della competizione gli appassionati della Fano - Urbino proveranno a mettere in discussione una gerarchia di valori che in ambito regionale vede primeggiare villa e parco Cerboni Rambelli di San Benedetto del Tronto, che con 8.078 preferenze si sistema anche al diciannovesimo posto assoluto. La provincia di Pesaro-Urbino è ottimamente rappresentata anche dall’abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli (5.952 voti e ventiseiesimo posto) e dalla pieve di Santo Stefano di Gaifa e dalla torre Brombolona (5.119 clic e trentatreesimo posto).

Dopo una partenza incoraggiante sta invece segnando il passo il movimento di opinione che si era creato per promuovere la candidatura dell’eremo di Monte Giove, attualmente dodicesimo nelle Marche con 1.059 preferenze. Oltre a garantire rispettivamente 50.000,40.000 e 30.000 euro ai primi tre luoghi classificati e 20.000 euro al bene al primo posto delle classifiche speciali “Italia sopra i 600 metri” e “Luoghi storici della salute”, il Fai assicura a tutti i siti che avranno ricevuto almeno 2.000 voti l’accesso al bando per ottenere un intervento di restauro o di valorizzazione.  Andrea Amaduzzi

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L’annuncio

L’assessore regionale Baldelli cambia priorità «No a una pista ciclabile vicino all’ex ferrovia

Con il nuovo governo regionale del presidente Acquaroli sono cambiate immediatamente le priorità politiche non solo sull’organizzazione ospedaliera ma anche sulle infrastrutture. In particolare, l’assessore regionale ai lavori pubblici e alle infrastrutture, Francesco Baldelli, ha annunciato che viene scartato il progetto per una pista ciclabile (sostenuto da Ceriscioli, Biancani e Ricci) da realizzare sopra o nei pressi dell’ex linea ferroviaria, che ne ostacolerebbe il ripristino favorendone lo smantellamento definitivo.

Da: Corriere Adriatico del 16/11/2020

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Urbino

Baldelli dà linfa alla Fano-Urbino «Treno turistico per tutto l’anno»

Il sodalizio Ferrovia Val Metauro plaude all’iniziativa dell’assessore della Regione

IL RIPRISTINO  - URBINO Non potevano non aprire il cuore alla speranza dei sostenitori della riattivazione della Fano - Urbino le parole con cui il neo-assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli ha pensionato l’idea di una ciclabile a fianco della strada ferrata.

Sconfessato Ceriscioli

«Non possiamo fare altro che rivolgergli il nostro plauso» testimonia a nome dell’agguerrita categoria l’associazione Ferrovia Val Metauro, che nella sconfessione dell’operato dalla precedente amministrazione regionale («piuttosto che impegnarsi nel realizzare una ferrovia turistica ha fatto di tutto per imporre una ciclabile alla distanza di un metro e mezzo dal binario») individua la piena comprensione della minaccia che una ciclabile così congegnata rappresentava per il ritorno del treno. Appurato che in materia «le normative sono sempre più restrittive e le infrastrutture sottoposte a sempre più severi controlli» e che di conseguenza «nessun tecnico emanerebbe norme tali da mettere a rischio la vita di un passeggero, di un ciclista, di un ferroviere», Fvm non sbatte però la porta in faccia alla ciclabile («giusto realizzarla, esistono anche i finanziamenti, ma altrove») e anche sotto questo aspetto promuove una investitura incondizionata per Baldelli «che ha dimostrato di portare avanti quello in cui crede con fermezza». Affidato a lui il mandato «di realizzare sia una ferrovia che una pista ciclabile asservita come nei territori più sviluppati» nella prospettiva di chi intende «puntare in alto e guardare lontano», che costituisce per Fvm l’unica linea di pensiero funzionale «a ridare dignità e servizi ai territori delle aree interne che per decenni sono stati considerati da certi politici della costa solo un luogo da visitare e non da vivere».

Un milione per lo studio - Tra le carte da giocare «il milione di euro dell’aggiornamento 2018/2019 del Contratto di programma 2017-2021 per lo studio di fattibilità della Fano - Urbino ottenuto dalla senatrice Accoto», assecondando la logica di chi ritiene «la ferrovia turistica propedeutica al ripristino della ferrovia commerciale» e avendo anche ben presente che «il vero treno turistico è quello che attira turisti a centinaia ogni giorno per tutto l’anno, non a centinaia una volta alla settimana o al mese». Andrea Amaduzzi

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Urbino Capoluogo  «Metropolitana pure verso Pesaro»

L 'associazione Urbino Capoluogo con i suoi 2.300 iscritti prende atto positivamente delle dichiarazioni del neo assessore alle Infrastrutture delle Marche, Francesco Baldelli, in merito al ripristino della ferrovia Fano - Urbino. «Noi oseremmo di più - dicono il presidente Londei e il vice Giovanetti -. Crediamo che la tratta ferroviaria debba essere parte fondamentale di un anello metropolitano che si congiunge con la Valle del Foglia e Pesaro. Così si realizza la vera integrazione tra costa ed entroterra».

Da: Corriere Adriatico del 21/11/2020

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Proteste dell’associazione For.Bici Fiab contro lo stop alla ciclovia tra Fano e Urbino
"Il no alla pista ciclabile sembra una scelta puramente ideologica"

Preoccupano le parole del neo assessore regionale alle infrastrutture che intende bloccare la ciclovia tra Fano e Urbino ormai a un passo dal traguardo; si compromette infatti un lavoro lungo e paziente che prevede oggi una pista ciclo-pedonale lungo (e non sopra) i binari e domani un treno turistico. La stessa RFI ha avallato questo progetto che nei prossimi mesi, grazie ai 4,5 milioni di euro della UE, farebbe partire la bonifica di un tracciato dismesso che, in degrado da decenni, impedisce la riqualificazione di tutti i centri attraversati e arreca molti disagi agli abitanti.

I sindaci interessati, praticamente tutti e al di là del loro colore politico, condividono la scelta della ciclabile perché è l’unica praticabile a breve-medio termine senza pregiudicare alcuna soluzione futura; sono inoltre favorevoli associazioni, agriturismi, imprese cicloturistiche, aziende, cittadini, ecc. anche perché, essendo dismessa, sulla ex ferrovia chissà per quanto tempo non ci sarebbe alcuna interferenza tra ciclisti o pedoni e treni. Nel frattempo, perché non usare il percorso, rimediando a degrado e abbandono?

Oltretutto, per il ritorno di un treno (per la legge 128/2017 solo turistico e non di trasporto pubblico locale) bisognerebbe tener conto di molte cose: a) vincoli della legge suddetta (niente finanziamenti, niente ferrovia turistica; e non risolve certo la situazione 1 milione per l’ennesimo studio); b) ben 97 attraversamenti stradali (passaggi a livello? sopraelevate? sottopassaggi?); c) revisione di ponti e gallerie; d) sostituzione di binari e traversine; e) selezione dei soggetti in grado di gestire la linea; f) modifiche di tutti i PRG, ecc.; in più, trovando enormi capitali meglio utilizzabili sulla Roma Falconara in buona parte ancora a binario unico.

Confermato quindi che, eventualmente, ci vorrebbero decenni e non qualche anno per una nuova ferrovia solo turistica, utilizzabile per alcuni giorni l’anno da una settantina di turisti, che dovrebbero prendere un bus per arrivare dalla stazione al centro di Urbino. Conviene? Incredibilmente, qualcuno dice sì.

Per questo il no alla pista ciclabile sembra una scelta puramente ideologica, anche perché le norme di sicurezza per nuove ferrovie non consentono più il passaggio dei treni commerciali a raso nei centri abitati, come ci ricorda per esempio la tragedia di Viareggio; bisognerebbe anche convincere chi va a piedi o in bici a continuare a rischiare la vita sulla pericolosa via Flaminia, anche se esiste un percorso abbandonato ideale per spostamenti sicuri tra quartieri in parte già finanziato; essendo poi chiaro che una ciclovia nella valle del Metauro porterebbe enormi vantaggi (sicurezza, spazi sociali, aree verdi, ex stazioni riqualificate, parcheggi, aumento dei valori immobiliari, ecc.), come nel caso di tantissime ex ferrovie riconvertite in piste ciclopedonali che hanno migliorato la mobilità quotidiana e sviluppato il turismo.  da: Associazione FIAB Fano For.Bici

Da: https://www.pesarourbinonotizie.it/45691/proteste-dellassociazione-for-bici-fiab-contro-lo-stop-alla-ciclovia-tra-fano-e-urbino  del 23/11/2020

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Ferrovia Fano-Urbino, Sinistra per Urbino: "Non sole parole ma ora fatti e atti concreti

“24/11/2020 - Le dichiarazioni del neo assessore regionale Baldelli di pronunciare il “de profundis” alla ciclabile a fianco della ferrovia Urbino-Fano, non può che trovare il plauso di Sinistra per Urbino. Infatti questo progetto fantasioso di ciclabile costituiva più una pericolosa minaccia per la ferrovia che una fattibile e utile arteria per i ciclisti.
Il Pd e tutti coloro, forze politiche e associazioni della costa, dovrebbero rassegnarsi a non ostacolare ed impedire il ripristino della ferrovia e il rilancio delle infrastrutture per l'entroterra.  La politica della trascorsa legislatura di penalizzare l'entroterra non ha portato bene e la Regione è passata per la prima volta alla estrema destra. Se non si vuole che questa sconfitta duri a lungo, saranno necessarie, politiche sociali di sinistra e personalità che offrano maggiori garanzie per un rilancio dell'entroterra. Sul ripristino della ferrovia vanno rimarcate in tutti questi anni anche la mancanza di iniziative, la totale passività e il completo silenzio della Giunta di destra di Urbino. Il treno è servito come argomento per la campagna elettorale, per carpire voti, ma poi una volta raggiunta la vittoria elettorale, è calato sul treno un lungo silenzio.

Ovviamente come abbiamo sempre sostenuto siamo a favore del diffondersi delle ciclabili, sia per il dilettantismo sportivo che per un uso civile ed ecologico della mobilità provinciale, ma non a scapito o per sostituirsi alla ferrovia. La ciclabile dovrebbe vedere la luce a fianco della vecchia Flaminia, e proseguire per collegare Urbino a Pesaro: siamo già in ritardo, se si fosse intervenuto prima per soddisfare questa esigenza di mobilità leggera ed ambientale, si sarebbero risparmiati tanti incidenti e lutti, anche di giovani, che hanno segnato profondamente pure la nostra comunità. Ora oltre alle dichiarazioni, sempre utili ma platoniche a favore della ferrovia, aspettiamo passi concreti perchè si realizzi l'agognato treno turistico. I primi soldi sono arrivati. È ora di procedere con celerità e competenza. Il Covid e le restrizioni conseguenti non dureranno a lungo, e la stagione turistica riprenderà al termine della pandemia con maggiore intensità. Non bisogna farsi trovare impreparati. Questi sono i tempi per lavorare al suo ripristino cominciando con l'uso turistico, propedeutico a quello commerciale e civile. Il ripristino dovrà avvenire non solo sotto il controllo, ma anche per iniziativa e con la gestione pubblica, in modo da evitare che il profitto privato possa procurare illusioni immediate destinate a spegnersi alle prime difficoltà. Se il treno deve ripartire, bisogna che parta in sicurezza dando una garanzia certa sia per l'uso che per la durata. Una falsa partenza sarebbe esiziale e significherebbe la fine di questa speranza.
L'Associazione FVM che in tutti questi anni ha speso energie e fatiche per mantenere viva questa necessità, costituirà volentieri un indispensabile centro di consultazione perchè il treno torni a sfrecciare lungo la Valle del Metauro.   Da Sinistra per Urbino

Da: https://www.vivereurbino.it/2020/11/24/ferrovia-fano-urbino-sinistra-per-urbino-non-sole-parole-ma-ora-fatti-e-atti-concreti/861565/

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Fano-Urbino, i propositi di indirizzo dell'assessore Baldelli

«Ciclabile lontana dalla ferrovia»

«Così sarà salvaguardata la linea per il suo utilizzo turistico. Ed è la normativa che decide in questo modo»

Recuperare la ferrovia Fano-Urbino ad uso turistico, intervenire urgentemente per migliorare la Fano-Gubbio, fare il punto della situazione sulla Fano-Grosseto e collegare la superstrada con la quadrilatero di «cui esiste già un progetto». Sono i termini che Confcommercio provinciale ha posto ieri all'assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli in un incontro on line a cui ha partecipato anche l'associazione Ferrovia Valle Metauro che da sempre si batte per il ripristino della linea ferroviaria Fano-Urbino. «Proprio sulla Fano-Urbino - ha precisato il direttore provinciale Amerigo Varotti - abbiamo chiesto all'assessore che sia rispettata la previsione di ferrovia turistica e, in futuro se ci saranno le risorse, la sua trasformazione in metropolitana di superficie». Porte aperte da parte dell'assessore Baldelli: «La filosofia del mio assessorato è di una visione regionale delle infrastrutture per evitare inutili frammentazioni. Da porto e interporto devono partire le interconnessioni stradali, ferroviarie e le ciclovie». Poi con chiarezza, Baldelli ha espresso la volontà di allontanare dalla ferrovia Fano-Urbino la pista ciclabile «per salvaguardare la linea per il suo utilizzo turistico». E ancora: «Non siamo noi a deciderlo è la normativa a stabilire che non ci possono essere interferenze tra la pista ciclabile e il trasporto pubblico locale. Stiamo, quindi, intervenendo in maniera da preservare la linea ferroviaria e da prevedere la ciclabile. E su questo che stiamo lavorando, dopo le tante parole spese nel passato». Sulle infrastrutture come strumento per lo sviluppo delle Marche e di questa provincia ha insistito Varotti: «Dobbiamo essere pronti per il dopo covid. Al termine della pandemia il nostro modello turistico sarà vincente perché in questo territorio si applica il distanziamento naturale». «Ci piace la visione d'insieme - ha aggiunto la presidente della Confcommercio Barbara Marcolini - proposta dall'assessore che prevede un sistema di sviluppo integrato tra costa e entroterra». «Non può esserci contrapposizione tra la costa e l'entroterra - conferma Baldelli - tutte le città devono fare squadra e questo modo di vedere permetterà, alla nostra regione di fare passi avanti decisivi».

Da: Il Resto del Carlino del 27/11/2020

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 NO ALLA CICLOVIA FANO-URBINO? FIAB FOR.BICI FANO: “SCELTA PURAMENTE NON REALISTICA”

30 Novembre 2020 

 Fano (PU) –L’associazione FIAB Fano For Bici torna sul No dell’assessore regionale Infrastrutture alla realizzazione della pista ciclabile nella ex linea ferroviaria Fano-Urbino.

“Sorprende – viene sottolineato – la superficialità di chi parla della Fano Urbino come se fosse una “ferrovia turistica”, in futuro utilizzabile addirittura per il trasporto pubblico locale, e di “interferenze” tra biciclette e treni”.  Evidentemente mancano alcune informazioni fondamentali:

1 – la Fano Urbino da anni non è più una ferrovia ma solo un bene immobile; lo dimostra tra l’altro la decisione di RFI, per fortuna bloccata, di vendere a pezzi questo bene di sua proprietà;

2 – le presunte interferenze: la stessa RFI ha autorizzato una pista ciclabile lungo i binari proprio perché i treni non ci possono passare;

3 – non essendo più una ferrovia, è venuto meno il vincolo di inedificabilità entro la fascia di rispetto, dove infatti sono stati legittimamente ampliati o costruiti numerosi edifici;

4 – la legge che istituisce le ferrovie turistiche dice per ben 4 volte che alcune tratte “possono” diventare “turistiche” solo “a condizione che” vengano trovati i finanziamenti; siccome nessuno ha idea di dove trovare “ben oltre” 100 milioni (= oltre 193 miliardi delle vecchie lire) attualmente non esiste alcuna “ferrovia Fano Urbino”.

Inoltre, una ferrovia eventualmente ricostruita non potrebbe fare il trasporto pubblico locale perché le norme di sicurezza non consentono più il passaggio a raso dei convogli nei centri abitati;

dovrebbe sottostare alle seguenti prescrizioni emanate dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria: “I PL sprovvisti di dispositivi automatici … devono essere presenziati a terra da personale opportunamente istruito che provveda a chiudere i PL lato strada ed impegnati dai treni solo dopo che il macchinista si sia arrestato prima del ciglio della strada e abbia verificato l’avvenuta chiusura manuale dell’attraversamento“, nel nostro caso ben 97;

da chi verrebbe gestita? con quali risorse? in base a quale progetto? non sarebbe un inutile doppione dei bus che coprono tutto il territorio, e non solo il fondo valle, con tantissime comode fermate?

Da: fanoinforma.it del 30/11/2020

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RECOVERY FUND, IL GOVERNO VA LENTO.

BALDELLI: "NOI ABBIAMO UN PROGETTO PRECISO CON UNA VISIONE D'INSIEME FONDATA SU STRADE, FERROVIE, PORTO, AEROPORTO E CICLABILI".

*dal Corriere Adriatico del 4 dicembre 2020, di Maria Teresa Bianciardi

IL COLLOQUIO L'ultima novità, data quasi per certa, è che per i soldi del Recovery fund declinato sulle infrastrutture le Marche insieme alle altre Regioni andranno allo scontro con il governo negando a Roma la lista delle opere. Dopo l'ennesima conferenza Stato-Regioni andata a vuoto i governatori stanno maturando una protesta tanto simbolica quanto clamorosa come risposta alle lungaggini per cui il ministero delle Infrastrutture dopo settimane di riunioni non definisce criteri e riparto delle spese tenendo appesi tutti gli enti locali.

L’IDEA BASE -  Questo non significa che la Regione di Acquaroli e Baldelli sia rimasta fin qui con le mani in mano. Anzi. L'assessore ha un progetto preciso in mente: «La prima cosa che abbiamo fatto - spiega Baldelli, titolare delle Infrastrutture a palazzo Raffaello - insieme ai tecnici è stata quindi quella di elaborare una visione di insieme che ci consenta di studiare un sistema di infrastrutture interconnesse e intermodali. Un sistema in cui lo sviluppo del trasporto su strada, quello ferroviario e quello ciclabile procedano in modalità complementare senza dimenticare il ruolo fondamentale che dovranno svolgere porto, aeroporto e interporto».

IL RUOLO DEL CAPOLUOGO - Baldelli parte da Ancona per scalettare la sua idea di Regione connessa e intermodale: «In questa visione di insieme che abbiamo elaborato - continua l'esponente di FdI - punto focale d'attrazione non solo turistico ma per lo sviluppo economico della regione nel suo insieme sono il porto di Ancona e l'aeroporto di Falconara, che rappresentano le porte di ingresso della nostra regione. Quindi, particolare attenzione all'ultimo miglio stradale del porto e al potenziamento dell'accessibilità all'aeroporto. Da qui, poi, dovrà diramarsi una rete di infrastrutture che colleghino tutte le Marche. Senza sottovalutare il ruolo dell'interporto di Jesi».

IL PASSAGGIO CHIAVE - Baldelli punta il dito sulle ferrovie, come passaggio chiave: «Nel 2030, il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. Quadrilatero che è un'opera strategica va collegata con gli altri territori attraverso la Pedemontana delle Marche e le Intervallive, che consentirebbero di attraversare il cuore delle Marche da nord a sud, e viceversa, in sicurezza e in tempi celeri».

IL NODO - Altrettanto prioritario secondo Baldelli «è il completamento della Fano-Grosseto, per creare il collegamento tra i due mari a nord della regione. Stiamo lavorando anche per migliorare il collegamento di Ascoli verso la A24 e verso la Salaria, oltre a spingere con Società Autostrade per ottenere la terza corsia autostradale tra Porto Sant'Elpidio e San Benedetto e allargare, da tre a quattro corsie, l'accesso da nord ad Ancona».  Manca all'appello la Orte-Falconara e qui Baldelli lancia frecciate verso Roma, preludio della polemica di cui sopra. «È chiaro che i binari per la capitale ci interessano.  Ma a tutt'oggi non sappiamo se questi sono un'opera di interesse nazionale e questo ci impedisce di poter mettere in ordine le altre priorità come una linea ferroviaria interna con la elettrificazione, innanzitutto, della Civitanova-Albacina-Pergola, da collegare in futuro con la tratta, ora dismessa, della Fano-Urbino. Conte parla di task force di centinaia di persone per la gestione dei fondi europei ma le vere task force sono le Regioni, che conoscono palmo a palmo i propri territori e le loro necessità». Si arriva così al conto finale della lista della spesa. Baldelli tira la riga: «Tutte queste opere cubano sette miliardi. Inizialmente ne servirebbero cinque, l'obiettivo è aprire un cantiere uno sulle grandi opere».

 Da: Antonio Baldelli Page  -  5/12/2020

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 “La Fano-Urbino e la Fabriano-Pergola sono opportunità per il territorio”

La nota di Fabio Riberti, segretario aggiunto del sindacato OR.S.A. Trasporti Marche sul ripristino delle ferrovie Fano-Urbino e Fabriano-Pergola.

ANCONA – “Nel febbraio 2020 la Segreteria Regionale del sindacato OR.S.A Trasporti incontrò il presidente della Regione Marche Ceriscioli e il presidente della commissione Trasporti Biancani per rammentare l’importanza strategica, per tutta la vallata del Metauro, del ripristino di una Linea Ferroviaria come la Fano – Urbino finanche quale volano per l’occupazione e l’economia dell’entroterra e ponendo nel contempo dei rilievi critici in merito alla realizzazione di una pista ciclabile al fianco del tracciato Ferroviario della medesima linea Ferroviaria. Il timore tutt’altro che ipotetico, derivante dalla nostra competenza in materia Ferroviaria che ci vede da anni impegnati con sistematicità con ANSF – AGENZIA NAZIONALE SICUREZZA FERROVIARIA, attiene l’assoluta incompatibilità di una pista ciclabile costruita a soli 1,5 m dalla ripristinanda linea Ferroviaria Turistica Fano- Urbino. L’incontro si concluse con un nulla di fatto e nessuna delle osservazioni poste fu recepita, tanto da costringere la stessa Organizzazione Sindacale ad un atto di diffida alla Regione Marche al fine di salvaguardare il ripristino della stessa Linea Ferroviaria. Le elezioni regionali e l’avvento della nuova compagine politica, in evidente discontinuità con la precedente, sembra recepire e valutare attentamente le richieste a suo tempo sostenute da ORSA e si ha la chiara sensazione di approcci funzionali al ripristino di questa importante Infrastruttura Ferroviaria.

I significativi interventi del neo Assessore Baldelli, associati a rilevanti azioni nazionali del Movimento 5 stelle con l’ottenimento di 1milione di euro per lo studio di fattibilità, restituiscono fiducia nella “buona politica “ quella che supera colori e ordini di scuderia facendo prevalere il bene collettivo per la mobilità dolce anche per i territori dell’entroterra da decenni dimenticati. I finanziamenti ulteriori che potrebbero arrivare dal Recovery Fund, se richiesti per la riattivazione di linee sospese come la Fabriano-Pergola o come la ferrovia turistica Fano-Urbino, potrebbero trovare facile accoglimento proprio perché corrispondono ai criteri di selezione progetti delle Linee Guida definiti Piano nazionale di ripresa e resilienza approvate dal Comitato interministeriale per gli affari europei nel settembre scorso. In particolare si evidenzia: la modernizzazione del Paese, la transizione ecologica e l’inclusione sociale. Mai come ora avere una visione del sistema dei trasporti su ferro nelle Alte Marche diventa fondamentale per poter riprogettare il collegamento tra le due linee locali Fabriano-Pergola e Fano-Fermignano-Urbino facendole diventare così linee di transito e quindi restituire ad Urbino la possibilità di un collegamento con la capitale. 

Rammarica leggere articoli di progetti faraonici come l’arretramento della ferrovia adriatica, dato che l’attuale è una linea modernissima inserita nei corridoi TEN-T, con stazioni posizionate al centro dei maggiori centri della regione Marche; sorprende leggere articoli di richieste ai ministri e assessori alle infrastrutture di nuove ferrovie locali nella Valle del Foglia senza una visione di insieme e senza una proposta di tracciato; lascia basiti leggere articoli di associazioni ciclistiche che disapprovano il trasporto su ferro nella Valle del Metauro fantasticando su norme, regolamenti e leggi. ORSA, pur prendendo atto del contesto storico assolutamente difficile, ritiene vi siano molte opportunità per progettare una nuova mobilità dei cittadini contemperando le esigenze di chi ha a cuore la nostra economia, l’occupazione e l’ambiente. Molti segnali positivi di concretezza sono arrivati dalla politica regionale, ci auguriamo possano essere presto confermati per il futuro”.

 Da: Ilmetauro.it del 5/12/2020

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Ferrovia Fano-Urbino, +Europa PU: "Sì al percorso ciclabile, no al ripristino ferroviario"

di +Europa PU  - Il tema della riapertura della tratta Fano Urbino è stato da tempo oggetto di dibattito politico. In molti si adoperano per fantasiose soluzioni riguardanti il futuro di questo ex collegamento ferroviario, chiuso nel 1987. 

Come +EUROPA PÙ, neocostituito gruppo territoriale di + EUROPA, chiediamo che venga utilizzato un metodo serio, razionale e scientifico, unico modo per ottenere crescita del territorio.  “Abbiamo letto con preoccupazione le dichiarazioni del neo assessore Baldelli, secondo cui è  auspicabile il ripristino del collegamento ferroviario realizzando una tratta turistica. Ci chiediamo, se sia stata fatta una seria analisi costi/benefici? È davvero conveniente per il territorio  rinunciare a 4 milioni e non realizzare il percorso ciclabile per aspettare altri anni il ripristino della  tratta ferroviaria? Ad oggi ho sentito tante dichiarazioni a favore ma nessuna seria considerazione a supporto di questo scenario” dichiara la coordinatrice Cora Fattori.  Elenchiamo una serie di aspetti che riteniamo sia necessario considerare e che ad oggi non ci sembra  siano stati adeguatamente analizzati: 

COSTI - Ricordiamo che la sola realizzazione della linea ferroviaria è stimata a circa 100 milioni,  milione più milione meno, a questo aggiungiamo altri 30 milioni per elettrificata e, ovviamente, il  costo per la tenuta in esercizio del servizio turistico, che sarà molto alto a giudicare dai dati di  infrastrutture simili. Abbiamo da subito un costo/abitante dell’opera importante.  Le entrate stimate sarebbero presumibilmente molto basse, a meno di un incremento esponenziale del turismo da ferrovia, cosa non dimostrata e per molti addetti ai lavori di difficile realizzazione. È stata paventata l’ipotesi di investire in questa infrastruttura i preziosi finanziamenti del Recovery  Fund. Ricordiamo a tale proposito che questi sono finanziamenti eccezionali, che non vanno  sperperati e spesi a cuor leggero. I finanziamenti Europei che arriveranno sono una preziosa  occasione che non ricapiterà, dobbiamo utilizzarli al meglio per un vero sviluppo economico,  sociale ed imprenditoriale del territorio. Le nostre aziende hanno bisogno di infrastrutture digitali,  di un piano serio che le guidi verso la transizione ambientale e non di un trenino giocattolo. Occorre  ricostruire un sistema imprenditoriale fortemente compromesso con la crisi del 2008 ed  ulteriormente ferito dalla terribile pandemia del Covid-19.  Nasce quindi doverosa la domanda se sia mai stato stimato il rientro economico da eventuale  indotto turistico, visto che una prima analisi non sembra sostenere le spese previste. 

UTILITA’ -  Una linea turistica può viaggiare a velocità ridotte, si stima il tempo di percorrenza Fano Urbino in 2 ore circa, escludendone così di logica l’utilizzo da parte di pendolari e studenti.  Anche il numero di tratte/giorno previste sarebbe assai limitato. A questo si aggiunge il ripristino dei passaggi a livello, che renderebbe la viabilità delle aree  attraversate molto problematica, basti pensare alla sola Calcinelli e al disagio che ne avrebbero i  suoi abitanti, ma tanti altri borghi ne sarebbero compromessi.

AMBIENTE -  Vista la limitatezza dell'utilizzo previsto per i cittadini, dato dal fatto di avere tempi  lunghi e poche corse/giorno (come previsto da normativa), è presumibile che questi continueranno  a spostarsi su gomma, così anche per le merci, perdendo un reale beneficio ambientale rispetto allo  stato attuale. Sarebbe a questo punto preferibile investire su sistemi alternativi come bus elettrici, una seggiovia  sopra la ciclabile, le proposte che si stanno studiando sono tante, ed invitiamo a valutarle  seriamente al posto di fare grandi proclami per accontentare l’elettorato. Lo spostamento su ferro è per noi assolutamente importante, a tale proposito rimandiamo alla  proposta che Legambiente ha presentato con il suo dossier di 122 pagine al governo nazionale in cui si auspica un incremento delle linee ferroviarie di lunga percorrenza, come quelle di  collegamento tra le due coste (tirrenica e adriatica). Completamente diverso appare questo  collegamento. 

OPPORTUNITÀ -  Invitiamo infine a non perdere l’opportunità di realizzare un percorso ciclabile già  finanziato con 4Mln di €. Un percorso ciclabile sarebbe da subito utilizzato, soprattutto grazie alle  nuove e-bike che grande diffusione stanno avendo in questi ultimi anni, permettendo di sviluppare  la mobilità dolce anche in territori collinari come i nostri. Un percorso ciclabile comporterebbe una  spesa di realizzazione e gestione tale da essere facilmente ammortizzata anche in caso di successiva rimozione. Speriamo che l’amministrane regionale non ci porti a perdere altri anni, con una ex  ferrovia lasciata all’abbandono e inutilizzabile.  La Regione Marche ha investito molto sul cicloturismo, rendendo i 4Mln ben spesi e no sprecati. Un  percorso ciclabile rientrerebbe pienamente in una serie di azioni portate avanti negli ultimi 10 anni.  Progetti come Marche Outodoar, che disegna una serie di percorsi capaci di collegare costa ed  entroterra, i finanziamenti del GAL Flaminia Cesano, per incentivare la mobilità dolce attraverso il  finanziamento di infrastrutture ciclabili per il turismo e per gli abitanti dei borghi, che comprendono  anche finanziamento alle imprese private che si vogliono strutturare per implementare i servizi  legati al cicloturismo.  Riteniamo che sia gravissimo che un assessore regionale ignori o voglia ignorare il percorso di  investimenti e di crescita su questo settore.  Come + EUROPA PÙ non siamo convinti dall’idea di riprestare la ferrovia, turistica e non, ma siamo  disposti a cambiare le nostre posizioni, serenamente e in modo aperto, ma solo a fronte di una seria  analisi che risponda alle considerazioni appena presentate. 

Da: https://primocomunicazione.it/articoli/politica/ferrovia-fano-urbino-europa-pu-si-al-percorso-ciclabile-no-al-ripristino-ferroviario?fbclid=IwAR1scSG5jybSPeXz2qDrbz8TbnJVsWugBW6X0udj0rpgtTljjjenBwpAsxY

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La ciclabile Fano Urbino? Solo un po’ più in là

L’assessore regionale Baldelli modifica il progetto allontanando la pista dalle rotaie: “ Così non  impediremo la riattivazione della ferrovia”

Avvio dei lavori entro dicembre 2021 Già pronti 4,5 milioni di fondi europei

Si farà, ma sarà 5 metri più in là. La ciclovia Fano-Urbino, quella che segue il tracciato della vecchia ferrovia, si farà senza alcun ritardo rispetto ai tempi previsti dalla precedente amministrazione e utilizzando, per il primo tratto Fano-Calcìnelli, i 4,5 milioni di euro dei fondi europei. La conferma arriva dall'assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli che insieme ai tecnici della Regione sta mettendo mano al percorso.

Quale sarà il nuovo tracciato della ciclabile? E il precedente progetto che fine farà? «Sulla Fano-Urbino non è mai esistito alcun progetto, ma solo uno studio di fattibilità che prevedeva la pista ciclabile a un metro e mezzo dalle rotaie. Noi, invece. stiamo studiando un percorso che si allontani di circa 5 metri dalla linea ferroviaria per non compromettere, in futuro, la sua riattivazione come metropolitana di superficie».

Dove passerà il nuovo percorso? «Non ci sarà alcun stravolgimento, anzi realizzeremo una ciclovia più urbana della precedente in quanto utilizzeremo anche strade già esistenti, passando a fianco di negozi, centri commerciali, chiese, palestre: quindi una ciclovia ancora più utile per i centri urbani e i cittadini che vogliano spostarsi in bici».

La nuova proposta sarà presentata ai sindaci? «Ovviamente si tratta di una ipotesi progettuale che, appena pronta, intendiamo condividere con gli amministratori interessati: ci incontreremo nei prossimi giorni».

Quando si aprirà il cantiere? «Saranno rispettati I tempi previsti, forse potremmo fare prima. In ogni caso per quanto riguarda l'avvio dei lavori, il cronoprogramma prevede che sia sottoscritto il contratto entro dicembre 2021».

Dunque nessun allungamento dei tempi? «Assolutamente no. Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza chi nei centri urbani si sposta in bicicletta e al tempo stesso salvaguardare il percorso ferroviario. Non vogliamo penalizzare il futuro utilizzo della linea ferroviaria Fano Urbino per il trasporto pubblico locale in vista anche dei fondi che potranno arrivare con il Recovery fund». Anna Marchetti

Da: Il Resto del Carlino del 7/12/2020

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Nasce Urbino Link, biglietto unico treno-Adriabus

Da oggi parte la convenzione con la Regione Marche partner - Prezzi molto convenienti

IL SERVIZIO- URBINO Nasce Urbino Link: treno più bus per raggiungere la città ducale in modo rapido, economico e sostenibile. Un unico biglietto, acquistabile da tutti i canali Trenitalia. Il servizio è stato attivato grazie alla collaborazione tra Trenitalia e Adriabus, con la partnership della Regione Marche. Il servizio, denominato Urbino Link, sarà attivo da oggi. «In una regione che sconta ritardi atavici nell’accessibilità e nella dotazione infrastrutturale, specie per l’entroterra, il trasporto pubblico è chiamato a svolgere un ruolo strategico per la competitività del sistema -commenta l’assessore regionale ai Trasporti, Guido Castelli - Ecco perché il caso dell’Urbino Link è una di quelle forme che, esaltando l’intermodalità, assolve a questa funzione che è propria del trasporto pubblico delle Marche: quello di legare territori altrimenti in difficoltà per la carenza della dotazione infrastrutturale. Urbino Link è un pezzo di quella strategia di valorizzazione dell’entroterra particolarmente cara al presidente Acquaroli, soprattutto quando l’entroterra ha questo valore universale che tutti riconoscono alla Città Ducale».

Da oggi è quindi possibile giungere a Pesaro con uno dei 76 treni in arrivo nella stazione e proseguire verso Urbino con uno dei bus in partenza ogni 30 minuti dalla stazione ferroviaria verso la città. Per usufruire del servizio è sufficiente un unico biglietto, con origine o destinazione Urbino, acquistabile comodamente con l’app di Trenitalia, o presso una delle tante self-service e biglietterie Trenitalia, nonché in tutti i canali di vendita Trenitalia disponibili. Ma Urbino Link non è solo un servizio smart, è anche molto conveniente: si può raggiungere Urbino da Ancona con 8,60 euro, oppure da Rimini con 7,25 euro o, ancora, attraversare le Marche da San Benedetto del Tronto ad Urbino spendendo 15,10 euro.

Da: Corriere Adriatico del 8/12/2020

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«Ripristinare la ferrovia turistica Fano-Urbino? Non ci serve un trenino giocattolo»

Dopo le dichiarazioni dell'assessore Baldelli, replica Fattori (+Europa)

«Abbiamo letto con preoccupazione le dichiarazioni del neo assessore regionale Francesco Baldelli, secondo cui è auspicabile il ripristino del collegamento ferroviario realizzando una tratta turistica. Ci chiediamo, se sia stata fatta una seria analisi costi/benefici?» E' quanto si chiede Cora Fattori, coordinatrice del gruppo territoriale +Europa. «Ricordiamo che la sola realizzazione della linea ferroviaria è stimata a circa 100 milioni, milione più milione meno, a questo aggiungiamo altri 30 milioni per elettrificata e, ovviamente. il costo per la tenuta in esercizio del servizio turistico. Abbiamo da subito un costo/abitante dell'opera importante. Le entrate stimate sarebbero presumibilmente molto basse, a meno di un incremento esponenziale del turismo da ferrovia.

Quanto all'ipotesi di investire i preziosi finanziamenti del Recovery Fund, ricordiamo che questi sono finanziamenti eccezionali, che non vanno sperperati a cuor leggero. Alle nostre aziende servono infrastrutture digitali, un piano serio verso la transizione ambientale e non un trenino giocattolo».

Da: Il Resto del Carlino del 9/12/2020

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Ferrovia Fano-Urbino, la Nuova Fano benedice la pista ciclabile e auspica che la tratta ferroviaria venga riattivata

Di   Redazione Flaminia   9 Dicembre 2020 
Come Nuova Fano abbiamo sempre guardato con interesse la riattivazione della tratta ferroviaria che  non deve servire solo il turismo ma anche la comunità residente e per questo riteniamo che debba funzionare tutto l’anno. L’utenza della vallata del Metauro raccoglie circa 125 mila abitanti che potrebbero usare il trenino per andare al mare, per raggiungere il posto di lavoro oppure per frequentare i mercati e le iniziative sia dell’entroterra che della città di Fano senza dover essere costretti all’uso della autovettura. Un bene anche per gli oltre 15 mila studenti pendolari che non avrebbero più da subire la difficoltà dei mezzi di trasporto su ruote (molti ragazzi non scelgono più l’Università di Urbino per via delle difficoltà legate al trasporto). L’Universitaria di Urbino è stata premiata, nel 2019, dai risultati della classifica redatta dal Times Higher Education Europe quale città ideale per studiare (prima in Italia tra le 200 città universitarie  europee) certamente un valore non trascurabile.
Non ultimo il turismo, non solo fanese. Infatti la linea ferroviaria in questione può diventare uno stimolo, e un indotto economico importane, per il turismo del mare che potrà godere anche delle bellezze culturali offerte dal percorso fino a raggiungere Urbino città di Raffaello e patrimonio Unesco. L’associazione Ferrovia val Metauro, da sempre custode della tratta, è in possesso di un progetto ben fatto completo dei dati necessari. Progetto colpito purtroppo dal totale silenzio della vecchia amministrazione regionale di sinistra che preferiva mettere una pietra tombale sulla riattivazione di una risorsa così importante. Siamo sicuri che l’Assessore Baldelli è a conoscenza del progetto e ne farà tesoro. Si è perso del tempo prezioso e quella tratta, negli anni, è stata deturpata da costruzioni: stranamente autorizzate? Non si sa! Questo comporterà purtroppo delle modifiche in alcuni tratti dell’attuale percorso ma non bloccherà certo la volontà di volerla riattivare. La luce in fondo a questo tunnel si è accesa e siamo certi che illuminerà un futuro fatto di cose concrete per tutta la nostra Regione. Noi vogliamo crederci.
Per il direttivo Nuova Fano - Stefano Pollegioni segretario, 
Anna Amoruso V. segretaria, Achille Cacace coordinatore
Da: https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2020/12/09/ferrovia-fano-urbino-la-nuova-fano-benedice-la-pista-ciclabile-e-auspica-che-la-tratta-ferroviaria-venga-riattivata/?fbclid=IwAR3bdTi2rnDP0VoI27tt27B4XJ-JrTfCM24yCrOt8CV_mqe9iRlDgeaFK7s

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L’iniziativa

Petizione per creare pista ciclopedonale lungo la Fano Urbino: si muove la FIAB

Al via una petizione alla Regione Marche, a sostegno della realizzazione di una pista ciclopedonale ai margini della ex ferrovia Fano Urbino- L’iniziativa è stata promossa dalla FIAB, federazione ambiente e bicicletta, di Fano. Lunedì i dettagli.

Da: Il Resto del Carlino del 12/12/2020

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Ferrovia Fano-Urbino, scatta la petizione Online

ForBici contro l’ipotesi dell’assessore Baldelli «No a percorsi alternativi»

L’INIZIATIVA 7  - FANO.  «Una persona in bicicletta toglie un’automobile dalla stra­da e lascia un parcheggio libero in più». Le parole di Giuseppe Panaroni. ForBici - Fiab Fano, potrebbero essere lo slogan del­la nuova iniziativa a favore del­la pista ciclabile lungo l'ex ferro­via Fano-Urbino. che consiste in una petizione Online sulla piattaforma change.org. Sarà disponibile nei prossimi giorni ed è un altolà al recente inter­vento dell’assessore regionale alle infrastrutture pubbliche. Francesco Baldelli ha ipotizza­to un percorso alternativo per la nuova pista, a 5 metri dalla rotaia e non a un metro e mezzo com’è consentito dalle Ferrovie e come prevede il progetto di massima sull'opera, già finan­ziata con 4 milioni e mezzo per arrivare da Fano fino a Tavernelle di Colli al Metauro. I pro­motori della ciclabile non ci ve­dono chiaro e temono che le pa­role di Baldelli siano un tentati­vo di farla deragliare. Firmare la petizione Online è dunque considerato un modo per riba­dirne la priorità.

«È un boicottaggio»

«Perché ostacolare il progetto? Quando si dice dei 5 metri, si­gnifica boicottare: bisognereb­be abbattere un centinaio di ca­se. Se dovesse continuare que­sta inutile guerra fra treno e ci­clabile, saremmo condannati a non fare nulla per altri quarantanni». ha sostenuto ieri En­rico Tosi di Fiab Marche. -La pi­sta ciclabile- ha proseguito To­si - può essere realizzata subito e a costi contenuti. Non esclude l'ipotesi di riaprire una linea tu­ristica che è ben più onerosa e ha una prospettiva temporale assai più lunga. Anzi, il percor­so dedicato alla mobilità legge­ra sarebbe un’assicurazione per la strada ferrata, perché contribuirebbe a fermarne il progressivo degrado, già ben vi­sibile». Una cosa é comunque si­cura secondo i sostenitori della pista dedicata lungo la rotaia: al momento non è possibile parla­re di trasporto commerciale o metropolitane di superficie, perché non esistono leggi che permettano il passaggio di treni passeggeri o per il traspone di merci a raso delle case. «Una na­vetta potrebbe essere attivata per il tratto fra Urbino e Fermignano, magari ricorrendo a un treno su gomma che sarebbe adattissimo alle caratteristiche della zona», ha specificato Leo­nardo Zan, il quale ha lanciato ormai diversi anni fa l'idea di un corridoio sotto tutta la lunghezza della pista ciclabile, per farci passare la fibra ottica insie­me con i servizi pubblici. «Cin­quanta chilometri di autostra­da informatica - ha proseguilo Tosi - lungo binari che non sa­rebbero tolti. Oggi l'isolamento dell'entroterra si combatte con la fibra ottica e l'attuale situa­zione ci porta ad accorgercene sempre di più».

«Auto e bici incompatibili»

Marco Roscini, anche lui di For- Bici- Fiab Fano, ha ricordato che «automobili e biciclette so­no incompatibili, realizzare per­corsi alternativi e sicuri è risolu­tivo per promuovere la mobili­tà leggera. La nuova pista si uni­rebbe alla ciclovia Adriatica e sarebbe un risultato straordina­rio, non si capisce la ragione di tutte queste difficoltà». La con­clusione di chi promuove la rac­colta di firme Online è che «bloc­care tutto equivale a esporre al rischio di vita, chissà per quan­to altro tempo ancora, ciclisti lungo la Flaminia».  Osvaldo Scatassi

Da: Corriere Adriatico del 15/12/2020

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"Non bloccate la nuova ciclabile sull'ex ferrovia"

 "Non bloccate l'iter già avviato per la pista ciclabile a fianco della ferrovia FanoUrbino (ad un metro e mezzo, ndr) di cui esiste già il progetto di massima e per la cui realizzazione sono disponibili 4,5 milioni di euro". Fiab Marche lancia su change.org una petizione rivolta al presidente della Regione Francesco Acquaroli arricchendola di 50 punti nei quali indica dettagliatamente le esigenze che giustificano l'infrastruttura. A preoccupare la Fiab sono le recenti dichiarazioni dell'assessore Francesco Baldelli che ha espresso l'intenzione di rivedere il percorso spostandolo a 5 metri dai binari, senza disperdere le risorse già stanziate e nei tempi prefissati. "Questa affermazione - sostiene Enrico Tosi per Fiab regionale - equivale a boicottare la ciclovia". "Allontanando la pista di 5 metri - dice Leonardo Zann promotore del progetto esistente - si dovrebbero abbattere circa 100 case perché negli anni, dopo la dismissione della linea, a ridosso della ferrovia sono sorte numerose abitazioni". Tosi e Zann fanno notare come "l'attuale percorso, a fianco dei binari, a una distanza di 1,5 metri come stabilito da Rfi, sarebbe utile anche per creare un'autostrada informatica che porterebbe la fibra ottica nell'entroterra, liberandolo dall'isolamento". Per Zann la tratta ferroviaria Fano-Urbino non è più percorribile con il treno: "Le gallerie non sono a norma, i ponti non ne parliamo dopo 40 anni di incuria e i vecchi 51 passaggi a livello sono diventati 97 attraversamenti a raso". "Il viaggio - si precisa nella petizione - alla velocità di 50kmh durerebbe alcune ore all'andata e altrettanto al ritorno". "L'unica possibilità - insiste Tosi - riguarda l'attivazione dei carrelli a pedale da Urbino a Fermignano, ovviamente in discesa, che sembra si possano attivare con 500mila euro. Mentre in senso in contrario si potrebbero prevedere della navette". "La ciclabile - insiste Marco Roscini di Forbici Fano-Fiab Marche - significa garantire sicurezza a chi si sposta con le due ruote e ridurre le auto in circolazione". Aggiunge Giuseppe Panaroni: "La ciclovia non ha solo un valore turistico, ma è fondamentale per i piccoli spostamenti, per raggiungere il posto di lavoro o andare a scuola". E comunque non è un caso che in Italia ci siano "60 tratte ferroviarie riconvertite in ciclabile e solo due ripristinate ad uso ferroviario". Anna Marchetti

Da: Il Resto del Carlino del 15/12/2020

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L'assessore Baldelli: "Lo studio di fattibilità sospeso da nove mesi per due pareri negativi del MIT"

 2' di lettura 15/12/2020 - Un nuovo elemento avalla la decisione dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori pubblici Francesco Baldelli di prevedere un percorso alternativo per la ciclabile del Metauro, che collegherà Fano a Urbino:
“L’approvazione dello studio di fattibilità del percorso a fianco della ferrovia dismessa è sospeso da nove mesi a causa di due pareri negativi espressi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 20 marzo 2020 e il 15 aprile 2020 per l’interferenza con l’autostrada A14 e la relativa viabilità compensativa - ha rivelato in consiglio l’assessore Baldelli -. Noi stiamo utilizzando questa sospensione, cosa non fatta prima, in maniera utile: abbiamo infatti iniziato a elaborare un percorso alternativo, sul quale gli uffici tecnici della Regione sono già al lavoro e che ci consentirà di superare alcune criticità emerse nel tempo. E così, per recuperare il tempo perso dalla precedente amministrazione regionale, procederemo direttamente con l’affidamento della progettazione definitiva. A breve verranno quindi coinvolti i Comuni interessati dal tracciato, al fine di condividere la nuova ipotesi progettuale che sarà predisposta dagli uffici regionali, poi procederemo celermente con l’affidamento della progettazione definitiva”. La volontà è di iniziare i lavori nel primo trimestre del 2022.
“Il nuovo tracciato - ha ribadito l’assessore Baldelli - sarà sempre in prossimità della strada ferrata ma più lontano dal sedime ferroviario. Così oltre al superamento dei pareri negativi del MIT manterremo aperta anche la possibilità in futuro, non interferendo col sedime, di riattivare la linea Fano-Urbino, non solo come ferrovia turistica ma anche come futura ferrovia dedicata al trasporto pubblico locale. Una metropolitana di superficie che consentirebbe ai cittadini di spostarsi agevolmente dall’entroterra alla costa e viceversa, in alternativa all’utilizzo delle auto. Tutto ciò, senza rinunciare alla ciclabile che sarà comunque realizzata sempre parallelamente alla strada ferrata. Sarebbe miope privilegiare una soluzione a scapito dell’altra. Nella visione complessiva che stiamo elaborando, insieme ai tecnici dell'assessorato, trasporto su gomma, stradale e ciclistico devono essere integrati e intermodali”.  da Francesco Baldelli  Assessore Regionale

https://www.vivereurbino.it/2020/12/16/ciclabile-del-metauro-lassessore-baldelli-lo-studio-di-fattibilit-sospeso-da-nove-mesi-per-due-pareri-negativi-del-mit/872010/

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Metropolitana di superficie Fano-Urbino-Pesaro, Urbino Capoluogo: "Sia inserita nei finanziamenti previsti per il Recovery Fund"

16/12/2020 - "Nel momento in cui Pesaro e Fano stanno ragionando insieme per un arretramento della ferrovia, noi - dichiarano congiuntamente Giorgio Londei e Ferruccio Giovanetti (Presidente e Vice Presidente di Urbino - Capoluogo) - riproponiamo con forza la Metropolitana di superficie da inserire nei finanziamenti previsti per il Recovery Fund".
"Lo stesso nuovo Magnifico Rettore dell'Università di Urbino, il Prof. Giorgio Calcagnini, ha posto l'idea come fondamentale per gli studenti nel futuro oltre che per cittadini e turisti. Il Rettore ne aveva già parlato in un incontro durante un convegno a Pesaro.
Lo stesso Assessore regionale Baldelli parla ora di Metropolitana di superficie intanto fra Fano e Urbino ma, noi crediamo, con idea di non escludere di estenderla tra Urbino - Valle del Foglia - Pesaro.
Gambini, il Sindaco, più volte si è espresso per la ferrovia per togliere la città dall’isolamento. Nel corso del citato Consiglio comunale, si sono associati con me anche i colleghi Federico Cangini e Luca Londei e anche il Capogruppo Santi ha avuto accenti positivi.
Se lo studioso e storico Prof. Paolo Uguccioni ha pubblicato, recentemente, la mappa del tracciato ferroviario Pesaro - Cà Gallo per ricongiungersi alla Urbino - Rimini e risalente a prima del 1929, noi crediamo, ha concluso Giorgio Londei, che sia tempo e luogo di affrontare, oggi, una ipotesi suggestiva e affascinante ancorché difficile ma niente oggi è semplice".  da Associazione Urbino Capoluogo

https://www.vivereurbino.it/2020/12/16/metropolitana-di-superficie-fano-urbino-pesaro-urbino-capoluogo-sia-inserita-nei-finanziamenti-previsti-per-il-recovery-fund/872401/

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Fano-Urbino, Biancani: "Il progetto della ciclopedonale non è messo in discussione dal MIT, solo rilievi burocratici"

16/12/2020 - «Le due questioni sollevate dal Ministero sulla ciclopedonale Fano-Urbino non riguardano affatto il progetto o la sua compatibilità con la ferrovia turistica, ma sono di natura amministrativa, entrambe risolvibili»  

È quanto sostiene Andrea Biancani (Pd), Vicepresidente del Consiglio regionale, replicando a quanto sostenuto in Aula in risposta alla sua interrogazione sullo stato di avanzamento delle ciclovie lungo le vallate del Foglia, Cesano e Metauro. In particolare su quest’ultima è stata annunciata l’intenzione di individuare un tracciato alternativo per superare i pareri negativi ministeriali emersi nella Conferenza dei servizi. 
«Nel gennaio 2020 - ricorda Biancani - è arrivato il nulla-osta dalla Direzione RFI al progetto di fattibilità della ciclabile a 1,5 metri dalle rotaie, ritenuto compatibile con la riattivazione della linea ferroviaria turistica. Adesso viene rimesso in discussione il progetto con il rischio di allungare i tempi e di aumentare i costi. I pareri negativi comunicati dal Mit sono burocratici, si riferiscono alla proprietà di una particella che risulta ancora appartenere a un privato e non al Comune di Fano, e alla definizione di una concessione per completare il diritto di passaggio con Autostrade. I rilievi non mettono in discussione il progetto, ricominciare da capo significa sprecare le risorse regionali già spese per la progettazione, lo studio di fattibilità. Comporta annullare i pareri positivi già raccolti dai Comuni e da tutti gli enti coinvolti. E soprattutto si allungano i tempi, con il rischio di non rispettare la scadenza di utilizzo dei 4,5 milioni di euro già stanziati dal Ministero». 
Nella risposta della Giunta all’interrogazione si fa riferimento a un nuovo tracciato che “favorirà il collegamento dei centri abitati e collegherà i principali servizi attraversati”. «Non utilizzare il sedime di proprietà RFI ed uscire da quel limite - evidenzia Biancani - significa aumentare il numero dei soggetti ai quali chiedere l’autorizzazione e un aumento dei costi legati agli espropri. Una ciclabile che attraversa i Comuni implica sicuramente più ostacoli da superare, perché interferisce con passaggi pedonali, soste, accessi, e avrebbe sicuramente un’attrazione turistica e paesaggistica minore. L’attuale progetto prevede solamente in corrispondenza di gallerie un itinerario alternativo all’esterno, e all’altezza dei ponti passerelle a sbalzo». 
«Accolgo positivamente - conclude Biancani - l’intenzione della Giunta di potenziare la mobilità dolce e di fare ulteriori investimenti per completare la ciclovia Adriatica e le ciclovie intervallive. Ma proprio per questo sarebbe un paradosso rischiare di perdere risorse già disponibili per rivedere un progetto di fattibilità già pronto e pagato, che ha avuto il parere favorevole di tutti gli enti. Il percorso della ciclopedonale lungo il sedime resta la soluzione più realizzabile e in tempi certi, con due infrastrutture che si integrano, si promuovono e rafforzano a vicenda, in grado di valorizzare il territorio, migliorando anche la vita dei residenti. Consente di riqualificare una infrastruttura abbandonata da oltre trent’anni, senza escludere la riattivazione della ferrovia, tanto più di una metropolitana di superficie, ed è già stato condiviso con le amministrazioni locali coinvolte». da Andrea Biancani Vicepresidente Consiglio Regionale

https://www.vivereurbino.it/2020/12/17/fano-urbino-biancani-il-progetto-della-ciclopedonale-non-messo-in-discussione-dal-mit-solo-rilievi-burocratici/872595

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CICLABILE FANO-URBINO: UN PROGETTO PER TUTTI

DICEMBRE 16, 2020 - Leggiamo con preoccupazione e stupore le prese di posizione della nuova giunta regionale rispetto al progetto di realizzazione di una pista ciclabile che fiancheggi il tracciato della ex ferrovia Fano-Urbino.
Vogliamo esprimere il nostro parere in maniera inequivocabile: non è nostra intenzione entrare nella inutile competizione tra l’idea del ripristino ferroviario in contrapposizione all’esecuzione della ciclabile. Non è assolutamente vero che un progetto esclude l’altro!!
Non capiamo proprio perché l’Assessore Baldelli voglia buttare alle ortiche un progetto avviato, condiviso e soprattutto finanziato, per la creazione della pista ciclabile.
Stiamo parlando di un progetto che ha la copertura economica per un primo stralcio da Fano a Tavernelle di Serrungarina, un progetto di accostamento della ciclabile alla linea ferroviaria, creando una situazione identica a quella presente sulla pista Fano-Pesaro, lungo la dorsale Adriatica, proprio in parallelo con la ferrovia.
Nulla di diverso da quella situazione, se non che nella Fano-Urbino ad oggi di treni non ne passano e un eventuale progetto ha certamente tempi lunghi, mentre i lavori per la ciclabile potrebbero partite nel giro di un anno o poco più.
Come consiglieri del Comune di Fano siamo certamente favorevolissimi alla realizzazione di un percorso ciclabile, protetto dal traffico, immerso nel verde, che colleghi diversi quartieri della città, dal mare fino a Cuccurano, proseguendo poi per Lucrezia di Cartoceto, Calcinelli di Colli al Metauro e oltre. Sono evidenti le opportunità che questo progetto potrebbe portare, in diversi ambiti. La mobilità dolce a servizio di giovani e meno giovani, di residenti e turisti, di chi usa la bici una volta all’anno e di chi ci sale tutti i giorni; l’avvento e la diffusione delle bici elettriche dovrebbe dirimere anche gli ultimi dubbi sul tema. Lo ribadiamo: proprio non capiamo cosa spinga questa giunta regionale a sprecare una occasione così importante per tutti. Non può essere un problema politico, un “dispetto” a qualcuno o un vantaggio per altri… Non certo per chi desidera il ripristino della ferrovia, il cui progetto, certamente ambizioso ma molto oneroso, non viene scalfito affatto da questa opportunità. Oggi abbiamo l’occasione di fare partire i lavori per un bellissimo itinerario ciclabile e comodissimo collegamento, per tutti!! Con un progetto avviato e, lo ripetiamo, finanziato.
L’ostacolo dell’attraversamento della autostrada e della nuova bretella, eseguita con le opere compensative, è davvero un falso problema, un dettaglio che si può risolvere insieme in maniera rapida e condivisa. Se l’assessore Baldelli lo desidera, siamo disponibili ad eseguire un sopralluogo insieme, per constatare che non siamo di fronte ad un ostacolo insormontabile. Non può essere un attraversamento stradale, a fermare un progetto lungo chilometri, se così fosse, davvero vorrebbe dire che per il ripristino della linea ferroviaria, che prevede ben altri attraversamenti, non ci sarebbe proprio alcuna speranza…

Edoardo Carboni, Enrico Cipriani, Cora Fattori, Mirco Pagnetti, Giampiero Pedini, Piero Valori

Da: https://fano24.it/ciclabile-fano-urbino-un-progetto-per-tutti/

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Ciclabile: Baldelli invitato a Fano per un sopralluogo

 Di  Osvaldo Scatassi - 17 Dicembre 2020 

La proposta rivolta all’assessore regionale proviene da liste civiche e consiglieri di maggioranza nella città della Fortuna, il loro obiettivo è dimostrare che l’attuale progetto di massima non è davanti a «un ostacolo insormontabile» e che pertanto non deve essere «gettato alle ortiche». Di più: la competizione fra treno e biciclette è ritenuta «inutile», se non dannosa. Lo scrivono in una nota congiunta Edoardo Carboni di Noi Giovani, Cora Fattori di Più Europa, Mirco Pagnetti di Insieme è meglio, Enrico Cipriani, Giampiero Pedini e Piero Valori di Noi Città. I sei consiglieri di maggioranza a Fano dichiarano «preoccupazione e stupore» riguardo alla linea della nuova giunta regionale sul «progetto di una pista ciclabile che fiancheggi il tracciato della ex ferrovia Fano-Urbino: non è vero che una escluda l’altra». «Non capiamo proprio – proseguono – perché l’assessore Baldelli voglia buttare alle ortiche un progetto avviato, condiviso e soprattutto finanziato. Stiamo parlando di un progetto che ha la copertura economica per un primo stralcio da Fano a Tavernelle». Sarebbe un asse assimilabile alla pista Fano-Pesaro, che corre parallela alla tratta Adriatica: «Nulla di diverso, se non che ad oggi sulla Fano-Urbino i treni non passano e un eventuale progetto di ripristino ha tempi lunghi, mentre i lavori per la ciclabile potrebbero partite nel giro di un anno o poco più. Siamo favorevolissimi a un percorso protetto dal traffico, immerso nel verde, che colleghi diversi quartieri della città, proseguendo poi per Lucrezia di Cartoceto, Calcinelli di Colli al Metauro e oltre. Sono evidenti le opportunità che il progetto potrebbe portare in diversi ambiti. La mobilità dolce a servizio di giovani e meno giovani, di residenti e turisti; l’avvento e la diffusione delle biciclette elettriche dovrebbe dirimere anche gli ultimi dubbi sul tema». Ribadito che il ripristino della ferrovia è «un progetto ambizioso ma molto oneroso», che comunque «non viene scalfito affatto», i sei consiglieri fanesi provano a riaprire la via all’attuale progetto della pista ciclabile: «L’ostacolo dell’attraversamento dell’autostrada e della nuova bretella è davvero un falso problema, un dettaglio che si può risolvere insieme in maniera rapida e condivisa. Se l’assessore Baldelli lo desidera, siamo disponibili a eseguire un sopralluogo insieme, per constatare che non siamo di fronte a un ostacolo insormontabile. Non può essere un attraversamento stradale a fermare un progetto lungo chilometri. Se così invece fosse, vorrebbe dire che per il ripristino della linea ferroviaria, che prevede ben altri attraversamenti, non ci sarebbe proprio alcuna speranza».

Da: https://www.nonsoloflaminia.it/index.php/2020/12/17/ciclabile-baldelli-invitato-a-fano-per-un-sopralluogo/

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Sinistra per Urbino: “Si ripristini la ferrovia e si cerchi un nuovo tracciato per la ciclabile!”

Il gruppo politico della città ducale interviene sull'ostinazione con cui il consigliere PD Biancani continui a sostenere il progetto della ciclabile accanto ai binari.

Di Il Metauro 19 Dicembre 2020

URBINO – “La pervicacia con cui il consigliere PD Biancani persegue nel suo disegno di costruire una ciclabile accanto alla ferrovia, ha dell’incredibile.E’ apparso chiaro fin dall’inizio, ai cittadini pro ferrovia più attenti che dietro questo disegno potevano nascondersi una insidia e una minaccia per il progetto fondamentale del ripristino della ferrovia, date le difficoltà del tracciato, ipotizzato accanto ai binari, nel superare i tanti ostacoli naturali e viari. Dopo la bocciatura di questo fantasioso progetto da parte del Ministero Infrastrutture Trasporti, e le garanzie dell’assessore regionale sulla ciclabile in un nuovo tracciato, diverso da quello bocciato, fermo restando l’obiettivo primario del ripristino della ferrovia, il consigliere Pd ancora insiste. Non si capisce questa caparbietà, o meglio siccome a pensare male si fa peccato ma certe volte ci si indovina, – diceva uno che se ne intendeva di intrighi – sorge il sospetto che dietro ci siano altri motivi che potrebbero andare di nuovo a scapito dei cittadini dell’entroterra.

Comunque se il progetto è stato sbagliato e quindi bocciato, e questo va a scapito di chi lo aveva proposto con insistenza, sarebbe ragionevole che l’opposizione in Consiglio Regionale collaborasse con la maggioranza per la realizzazione della ferrovia in primo luogo e per un nuovo progetto di ciclabile più distante dai binari per non pregiudicarne l’uso ferroviario, in modo che il percorso tra Fano e Urbino, attraverso i tanti centri medi e piccoli, sia agevole, non ostacolato da ponti, gallerie e altre difficoltà naturali, e ottenga l’approvazione del MIT. L’entroterra ha urgente bisogno di presidi sanitari, di un potenziamento dell’ospedale esistente e di infrastrutture pena la sua desertificazione sociale ed economica. I suoi cittadini non solo ne sono coscienti, ma sono anche stanchi e arrabbiati di subirne le endemiche carenze che vanno ad impattare sulle loro vite quotidiane, sulle loro tasche e sui loro disagi, pregiudicando uno sviluppo economico basato su attività produttive sostenibili dal punto di vista ambientale, su un’agricoltura biologica, su un turismo di qualità e sostenibile in grado di valorizzare le bellezze culturali e naturali del territorio. Il Pd della costa dopo la batosta delle ultime elezioni regionali lo dovrebbe capire. Cerchi ora di riparare ai danni causati dalle sue politiche. Si smetta di litigare accampando pretesti e artifici su queste opere così importanti, e si lavori, congiuntamente e in modo trasparente, per una linea ferroviaria moderna ed efficiente, che colleghi costa ed entroterra superando il traffico su gomma, ormai intasato e inquinante oltre ogni ragionevole sopportazione in termini di salute, di costi e di tempi, e per una ciclabile che unisca i vari centri abitati, senza avere il pensiero ossessivo di come andare ad intralciare quell’opera che tutte le forze politiche dell’entroterra ritengono fondamentale, oggi per il turismo, e domani, – metropolitana di superficie – , per la mobilità di cittadini e merci. Se il Pd rivolgesse il suo impegno e le sue energie in questa direzione, avrebbe tutto da guadagnare, in immagine e anche in voti”.

Da: https://www.ilmetauro.it/sinistra-per-urbino-si-ripristini-la-ferrovia-e-si-cerchi-un-nuovo-tracciato-per-la-ciclabile/?fbclid=IwAR0bdzVz9_bUNf7YlzYoJmAN1BrdbnJQigH0yxQlp6CgSX2un6KTUh7miHo  e Corriere Adriatico del 27/12/2020

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I nodi ferrovia e ciclovia nel futuro di Fano e Urbino

L'intervento del geometra Armanni: «Il problema è molto sentito in quanto sin dal medioevo la città ducale ha sempre patito un totale isolamento»

L’OSSERVAZIONE - Italia piena di ciclabili in ambito fluviale come risorsa per la mobilità alternativa FANO

«Ciò che ancora non hanno ca­pito i vari Tosi e i vari Biancani, fautori della pista ciclabile da realizzare nel tracciato della fer­rovia Fano-Urbino, è che le fer­rovie sono due: oltre alla Fano- Urbino esiste anche la Urbino- Fano a cui gli Urbinati tengono particolarmente e, quel che più conta, in maniera politicamente trasversale, richiedono unani­memente il suo ripristino». Do­po lo scontro che si è acceso nel territorio sui pareri negativi del Ministero delle Infrastruttu­re e trasporti, in merito al pro­getto della ciclovia caldeggiato dal consigliere regionale An­drea Biancani («questioni buro­cratiche») e ora rivisto dall'as­sessore regionale Francesco Baldelli («potrebbero bloccare il progetto» da qui la decisione di puntare su un nuovo percor­so a 5 metri dai binari, cosi da non compromettere, in futuro, l'uso della ferrovia come metropolitana di superficie) intervie­ne anche il geometra fanese Tar­cisio Armanni che sposta il pun­to di vista sulla volontà degli ur­binati di ripristinare la ferrovia metaurense. «Il problema è mol­to sentito in quanto sin dal me­dioevo - sottolinea Armanni -, Urbino ha sempre patito un tota­le isolamento sino a spingersi al secolo XVI, quando molti viag­giatori stranieri, desiderosi di in­cludere nei loro tour italiani la vi­sita al Ducato di Urbino, luoghi legati alla memoria di Raffaello, di Piero della Francesca e del Bramante, trovavano grandi dif­ficoltà a raggiungere il Montefeltro. Coloro che erano riusciti a giungere nel Ducato avevano riempito i loro taccuini di viag­gio, di impressioni e di felici de­scrizioni delle località visitate. Di qui la necessità atavica di un collegamento diretto della città di Urbino alla costa,- per questo la ferrovia Metaurense rappre­senta per gli Urbinati appunto, quel cordone ombelicale che unisce Urbino all'Adriatico. Armani accenna a riunioni e con­vegni a cui «il sindaco Gambini, i rappresentanti della politica e gli addetti ai lavori, hanno sem­pre indicato, come alternativa, le rive del fiume Metauro come luogo più idoneo ed opportuno per far giungere la ciclabile all'interno della provincia e con un appropriato raccordo giun­gere a Urbino, se lì si vuole arri­vare». Armanni ricorda che l'Italia è piena di piste ciclabili in am­bito fluviale come risorsa per la mobilità alternativa per cui do­manda: «Non potrebbero fare al­trettanto gli ambientalisti locali invece di interferire pesante­mente col ripristino della Ferro­via Metaurense? Inoltre la ciclovia del fiume Metauro darà loro la grande opportunità di connet­tersi con la ciclovia Fano-Senigallia attualmente in progetta­zione».  Tiziana Petrelli

Da: Il Resto del Carlino del 19/12/2020

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L'associazione Urbino capoluogo

'Serve una metropolitana leggera che colleghi Fano-Urbino-Pesaro'

Giorgio Londei lancia il progetto per togliere Urbino dall'isolamento secolare: «E' il futuro»

Se Pesaro e Fano puntano all'arretramento della ferrovia, «Urbino deve puntare sulla Fano e Urbino come tracciato per metropolitana leggera verso il Foglia». Lo dicono il presidente e il vicepresidente dell'associazione Urbino Capoluogo Giorgio Londei e Ferruccio Giovanetti. Lo stesso assessore regionale Francesco Baldelli ora parla di Metropolitana di superficie tra Fano e Urbino, ma noi crediamo che non escluda di estenderla anche, a partire da Urbino, verso la Valle del Foglia e Pesaro. Anche il sindaco Maurizio Gambini più volte si è espresso a favore della riapertura della ferrovia. I consiglieri Federico Cangini e Luca Londei si sono associati alla proposta e anche il capogruppo del Pd, Luca Santi, ha avuto accenti positivi così come l'aveva caldeggiata il magnifico Rettore. Se il professor Paolo Uguccioni, studioso e storico, ha recentemente pubblicato la mappa del tracciato ferroviario Pesaro - Ca' Gallo, per ricongiungersi alla Urbino - Rimini e risalente a prima del 1929, noi crediamo che sia tempo e luogo di affrontare un'ipotesi suggestiva e affascinante, ancorché difficile».

Da: Il Resto del Carlino del 19/12/2020

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La ciclabile dei desideri    Un progetto per realizzarla

La Regione acquisisce il piano preliminare elaborato dal geometra Vimini per Ferrovia Valle Metauro. Distanze, percorsi e soluzioni per i centri abitati

Pubblicato il 23 dicembre 2020  - Nuovo tracciato per la pista ciclabile Fano-Urbino lontano dalla ferrovia: la Regione Marche acquisisce il progetto preliminare elaborato gratuitamente dal geometra Marco Vimini per l’associazione Ferrovia Valle Metauro. In realtà l’ultima versione aggiornata del progetto era già stata consegnata alla Regione nel 2017 insieme allo studio di fattibilità sul recupero della ferrovia, sempre realizzato dagli ingegneri di Ferrovie Valle Metauro. Oggi la Regione, che sta studiando un percorso ciclabile alternativo a quello della precedente giunta regionale previsto lungo la ferrovia ad un 1,5 metri dai binari, sembra voler recuperare o almeno analizzare il tracciato proposto dall’associazione Ferrovia Valle Metauro: "Il tracciato parte da Fano – spiega il geometra Vimini – segue tutta la valle del Metauro fino a Fermignano per poi inoltrarsi ad Urbino seguendo la ‘strada rossa’, collega i principali centri abitati e le stazioni ferroviarie da cui si presume che gli utenti possano interscambiare il mezzo bici-treno-autobus. Il percorso si sviluppa distintamente dalla linea ferroviaria, senza interferire con la proprietà di Rfi ad una distanza variabile che va da 5 metri a 100-200 metri seguendo strade a ridotto traffico locale (separando dove possibile la ciclabile da una striscia longitudinale), percorsi protetti (con la creazione di barriere invalicabili per separare la strada dalla pista ciclabile) e percorsi esclusivi (lontano dalle strade). Il tracciato riallaccia alcuni tratti di piste ciclabili interne ai paesi realizzate in tempi recenti". Si parte ovviamente da Fano e si arriva (dopo un percorso di 52 km che attraversa oltre a Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Fossombrone, Fermignano) alla stazione ferroviaria di Urbino". Per l’ultimo tratto quello da Fermignano a Urbino, vista la pendenza del percorso, secondo Vimini l’ideale sarebbe utilizzare il treno in andata ("ad eccezione degli sportivi che potranno affrontare anche la salita") e la bici in discesa "come mi è capitato di sperimentare in Val di Sole nei 25 km di pista ciclabile da Marilleva a Mostizzolo, prevalentemente in discesa. Questo rende possibile percorrere da parte di tutti (persone non allenate, famiglie, bambini) una grande distanza con sforzo minimo". Costi previsti per il percorso studiato da Vimini: 10mila 700 euro di cui 6milioni 900mila euro per lavori e opere di ingegneria, 3milioni 800mila euro per spese tecniche di progettazione, espropri, prove, imprevisti, Iva. Ferrovie Valle Metauro, che non ha mai condiviso la scelta di una pista ciclabile a fianco dei binari, sostiene che la stessa Rfi avrebbe suggerito "di ubicare la pista altrove" e comunque avrebbe imposto una serie di prescrizioni: 1,5 metri tra la recinzione (rinviata ad epoche successive e non preventivata nei 4,5milioni di euro); ripristino della rete idraulica a difesa della ferrovia sotto la ciclabile; divieto d’uso delle 8 gallerie; divieto di porre la ciclabile su viadotti, ponti e ponticelli". Aggiugono da Ferrovie Valle Metauro: "E’ fuorviante affermare che il precedente progetto fosse in fase molto avanzata, perchè andrebbe rifatto quasi da zero".   Anna Marchetti

Da: Il Resto del Carlino del 23/12/2020

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Cosa è meglio per i pedali
Pubblicato il 23 dicembre 2020

Giorni fa il geometra Tarcisio Armanni aveva auspicato per il bene di tutti, che gli ambientalisti si arrendessero alla sua evidenza che una ciclovia sul fiume Metauro (ovvero una pista ciclabile in ambito fluviale) sia una risorsa migliore per la mobilità alternativa rispetto alla pista ciclabile da realizzare nel tracciato della ferrovia dismessa Fano-Urbino. Come motivazione il geometra adduceva il fatto che gli Urbinati, in maniera politicamente trasversale, richiedono unanimemente il suo ripristino. L’intervento di Armanni era in risposta al consigliere regionale Andrea Biancani e all’ambientalista fanese Enrico Tosi, che oggi tiene a fare delle precisazioni. "La pista lungo il Metauro sarebbe distante dai centri urbani mentre quella lungo i binari passa nei centri abitati e serve per andare al lavoro, a scuola, fare la spesa, ecc. e non per escursioni domenicali" ribatte Tosi, secondo il quale se tutti leggessero "le 51 motivazioni elencate nella petizione on line, molti altri si convincerebbero che la ciclabile Fano Fermignano è una vera e propria assicurazione sulla vita della ferrovia dismessa perché pone rimedio al degrado che la sta distruggendo e ne impedisce la vendita a pezzi da parte delle Ferrovie che ci hanno già provato ed è pure la soluzione più giusta per una mobilità ciclopedonale purtroppo spesso penalizzata da traffico, pericoli, incidenti e scarsa considerazione". Per Tosi, che è legato anche alla Fiab (federazione italiana ambiente e bicicletta), "il Ministero dei Trasporti è favorevole e non ha alcun dubbio, tanto è vero che consente la pista a 1,5 m dai binari che oltretutto non vengono eliminati ma conservati per un eventuale recupero turistico in un futuro ancora non prevedibile. La metropolitana non si può fare perché la legge e le norme di sicurezza non lo consentono". Per Armanni invece è impensabile che possano convivere a così pochi centimetri l’una dall’altra, una linea ferroviaria con traffico e una ciclabile. Sarebbe un po’ come farla passare all’intero di una stazione. Tiziana Petrelli

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/cosa-%C3%A8-meglio-per-i-pedali-1.5843844/amp

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"Serve un’alleanza per ripristinare la ferrovia"

Il sindaco Maurizio Gambini e Giorgio Londei dell’opposizione ora camminano sullo stesso binario. Giovanetti: "Montefeltro da tutelare"

Pubblicato il 29 dicembre 2020 - Il tema "Urbino capoluogo o co-capoluogo" è stato al centro dell’incontro organizzato dall’associazione che prende il nome proprio dalla vexata quaestio, sempre attiva sulle questioni di attualità che interessano il territorio, con il sindaco della città feltresca Maurizio Gambini. In apertura, il presidente Giorgio Londei ha fatto appello alla storia istituzionale più recente, ovvero la sentenza 2372013 con la quale la Corte Costituzionale ha sventato la soppressione del Tribunale. Grazie ad essa, quello di Urbino fu l’unico ricorso a essere accolto.

"La nostra associazione" ha tenuto a evidenziare Londei "si trova spesso a sostenere le posizioni del sindaco su temi fondamentali per i cittadini, come da ultimo quelle su tamponi e ora sui vaccini". "Soltanto uniti possiamo portare avanti le grandi battaglie per la città e il territorio" ha esordito Gambini "a partire dal riconoscimento del ruolo di capoluogo di provincia. Di volta in volta lo Stato ce lo riconosce ma quasi sempre dopo sollecitazioni in proposito. E’ ora di sancirlo definitivamente e sono già d’accordo con il Presidente della Provincia Giuseppe Paolini per far sì che dei provvedimenti legislativi lo facciano una volta per tutte. Si tratta di una questione non marginale, che ricorre in momenti fondamentali, a partire dalle assegnazioni del Recovery Fund, che potrà sì essere destinato all’arretramento della ferrovia dalla costa ma che dovrà risolvere anche la questione della viabilità, tanto più ora che la riduzione dei parlamentari ha penalizzato soprattutto le aree interne e disagiate, con uno spopolamento che rischia di peggiorare le cose e che dovremo affrontare quale priorità assoluta. Per questo dovremo impegnarci a essere rappresentati a dovere da deputati e senatori che trasversalmente, come già accadde in passato, possano sostenere le battaglie che ci attendono, perché nessuno ci regala nulla. E quando parlo di unità penso anche a quella progettuale: va bene la metropolitana leggera, va bene il ripristino della ferrovia ma per essere uniti occorre che mettiamo in piedi progetti condivisi, realizzabili e che vedano il sostegno di tutti. A questo proposito, ad esempio, ho visto recentemente il sindaco di Fabriano per sostenere il progetto della linea ferroviaria veloce Fabriano Urbino-Santarcangelo".

Parole che hanno trovato il plauso di Ferruccio Giovanetti che da sempre si batte per una viabilità adeguata: "Se il Montefeltro vuole essere tutelato e rilanciato" ha affermato il vicepresidente vicario di Urbino Capoluogo "nell’economia, nella vivibilità e nel turismo, deve uscire dall’isolamento infrastrutturale". Al termine, l’associazione ha donato a Maurizio Gambini una ponderosa opera della Biblioteca del Senato con i discorsi di Ferruccio Parri.  Tiziano V. Mancini

Da: Il Resto del Carlino del 29/12/2020

 

 


Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 13.01.2020
    Ultima modifica: 13.01.2020

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